Facebook vi rende più disinvolte negli approcci?

ragazza al computer in un bar

Serata on line tra amiche (per forza, abitiamo ognuna in un posto diverso dell'Italia). Si parla di uomini, come al solito. Non dei nostri, ma degli altri, quelli che ci corteggiano non sapendo o fingendo di non sapere che siamo impegnate.

Due di loro mi raccontano la stessa identica esperienza: non appena hanno incrociato un uomo interessante, lo hanno cercato su Facebook e lo hanno contattato. Per l'esattezza non gli hanno mandato nessun messaggio ma gli hanno solo chiesto amicizia.

Sono così entrate nel profilo cercando di farsi un'idea più precisa della persona in questione e anche per flirtare un po' (solo flirtare). Avrei potuto farlo anche io, l'occasione c'era, ma non ne ho avuto il coraggio. Devo ammettere, che non mi sono fermata per questioni morali, visto che non avevo intenzione di fare niente di male, ma per timidezza.

Incredibile, sono timida anche a distanza di chilometri e dietro allo schermo di un computer. Allora ho pensato ad un alter ego. Avrebbe parlato lei per me e avevo anche già pronto il nome: Ilaria. Niente da fare. Eppure so che per molte persone, quando si tratta di approcci con l'altro sesso, l'anonimato della rete è un toccasana. Voi Pinkies che mi raccontate? Siete come la sottoscritta o avete fatto qualche passo avanti?

Foto | Flickr

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