Quando dico no è no. O no?

scritta no

Chissà perché per molti uomini se una donna dice no, in realtà vuol dire sì. Lo pensano, in modo deviato, gli stalker. Lo pensano anche i tizi che incontri per strada o al bar. Lo pensano quelli che frequentano i Social Network. Se mi parli, ci stai. Se dici di essere impegnata è solo perché vuoi che io ti corteggi in modo più evidente.

C'è stato in effetti un tempo in cui alle signorine per bene veniva insegnato a non cedere troppo facilmente e comunque mai prima del matrimonio. Persino in Orgoglio e Pregiudizio assistiamo alla scena in cui il bruttissimo e viscido cugino di Elizabeth la chiede in moglie. Il rifiuto di lei per lui non conta niente, perché sa che una donna a modo risponde subito no.

In molti film e romanzi d'amore, lei, messa all'angolo dice no più volte, ma poi cede travolta da passione. L'uomo è insomma cacciatore e la donna è una preda consenziente. Ora, magari vi sembro contorta ma ho pensato che forse, in tempi in cui il piacere sessuale non era roba da donne né tanto meno lo era la possibilità di esprimere i propri desideri, ci voleva l'alibi del mi ha costretta lui.

Non sono una studiosa, quindi non posso offrire studi sul tema. Tuttavia, mi sembra che questo stereotipo si stia perpetuando ancora oggi, quando la nostra vita è cambiata. Mi è capitato di dover ribadire in modo secco e a volte offensivo che il mio no vuol dire no e se non capisci le mie parole leggi i miei gesti. Si trattava di bravi ragazzi, non di maniaci.

Come possiamo cambiare lo stato delle cose? Al di là del tirare fuori le unghie quando è necessario, forse serve un doppio percorso. Uno che educhi gli uomini a relazionarsi ai no delle donne. Un altro che educhi le donne al fatto che possono dire sì, che possono scegliere, che sono libere. Che possono e devono buttare a mare certi stereotipi e che un uomo forte e determinato non è mai un uomo che ignora i nostri no.

Foto | Flickr

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