L'uomo giusto esiste, ma usa i calzini sbagliati

uomo con calzini con dita

Spezziamo una lancia a favore dei maschietti. Sono tornata indietro con la memoria ai tempi dell'università, quelli in cui tra una lezione e l'altra ci mettevamo a parlare di uomini. Io ero la zitella del gruppo, poi c'era la fidanzata stabile, la sfigata che ne incontrava uno peggiore dell'altro e quella che ancora non aveva capito bene cosa voleva dalla vita. Ora, tolta la sfigata che aveva il masochismo nel dna e fiutava i soggetti peggiori a distanze chilometriche, noi rimanenti eravamo davvero esigentissime.

Anche la fidanzata? Sì, anche lei. Aveva, ha tutt'ora, un uomo bellissimo (somigliava a Daniel Day Lewis), gentile e romantico, ma qualsiasi cosa facesse a lei non andava bene. Io, poi, ero davvero capace di impuntarmi sui calzini o sulla forma delle unghie della mano o sulla linea delle labbra e così anche l'altra mia amica.

In quei gloriosi tempi, in cui compravamo Comix in edicola, uscirono degli articoli strepitosi a proposito delle regole da seguire per restare sole. Tra queste c'era quella del calzino e quella del rimpallo tra due tipi di uomini completamente diversi tra loro. Ecco, eravamo lì, nero su bianco.

Non solo io e le mie amiche, ma buona parte dell'universo femminile. Mi rendo conto ora di come apparivamo ai ragazzi del tempo: contorte, complicate, irrazionali. Certo, io a furia di impuntarmi ho trovato l'uomo che dicevo (non fuma, non ama il calcio, non dipende da sua madre) e forse per questo sono riuscita a passar sopra, naturalmente, ai suoi calzini bianchi. E voi Pinkies, su cosa non riuscite proprio a sorvolare?

Foto | Flickr

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