Le donne, gli uomini e la grappa


Da un’indagine condotta all’interno di “Grapperie aperte” del 2006, evento promosso dall’ Istituto per la grappa, è emerso che il palato femminile non disdegna il famoso distillato italiano: un turista della grappa su 3 è donna. Il 36% di donne, contro il 64% degli uomini, hanno visitato distillerie tra mastri distillatori, vinacce ed alambicchi, per scoprire come viene prodotto il pregiato nettare, e perché no, anche per farsi un goccetto.

O perBacco (?), mi son detta, ma perchè scrivo di grappa proprio io che sono ben lontana dal far parte di quel 36%? Non mi piace la grappa, qualunque ne sia l'invecchiamento, la provenienza, la distillazione ecc... mi ricorda sempre sentori di legno vecchio bruciacchiato, e una stanza tenuta chiusa troppo a lungo. L'unica che tollero è quella dolciastra alla rosa del ristorante cinese - il che la dice lunga sulle mie capacità senso-olfattive - ma la diversità tra uomini e donne nell'approcciarsi al prodotto, apprezzarlo, conoscerlo ecc...era degna di un post anche da una grappa-immune come me.

Su 335 visitatori, intervistati tramite questionario, se il visitatore uomo di Grapperie Aperte ha dichiarato di interessarsi alla grappa perché si considera un consumatore attento (30%) o è un appassionato del prodotto (33%), la visitatrice donna entra in distilleria soprattutto per curiosità (così ha risposto il 54% delle intervistate). E qui ammettiamo candidamente di non saperne molto, a dispetto di un certo sciovinismo di chi magari millanta capacità da enologo del TG5 e beve la mia stessa grappa cantonese alla rosa: solito bisogno ancestrale di dimostrare superiorità del grappa-consumatore-uomo.

Che dire del modo in cui si sceglie la grappa? Gli uomini si sentono più sicuri di sè: la maggioranza dei visitatori (51%) prova personalmente diversi tipi per farsi un'idea, solo pochi (25%) chiedono un consiglio al venditore, agli amici o a parenti. Anche le donne provano diversi prodotti (39%) ma sono, al contrario degli uomini, molto inclini a farsi consigliare (43%). Anche qua mi sembra di rintracciare degli archetipi antropologici: l'uomo sicuro di se che non deve chiedere mai (o quasi), per cui non dimostra debolezze o richieste di aiuto, e la donna che tende ad esternare comunque la proprie impressioni e chiede consigli in merito.

Anche l'opinione su cos'è la grappa differisce. Se per la maggioranza degli uomini è soprattutto un piacere dei sensi (39%) e solo per pochi un digestivo (26%), per le donne il giudizio è pressoché unanime: circa un terzo (35%) la considera un digestivo, ma per quasi un altro terzo è un piacere dei sensi (31%). Ecco che gli uomini colgono soprattutto l'aspetto edonistico/dionisiaco del prodotto, mentre le donne, in pari misura colgono questo e l'aspetto più pratico-funzionale.

Voi che ne dite? Avrò esagerato nel cercare di leggere la psicologia maschile e femminile attraverso la lente di un bicchiere di grappa?

Attenzione: nessuna goccia di grappa è stata versata per la stesura di questo post.

Via | Istitutograppa
Foto | Vinietichette

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