Le donne hi-tech dell'anno: Windsor Hanger, Stephanie Kaplan e Annie Wang


Windsor Hanger: 21 anni, bionda, presidente e publisher di Her Campus. Stephanie Kaplan: 21 anni, castana, CEO e editor di Her Campus. Annie Wang: 21 anni, mora, CTO e direttore creativo di Her Campus.

Neanche guardando Beverly Hills 90210 negli anni ’90, potevamo immaginarci quello che tre giovani studentesse di Harvard sono riuscite a costruire nel giro di pochissimo tempo: Windsor Hanger, Stephanie Kaplan e Annie Wang sono le fondatrici di un magazine online ormai famosissimo tra le ragazze dei college americani, Her Campus, e sono state così brave a raggiungere i loro obiettivi, da meritare numerosi riconoscimenti nel giro di pochissimo tempo.

Le tre ragazze, una mora, una castana e una bionda, possono incarnare quel mito evanescente che da adolescenti si cerca disperatamente di inseguire, sempre che l’obiettivo ultimo della vita non sia fare la velina: non eccezionalmente belle, ma semplici ragazze della porta accanto, piene di entusiasmo, di idee e assolutamente capaci. Non è un caso che all’età di 21 anni le tre intraprendenti donzelle facciano già parte dei 30 giovani imprenditori più sorprendenti dell’anno sotto i 30 anni e dei 10 individui che si sono maggiormente distinti al college durante lo scorso anno accademico: a 21 anni in Italia noi donne pettiniamo ancora le bambole. L’esperienza e l’acume per arrivare a certi traguardi le acquisiamo solo molto più tardi.

Windsor, Stephanie e Annie si sono incontrate nel 2007, proprio durante la frequenza del college, e precisamente ad Harvard. Seguivano tutte e tre la redazione di Freeze, una rivista di moda interna al campus. E’ servito pochissimo tempo alle ragazze per capire su quali binari muoversi: essendo studentesse e nello stesso tempo occupandosi di giornalismo per giovani donne, si sono rese conto che qualcosa nell’immenso e dispersivo panorama mediatico che è il web, mancava. E si sono adoperate per procurarlo.

Secondo le tre giovani imprenditrici, tra il mare magnum di riviste e web magazine femminili americani, si sentiva bisogno di qualcosa in grado di frapporsi tra Seventeen e Glamour: una sorta di vademecum per giovani donne non più adolescenti ma non ancora adulte, ancora in bilico tra l’essere e il non essere, ancora incerte sul futuro e inesperte su tante questioni. Un’intuizione che le ha ampiamente premiate, che le ha rese famose per aver saputo trovare ancora qualcosa di originale nell’epoca in cui tutto è stato già fatto.

Lavorando gomito a gomito per il Freeze del college, anche passando intere nottate a mettere insieme contenuti e grafica, le tre eroine dei nostri tempi hanno elaborato un piano, che mirasse a colmare quella lacuna. Poi, l’estate precedente all’esordio di Her Campus (settembre 2009), Windsor, Stephanie e Annie hanno vissuto insieme un’intera estate di esperienza e di vita a New York: quale migliore trampolino di lancio per tre improbabili protagoniste di un altrettanto inverosimile Sex-and-The-City-a-20 anni, impegnate a cercare una formula vincente che si andasse ad incuneare tra i bisogni delle teenager e i desideri infranti delle trentenni.

Le tre imprenditrici sono innanzitutto tre amiche e questo è uno degli ingredienti del loro successo: lo dichiarano tutte e tre, l’una dell’altra, in un’intervista in cui parlano di se stesse, salvo poi sputare veleno appena spenti i riflettori. Eppure la loro complicità sembra autentica, almeno fino al punto in cui possa servire allo scopo: un’amicizia in balia di rivalità e confidenze, come quelle che soltanto a 20 anni si possono coltivare.

Stephanie definisce Windsor energica, appassionata, piena di iniziative e di idee, oltre che di buona volontà e si ritiene fortunata ad averla incontrata. Annie parla di Stephanie come di partner professionale e amica e la descrive come una leader eccezionale, oltre che un ottimo modello per tutte le donne. Windsor si riferisce ad Annie come ad una delle ragazze più straordinarie che abbia mai conosciuto: estremamente intelligente e creativa, oltre alle sue conoscenze grafiche, si distingue ad Harvard come artista e disegna anche vestiti, scrive musica e suona quattro strumenti diversi. Oltre a essere gentile e ad avere sempre un sorriso stampato in faccia.

Leggete questi profili come volete, venati sottilmente di invidia o critica, oppure spassionatamente spontanei: rimane il fatto che qualche verità debbano necessariamente raccontarla, altrimenti Her Campus non sarebbe la realtà editoriale e sociale che è oggi, un ritrovo per 50 campus statunitensi dove le ragazze in quell’età così delicata che non ha un nome e che nessuno considera, che non è adolescenza ma non è neanche età adulta, possono trovare tutte le risposte che cercano, dalle più frivole alle più serie.

Her Campus conta una redazione di circa 40 elementi per la versione nazionale, mentre 500 sono le persone che lavorano alle versioni proprie di ognuno dei 50 campus coinvolti, unitisi a Her Campus con entusiasmo: e i numeri, comunque in costante aumento, danno soltanto un’idea dell’eco che si è creata intorno a questo fenomeno editoriale, snello e facile perché online, ma influente come e più di una rivista stampata o di un programma televisivo di successo, per la facilità di fruizione e la frequenza degli aggiornamenti.

La partnership con realtà importanti come Juicy Couture o Lauren Merkin, non fanno che aumentare le potenzialità di un webmegazine che è diventato la fonte primaria di ispirazione per le ragazze di tutti i college americani e di cui diverse fonti rilevanti a livello internazionale, non solo nel campo della moda e dell’attualità (Huffingtonpost) ma anche in quello finanziario (Walletpop e Businessinsider), si sono interessate.

  • shares
  • Mail