Aumentano gli atti violenti contro le donne. Possiamo ancora parlare di raptus?

segnale di stop

Ho letto l'interessante articolo che Nadia Somma ha scritto per Donne pensanti a proposito del numero sempre maggiore di omicidi di donne in Italia. L'articolo, contrariamente a quanto di solito accade, approfondisce il tema e il significato dell'espressione femminicidio.

Comincia a non avere più senso, in effetti, parlare ogni volta di raptus quando tutti questi omicidi nascono da una matrice comune:

La follia o il raptus della gelosia sono ottime giustificazioni per occultare i nodi che tengono legati uomini e donne nelle relazioni. A livello internazionale, le associazioni impegnate sul campo della violenza alle donne definiscono femminicidi questi delitti.
I femminicidi hanno una matrice comune: quella di colpire le donne quando non accettano un ruolo sociale imposto.
Nel femminicidio sono incluse le molestie e le violenze sessuali e tutti i comportamenti agiti individualmente o socialmente nei confronti delle donne per mantenerle in un stato di subalternità e in caso di resistenza distruggerle fisicamente o psicologicamente.

Il numero delle donne uccise ogni anno in Italia sta salendo: 84 nel 2005, 101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008, 119 nel 2009, 127 nel 2010. Trovo questo dato piuttosto inquietante e spero sia così anche per voi. Credo che come donne sia davvero arrivato il momento di pretendere non solo delle leggi più severe, ma un intervento più complesso nella società, perché cambi la cultura che produce queste azioni.

In questo mondo ci vivrà mia figlia, ci viviamo noi, che all'improvviso ci sentiamo sbalzate indietro nel tempo, in quella mentalità di possesso dell'oggetto femmina che credevamo tramontata. Il fenomeno lo conoscevo, ma leggere le cifre in questa sequenza mi ha davvero messa in crisi. Voi Pinkies cosa ne pensate?

Foto | Flickr

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