Le donne hi-tech dell'anno: Carol Bartz


Nata ai bordi di periferia, canterebbe qualcuno. La storia, per la cronaca, è però un po’ diversa, ma ugualmente complessa: Carol Ann Bartz nacque il 29 agosto 1948 a Winona, Minnesota. All’età di soli 8 anni perse la madre e poco tempo dopo lei e uno dei suoi fratelli si trasferirono nella casa della nonna nel Wisconsin.

Non comincia all'insegna della serenità familiare dunque, la vita di questa donna che per tutte noi non può essere che un autorevole esempio di come, nonostante una storia non proprio edificante alle spalle, si possa arrivare davvero lontano, se sorrette da forza di volontà e capacità. Una donna che per tutta la sua carriera ha ricoperto e ancora ricopre ruoli considerati prettamente maschili e che è riuscita con il suo piglio a risollevare le sorti di diverse aziende importanti.

Non solo: una donna che a livello personale e familiare ci dimostra come carriera e figli (tre per la precisione, più un marito) siano compatibili, anche se non conciliabili con un equilibrio perfetto (come lei stessa ammette), e come in mezzo a tutto questo, si possa anche sconfiggere un cancro al seno, senza crollare mai.

Carol si laurea nel 1971 in informatica presso la modesta University of Wisconsin-Madison, autofinanziandosi con un lavoro da semplice cameriera. Dopo una breve parentesi all'interno della multinazionale M3 (unica donna in una divisione di 300 uomini) dove le viene negato un trasferimento con motivazione chiaramente e deplorevolmente misogina ("le donne non fanno certi lavori"), Carol inizia a farsi valere, lavorando per diverse società importanti: Intel, Cisco Systems, BEA Systems, Network Appliance e la Foundation for the National Medals of Science, sono solo alcuni dei nomi dove Carol si fa notare.

Sono anni di discriminazioni, di lavoro reso ancora più duro dalle aspettative e dalle recriminazioni di un mondo allora ancora profondamente maschilista, in fondo non poi così diverso da quello odierno. Sono anni in cui i risultati professionali raggiunti da Carol, assumono ancor più valore e divengono ancora più significativi, proprio in virtù del contesto che la circonda e che minaccia di schiacciarla.

Finchè nel 1992, Carol diventa CEO di Autodesk, trasformandola rapidamente da semplice azienda di software per pc, in una realtà leader nel suo ambito, che detta le regole del settore. A sostenerlo è Forbes.

E' nello stesso anno che a Carol viene diagnosticato un cancro al seno, sconfitto nei successivi 7 mesi, con rinunce e sofferenza. Tuttavia, la malattia non le impedisce di tenere salde le redini dell'azienda, e della famiglia. Dopo una vertiginosa crescita professionale, nel 2006 Carol diventa presidente esecutivo del Consiglio di Amministrazione della Autodesk.

E' nel 2009 che la Bartz viene scelta dal team di Yahoo! per sostituire il controverso ex CEO e co-fondatore Jerry Yang: in pochi credono in lei quando assume le redini del terzo sito più visitato al mondo, tanto che le azioni in borsa crollano del 3,6 % immediatamente dopo la notizia ufficiale. Probabilmente però chi non la riteneva all'altezza del compito, ha sbagliato prospettiva.

Nel 2009 Carol è la donna manager più pagata al mondo, con 42,7 milioni di dollari di compenso. Sempre nel 2009 è la 12esima donna più potente al mondo secondo Forbes; nonostante la sua posizione nella suddetta classifica sia precipitata nel 2010 al 42esimo posto, rimane una delle donne più capaci del nostro tempo, un esempio, un modello difficilmente emulabile.

Carol è inoltre una donna che coltiva hobbies e interessi, tra i quali il golf, il tennis e il giardinaggio. E come faccia a conciliare tutto questo, nonostante la nostra vocazione tutta femminile per il multitasking, è francamente un mistero. Detto questo, ammiriamo anche la sua capacità di andare dritta al punto, caratteristica che le è servita non poco per arrivare dov'è, salvo talvolta metterle decisamente i bastoni tra le ruote.

Ultimo soltanto in ordine cronologico, l'illuminante episodio con Michael Arrington, papà di TechCrunch, mandato letteralmente a quel paese dalla nostra tenace Carol durante un'intervista. Sembra che la donna manager prenda alla lettera il consiglio prezioso di una mia amica, che recita più o meno così: "Fai ingrossare i fegati degli altri, se riesci, almeno il tuo rimane sano".

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