Cibo ed eros per una vendetta particolare: Una dolce voluttà

Cibo a forma di rosa

Mi incuriosisce molto la storia narrata in Una dolce voluttà, anche se non sono mai stata un'appassionata di romanzi, femminili o meno, che mettono insieme eros e cibo. Questa volta, però, forse perché si parla di vendetta potrei cedere alla tentazione. Inoltre, il romanzo è coreano e mi piace l'idea di scoprire uno stile narrativo diverso dal solito.

In sintesi: Chiwon è una chef di trentatrè anni che ha aperto una scuola di cucina con il suo uomo. Quando lui la lascia per una ex modella, Chiwon entra in depressione, perde la voglia di cucinare e chiude la scuola. Si salverà tornando a lavorare nel ristorante in cui ha mosso i primi passi e inventando una nuova ricetta. Dalla depressione passerà dunque alla rassegnazione e infine alla vendetta. Esemplare.

Sul sito della Piemme potete leggere un estratto del romanzo. Io intanto vi lascio con questa citazione:

Tutto il mio corpo è teso, proprio come lo diventa quando mi appresto ad aprire bocca in presenza di un uomo per la prima volta. Ingoio un sorso della cioccolata calda appena preparata e avverto nettamente il liquido che scivola giù per la gola. La neve ha smesso di cadere fitta e s’intravvede un leggero raggio di sole attraverso le nuvole scure. Ma l’interno della mia bocca rimane insensibile. Mi chiedo se la bevanda sia calda o fredda. Mi sembra una cosa senza senso, come se stessi chiedendo a me stessa se ho freddo o caldo. Attraversare lo stato di non-caldo e non-freddo è il primo passo verso la rabbia o la paura.

Autore: Kyung-Ran Jo
Titolo: Una dolce voluttà
Traduzione dal coreano: Vincenza D'Urso
Editore: Piemme
Pagine: 252
Prezzo: € 15,50
ISBN 978-88-566-1140-3

Foto | Flickr

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