Amore, sesso e biologia: gli studi dell'antropologa Helen Fisher

Ecco una notizia che farà piacere a molte lettrici: il mondo sta cambiando, c'è una rivoluzione delle relazioni in atto e la coppia più promettente, udite udite, sarebbe quella formata da un uomo giovane e da una donna più grande di lui. L'articolo sul Cougar Cafè dice che il progetto principale del cervello umano è la riproduzione e noi siamo portati per natura a credere istintivamente che la coppia uomo maturo con donna giovane sia quella migliore (lei ha gli ovuli belli freschi per una riproduzione ottimanle e lui ha i soldi o il potere sufficiente a garantire il benessere della prole).

Ma nel mondo contemporaneo i bisogni stanno cambiando e vanno oltre le esigenze biologiche; dopo 10.000 anni i civiltà agraria, le relazioni (in America) stanno rapidamente cambiando e la maggiore libertà sessuale sia per gli uomini che per le donne, sancisce che oramai tra le persone che contano veramente non c'è solo la famiglia di origine. Vogliamo meno figli perchè costano cari, l'aumento di divorzi significa che si hanno più partner e spesso un trentenne ha già figliato, quindi se torna single può cercare anche una donna più grande (più vecchia?) senza l'obiettivo di farci altri figli. Da una prospettiva Darwiniana la donna in età avanzata non si può più riprodurre, e allora cosa vediamo quando abbiamo davanti a noi una coppia frmata da un uomo giovane e una donna non più in grado di avere figli?

Probabilmente siamo di fronte all'amore; l'amore nasce nella nostra mente, in quella parte che ci guida verso ciò che desideriamo, che ci fa smaniare. E anche se il nostro patrimonio biologico prevede che nonostante il tenersi in forma i segnali dell'età appaiano inesorabilmente (il colore dei capelli, il tono della pelle...), resta il fatto che se è vero vero amore, certe cose passano tranquillamente in secondo piano.

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