Divorziamo: e il cane?

caneLa prima preoccupazione di una coppia che divorzia, si sa, sono i figli, quando ci sono. Seguono poi le preoccupazioni legate ai soldi e al mantenimento, anche se al primo posto restano in genere sentimenti feriti e brandelli di un cuore a pezzi. E il cane? Quando nella coppia e peggio ancora nella famiglia con bambini c’è anche un batuffolo peloso le cose si complicano ulteriormente. Chi se ne prenderà cura? Chi dei due rinuncerà all’affetto del proprio cagnolone? Chi avrebbe il coraggio di privare i bambini del loro amico più fedele?

Triste faccenda, specialmente quando ci sono di mezzo trasferimenti geograficamente piuttosto lontani o litigi che più o meno equivalgono a migliaia di chilometri di distanza, almeno sulla via della comprensione. Se tutto diventa più facile quando l’animale di casa è un pesce, le cose si fanno complesse se a doversi dividere in due è il cane oppure il gatto. Di solito buon senso vuole che sia il membro della coppia più affezionato all’animale, che di solito lo accudisce o che lo possiede da più tempo – magari prima del matrimonio – a tenerlo con sé.

Ma quando la persona in questione deve trasferirsi armi e bagagli altrove e non ha la possibilità di tenere il cane? Meglio affidarlo ad una terza persona anche se estranea oppure lasciarlo al proprio partner, anche se ex? Una cosa è certa: pur se di cani e non di bambini si tratta si può sempre sperare di chiedere se non l’affidamento legale almeno la possibilità di rivederlo ogni tanto, accordandosi civilmente con il proprio ex. Perché rinunciare all’affetto dell’animale che vi ha fatto compagnia per tanti anni? Voi che fareste?

Foto | Flickr

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