Quanto ci piace sculettare, specialmente ai concerti estivi gratuiti

In queste serate di inizio estate, quando sembra già tutto pronto per partire, l'asfalto fuma i vapori di un inverno pneumatico e la gente gonfia le piscine sui terrazzi in attesa dell'agosto a venire, per fortuna i comuni delle città, da un po' di anni a questa parte, organizzano l'intrattenimento in piazza.

Tra le varie iniziative, notti bianche e sagre della fettunta, esplodono i festival musicali con concerti e dj-set. Non so voi ma io in questo periodo di agonia pre-festiva ho un enorme bisogno di sfogare le tossine presenziando a più concerti gratuiti possibile (qui un pro-memoria fra gratuiti e a pagamento).

Guardate come ci da dentro questa nostra degna rappresentante sulle note della geniale "Harder, Better, Faster, Stronger" dei Daft Punk appena esibitisi (gratuitamente) al Traffic di Torino.

Ballare, dimenarsi, agitarsi, saltare, sculettare, cantare, gridare sono tutte attività molto salutari che provocano una certa rigenerazione se non fisica (a parte l'ascella pezzata e lo smaltimento del panino comprato dal porchettaro), almeno psicologica. E parliamoci chiaro: tranne rari esempi di ragazzi molto cool che sanno per istinto cosa significa ballare, nella maggior parte dei casi e in mezzo alla folla siamo sempre noi che dettiamo stile, ritmo e ci sgoliamo più forte (soprattutto senza bisogno di pogare che - santiddio- c'è un Luna Park con tanto di autoscontro e calcinculo allo svincolo della tangenziale apposta per farsi i lividi... perché non vanno lì a pestarsi i calli a vicenda?)

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