I sintomi iniziali delle vene varicose, la cura e le conseguenze


Disturbo cicolatorio quantomai antiestetico, le vene varicose non spuntano all'improvviso ma sintomi precisi, seppur inizialmente lievi, possono metterci in allarme e spingerci a prendere utili contromisure. Assumere comportamenti virtuosi è infatti utilissimo per contrastare la formazione di varici soprattutto laddove vi sia una predisposizione di tipo familiare.

Siamo abituate e pensare che questo problema affligga solo le donne anziane, ma in realtà le cose non stanno affatto così. Anche in giovane età si possono manifestare le vene varicose, ecco perché imparare a distinguerne i segnali premonitori è così importante. Vediamo, innanzi tutto, le cause delle varici.

Le nostre vene hanno la caratteristica di avere le pareti più sottili e delicate rispetto a quelle delle arterie, per questo motivo alcuni fattori possono incidere sulla loro elasticità anche in età giovanile. Infatti dobbiamo tenere presente il compito che questi vasi svolgono a livello circolatorio. Essi devono pompare il sangue dalle aree periferiche fino al cuore, un lavoro continuo e importante, che può portare ad un affaticamento quando lo sforzo cominci a diventare eccessivo. I fattori che rallentano il lavoro delle vene sono l'età, naturalmente, la stanchezza (ad esempio a fine giornata dopo tante ore trascorse in piedi), sovrappeso e obesità (e il peso del pancione durante la gravidanza), e una certa fragilità congenita di tipo ereditario.

In tutti questi casi, le vene delle gambe non riescono più a pompare con forza ed efficacia il sangue verso il cuore, perdono elasticità, si gonfiano, e il sangue tende a ristagnare. I primi sintomi che ci possono far sospettare la formazione di varici è la comparsa di sottili strisce bluastre sottopelle. Man mano che il prblema di aggrava, queste venature diventano pià evidenti, il colore si scurisce ulteriormente fino alla comparsa di veri e propri agglomerati venosi simili a cordoni aggrovigliati di color violaceo. Accanto a questi sintomi ve ne sono altri: senso di pesantezza, edemi nella parte inferiore della gamba, torpore e sovente anche crampi. Che fare?

Agire subito è importante, e lo specialista da consultare è l'angiologo. A seconda dei casi, il medico potrà prescrivere una terapia di tipo farmacologico, oppure optare per la via chirurgica, la preferita dalle donne giovani che siano anche preoccupate per l'estetica delle proprie gambe, oltre che per la loro salute. In questo caso l'operazione prevede l'asportazione del vaso dilatato attraverso microincisioni o l'ablazione tramite laser. In ogni caso, molto importante è cercare di condurre uno stile di vita quanto più salutare possibile anche dopo l'intervento. Mantenere il peso forma è indispensabile, smettere di fumare così come svolgere una moderata attività fisica (vanno benissimo anche le passeggiate) e l'usare in inverno le calze a compressione graduata che aiutano la circolazione e alleggeriscono il compito delle vene. In estate via libera alle camminate sul bagnasciuga, un vero toccasana! Anche assumere ogni tanto degli integratori alimentari che abbiano un'azione tonificante sui vasi e limitare il consumo di sale sono scelte vincenti.

Foto| Flickr

  • shares
  • Mail