Sonnolenza postprandiale: il significato, le cause e i rimedi


Chi di noi non ha sperimentato la sonnolenza postprandiale almeno una volta nella vita (magari anche due o tre), alzi la mano. Si tratta di quell'insopprimibile, impellente necessità di schiacciare un pisolino che prende quasi a tradimento subito dopo aver finito di mangiare, soprattutto il pasto di metà giornata.

Nonostante sia una condizione comune, è necessario distinguere la sonnolenza postprandiale patologica da quella occasionale, che può capitare a tutti dopo aver consumato un pasto sostanzioso e magari aver anche bevuto qualche bicchiere in più rispetto al solito.

Quando ci si addormenta all'improvviso dopo ogni pranzo e la sonnolenza postprandiale ci coglie anche dopo un pasto leggero nonostante il sonno notturno sia stato regolare, allora questo è il segnale che qualcosa, nel nostro organismo, non funziona a dovere. Infatti questo tipico torpore è indotto da una mancata ossigenazione del cervello, provocata, a sua volta, dal fatto che il sangue viene massicciamente convogliato verso gli organi della digestione. Vediamo quali possono essere le cause più probabili di tipo organico e psicologico.

Uno dei primi "responsabili" di questo fenomeno è il fegato, un suo cattivo funzionamento dovuto, ad esempio, a qualche forma di epatite, rallenta il processo digestivo affaticando tutto l'organismo. Per scoprire una epatopatia nascosta il medico prescriverà alcune analisi del sangue specifiche: GOT, GBT, Gamma GT e Fosfatasi Alcalina. Anche una carenza folica, ovvero una forma di anemia dovuta a bassi livelli di vitamina B9, così come una carenza di ferro nel sangue possono avere, tra i sintomi, la sonnolenza postprandiale.

Altra causa possibile: soffrire di Osas (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno). Chi sia affetto di questo genere di disturbo non si accorge di dormire male a causa di un respiro molto faticoso e a tratti interrotto, e questo si ripercuote sull'organismo con sonnolenza e senso di spossatezza. Le patologie della tiroide, in particolare l'ipotiroidismo, possono provocare sonnolenza postprandiale, così come il diabete o la sindrome metabolica, ma si tratta di malattie che danno anche molti altri sintomi più significativi.

Dal punto di vista psicologico, la voglia di dormire dopo i pasti può essere determinata da tanti fattori, come forme depressive o disturbi bipolari della personalità, forte stress da superlavoro, ma anche noia, semplicemente. Come si può intuire, combattere la sonnolenza postprandiale significa andare alla causa del problema, e agire su quella. Per prima cosa è bene parlarne con il proprio medico che prescriverà una serie di esami ed analisi per verificare eventuali patologie da curare. In linea generale, per cercare subito una soluzione, è necessario modificare le proprie abitudini alimentari.

Consumare cinque pasti al giorno - inclusi due spuntini a metà mattina e metà pomeriggio - aiuta a non ritrovarsi troppo a lungo con lo stomaco vuoto e a non cadere vittime di abbuffate compulsive che possono affaticare fegato e stomaco. Mai saltare la prima colazione, evitare l'alcool e consumare i pasti principali con calma, preferendo pietanze nutrienti ma leggere e porzioni non troppo abbondanti sono altrettante buone abitudini. Se, però, la sonnolenza dovesse ripresentarsi comunque, allora non resta che rivolgersi al medico.

Foto| Flikr

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