Ode alle donne magre

Ragazza magra

Perché un'ode alle donne magre? Quando si avvicina il periodo estivo e cominciano le folli diete e le discussioni sulla legittimità della prova costume, si finisce per dialogare sul tema peso corporeo in modo inutile e stereotipato. Sulle riviste arrivano le lettere di molte donne che rivendicano il proprio diritto a non apparire come le modelle. Giustissimo.

Subito dopo però si passa alla campagna: le curve sono belle, la donna senza seno e senza fondo schiena non è una donna e via dicendo. Ragioniamoci: una donna è sempre una donna. Non possiamo trattare male le magre solo perché noi ci sentiamo male nel nostro sovrappeso. Ho amiche che pesano 40/50 chili da una vita, mangiando normalmente e a volte anche più di me.

Si sentono imbarazzate e tristi perché non hanno una congrua misura di reggiseno, perché ogni tipo di abito scivola loro addosso come se fossero bambine di quarant'anni. La loro non è una magrezza cercata, ma costituzionale.

Il punto, dunque, non è difendere le curve o il sovrappeso, ma difendere la propria identità femminile, che prescinde dal peso. Sulla scia del "dividi et impera", molti pubblicitari ci campano, mettendoci una contro l'altra, portandoci a discutere di quali dovrebbero essere le curve ideali. Nessuno ci dice: il peso giusto è quello che ci consente di mantenerci in salute e non è riferibile a nessuna tabella, perché siamo esseri umani e non pupazzi.

Ragazze, non siamo troppo magre o troppo grasse. Siamo donne. La nostra femminilità sprizza da tutti i pori e diventa irresistibile se smettiamo di forzarla all'interno di un push up o di una guaina. Usate tutti i trucchi che volete per apparire al meglio: è un gioco divertente. Ricordate, però, che siete qualcosa di più e che ogni volta che perdete tempo a denigrarvi, perdete l'occasione di farvi valere in altri campi.

Foto | Flickr

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