Le donne hi-tech dell'anno: Sheryl Sandberg

Era chiaro fin dalla sua carriera universitaria, che Sheryl Sandberg sarebbe diventata qualcuno, qualcuno di importante. Qualcuno che rimane sempre un po' nell'ombra purtroppo, proprio perchè donna, ma per questo non meno decisiva in tutti gli ambiti professionali che ha calcato e che ancora scala verso un successo sempre più plateale.

Sheryl Sandberg, 41 anni, capelli scuri, pelle chiara, sorriso fresco; quasi la versione più adulta di una Biancaneve moderna, che invece di accettare la mela, è andata dritta per la sua strada, lasciando tutti a bocca aperta come i partecipanti al ballo all'entrata di Cenerentola.

Un'escalation sorprendente: nata in Florida nel 1969, Sheryl Sandberg Kara trova la sua prima passione nell'insegnamento dell'aerobica, che pratica mentre frequenta il liceo. "Mens sana in corpore sano": mai frase fu più azzeccata di così. Si laurea nel 1991 in economia ad Harvard e conosce quello che poi diventerà il suo mentore, un personaggio fondamentale per la sua carriera e la sua mente: il professr Larry Summers, con cui Sheryl scrive la tesi.

Nel 1995 Sheryl ottiene il massimo dei voti alla Harvard Business School, uno degli istituti più prestigiosi a livello planetario: primo segno evidente di quel che Sheryl sarà in grado di diventare.

E' poi dal 1996 che la figura di Sheryl come donna dal calibro non comune comincia a farsi strada: fino al 2001 infatti lavorerà al Dipartimento del Tesoro statunitense, sotto la presidenza di Clinton, come "Chief of Staff", distinguendosi da subito come perfetta leader con idee e capacità.

Fino al 2008 Sheryl ricopre poi il ruolo di Vice President of Global Online Sales and Operations in una delle aziende più all'avanguardia e più influenti del mondo contemporaneo: Google. La sua esperienza nel settore del web cresce così notevolmente, accanto alla persona Sheryl, che nel frattempo si è sposata e ha avuto due figli.

Nel marzo del 2008 la svolta che porterà Sheryl a far parte delle 100 donne più potenti al mondo nella relativa classifica Forbes per il 2009 e per il 2010: Sheryl viene nominata COO di Facebook, l'azienda che sta dietro al social network più famoso e chiacchierato al mondo, un fenomeno senza precedenti e senza eguali.

Durante un party di Natale nel 2007, Sheryl conosce Mark Zuckerberg: per lui è una svolta colossale, trova l'intensità e la sagacia delle risposte di Sheryl sorprendenti e capisce che si tratta dell'unica persona che può ricoprire quel ruolo nella sua azienda, ruolo per cui disperava di riuscire a trovare qualcuno all'altezza.

Da allora Sheryl è considerata il braccio destro di Mark, se non decisamente la sua guida, comunque la sua anima gemella professionale: a capo delle grandi aziende tecnologiche c'è sempre una coppia ben assortita, dicono: il genio dell'innovazione e l'uomo d'affari. Che in questo caso è felicemente una donna d'affari, quella matura, quella intelligente, quella con l'esperienza giusta; quella che frena gli eccessi di Mark, quella che lo fa ragionare sulla spinosa questione privacy, quella che trasmette l'immagine di Facebook ai media, quella che decide dove indirizzare i soldi per la beneficenza.

A 41 anni Sheryl è la vera colonna portante dell'azienda Facebook, tanto che a un certo punto si è vociferato circa le possibili dimissioni di Zuckerberg da CEO a favore dell'elezione di Sheryl al suo posto. Probabilmente non accadrà mai, Mark manterrà i piedi ben saldi nella sua posizione. Ma anche il solo fatto di averlo pensato, indica che Sheryl si è conquistata la sua fetta di fiducia agli occhi del mondo economico e tecnologico. "Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna"; covo di luoghi comuni questa storia, segno inconfondibile della sua autenticità. Salvo poi pensare a un "grande uomo" come quello rappresentato dal film The Social Network, di cui la Sandberg sembrerebbe di più mentore, piuttosto che supporto.

Dal 2010 Sheryl fa parte anche del Consiglio di Amministrazione della Walt Disney, di cui rappresenta la contemporanea versione di una Principessa che dopo rocambolesche avventure è riuscita a trovare la strada per il castello incantanto e per il principe azzurro, che proprio come nella migliore favola moderna, non è un uomo, bensì un ruolo predominante in un mondo e in una società dove a prevalere sono ancora gli uomini.

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