Modelle oversize in passerella lanciano un messaggio sbagliato

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Durante il Festival della Moda a Sidney qualche settimana fa lo store Myer ha promosso un evento intitolato Big is Beautiful durante il quale hanno sfilato solo modelle dalle taglie forti. Della scorsa stagione ricordiamo ancora la polemica che riguardò l’esclusione di Elena Mirò dagli eventi della settimana della moda milanese. Suscitò scalpore la decisione di non prevederne la sfilata nel contesto delle altre presentazioni, dopo tanto parlare di quanto siano magre le modelle in passerella e dopo altisonanti impegni presi da alcuni stilisti in proposito. Almeno a parole.

Sulle copertine di alcune riviste intanto compaiono scelte coraggiose, con modelle in carne in luogo delle solite silfidi prive di forme femminili. Ci si domanda tuttavia quanto possa essere sano ostinarsi su questo atteggiamento che se funziona come elemento di rottura per attirare l’attenzione su un problema reale – quello dell’immagine fuorviante della bellezza magra – rischia però di precipitare nell’eccesso opposto. Se è giusto che si aprano gli spazi preposti alla comunicazione del modello di donna a tutti i tipi di donna reale, quanto può essere rischioso finire per trasmettere un modello femminile sovrappeso, considerando che oggettivamente l’obesità è uno dei mali sociali del secolo?

La Rete se lo sta domandado. Qual è la sottile linea che separa la ragazza sana e prosperosa da quella in evidente sovrappeso che sarà pure più reale di una bellezza smagrita e priva di sostanza ma può condurre ad un messaggio altrettanto sbagliato? Quale la linea che separa l’essere orgogliose di come si è, anche se la bilancia non punta ai cinquanta chili netti, dall’indifferenza nei confronti della cura di sé? È solo questione di apparenze o ci sono in gioco anche risvolti che coinvolgono la salute e uno stile di vita sano? Stiamo estremizzando per illustrare il caso, è ovvio. Ma ci piacerebbe sapere cosa ne pensate.

Via | TheGloss

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