Chi paga il conto al ristorante?


Se sia mai esistita una precisa regola di quel galateo non scritto ma che tutti osservano, non è dato sapere. Si vocifera che sia legge naturale, che sia lui a pagare al ristorante, altri invece scomodano addirittura la questione delle pari opportunità, nei termini: “avete voluto la parità…?”. Ma la questione rimane insoluta. Perché al momento del conto aleggia sempre quel vago imbarazzo.

Ci sono le ragazze emancipate dalle convenzioni sociali stantie e anacronistiche che afferrano con decisione il conto e propongono democratici fifty-fifty o addirittura – ma sono assai più rare – si offrono di pagare tutto. Alcune ammettono di farlo per non lasciare spazio a eventuali certe pretese post-cena. Altre sostengono più elevati ideali di parità o di indipendenza: “posso mantenere me stessa, posso pagarmi la cena da sola.”

E poi ci sono le tradizionaliste che si scandalizzano se lui tarda quel secondo di troppo nell’estrarre la carta di credito senza fare una sola smorfia di dolore davanti al conto salato più del pesce in crosta di sale che avete gustato.
In mezzo sta chi, carico di senso pratico, sostiene che debba pagare chi può: chi guadagna (di più) o chi al momento ha maggiore disponibilità economica.

Quanto è giusto lasciare che sia sempre lui a pagare per noi? E quanto è galante da parte sua accettare che una donna paghi tutto quello che si è sbafato senza batter ciglio?
Ho il sospetto che questo rimarrà uno (anzi, un altro) dei misteri irrisolvibili nell’universo uomo-donna.

Il discorso cambia se siete state esplicitamente invitate, soprattutto se si tratta di una ricorrenza precisa. Se in quel caso si aspetta che tiriate fuori un solo centesimo, merita il benservito immediato. Altro che prospettive da dopo-cena!
È ovvio che se siete state voi a invitarlo sarebbe piuttosto scortese fischiettare assenti quando il cameriere porta il conto, aspettando che sia lui a offrire. Potreste almeno fare il gesto elegante di provare a offrire, dopo averlo invitato. Il quesito rimane. Che sia la sana via di mezzo, la strada giusta da percorrere?

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