Ok, le code alla toilette per femminucce sono quasi sempre imbarazzanti, mentre i bagni maschili risultano più veloci da frequentare; sicuramente uno dei motivi di tale divario è dovuto alla presenza in questi ultimi di urinatoi, che salvano la dimensione spazio-temporale della pipì maschile.
Allora perchè non utilizzare il medesimo concetto anche per le donne?? Se è vero infatti che il lavoro di squadra dimezza i tempi di realizzazione di una qualsiasi attività, allora anche urinatoi di gruppo potrebbero risolvere problemi di spazio e quindi anche di tempo: più posti per espletare i propri bisogni liquidi, meno persone in coda.
Il prototipo che illustra questo concetto si chiama Pollee, si compone di quattro urinatoi “a grappolo” ed è stato pensato in tre versioni, dalla più “timida” alla più sfacciata: Pollee Shy, Pollee Topless e Pollee Naked. Ognuna di queste offre minor privacy in proporzione a una maggiore velocità nel completare l’operazione. Senza contare che l’urinatoio di gruppo potrebbe anche essere proposto “en plain air”.
Sembra tuttavia che noi donne siamo maggiormente intimidite le une dalle altre quando si tratta di fare certe cose insieme; eppure la leggenda vuole che, almeno nei locali pubblici, le donne vadano sempre in bagno almeno in due…Diversa invece la questione del cielo aperto: a quel punto non si tratterebbe più soltanto di una cosa fra donne….
Via | Gizmodo
kiary33
19 lug 2011 - 14:56 - #1Questa cosa l’ha pensata un malato di mente.
Le donne vanno in bagno in due per tenersi la porta chiusa a vicenda (spesso le serrature sono rotte) per fumare o rifarsi il trucco, per chiaccherare, per scambiarsi abiti o pareri sui commensali, per mille e più motivi diversi e non tutti hanno a che fare con l’urinare e basta, però tutti necessitano di stanzini con porte, e che le porte si chiudano.
Ci sono poi 5 giorni al mese in cui proprio vorrei sapere come affrontare un cesso naked en plein air!