Il club delle zitelle

Donna che dice sì 4 volte

Se avete una giornata un po' no, andate a farvi un giro sul blog il club delle zitelle, da cui ho tratto la foto che vedete in apertura di post. Tra "associazioni" di cui far parte, resoconti della propria vita amorosa e concorsi vi passerà la giornata. Il blog è molto divertente, anche se negli ultimi mesi ci sono pochi post e, udite udite, potete scriverci anche voi.

Che siate single o zitelle, dopo una prova di un mese siete ammesse nel club. Ho particolarmente apprezzato la regola: i post non dovranno assolutamente essere scritti con un linguaggio da sms.

Mentre mi rendevo conto, tristemente, che pur essendo sposata potrei candidarmi almeno per una sezione del club, mi chiedevo se essere zitella non sia una vocazione interiore piuttosto che uno stato civile. Un po' come quando perdi 15 chili, ma ti senti sempre come una persona con 15 chili in più (ogni riferimento è puramente casuale).

Perché, a dirla tutta, a volte mi sento un po' zitella dentro. Sempre insoddisfatta, desiderosa di solitudine, indifferente alla presenza di uomini nella mia vita. Forse l'essere zitella non è altro che il voler mantenere la propria indipendenza in modo però socialmente accettabile. Troppo contorta? Diciamo allora che a volte le zitelle non erano donne rifiutate dagli uomini, ma donne che avevano rifiutato gli uomini, perché non volevano dipendere da nessuno. Nella mia famiglia ne ho conosciute un paio così. Dunque, quando vi danno della zitella, lasciateli dire e coltivate dentro di voi questa nuova consapevolezza.

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