Addio a Ingmar Bergman, l'uomo che amava le donne

addio a ingmar bergmanDire che ho cominciato ad avere coscienza di me dopo aver visto "Persona" è forse esagerato, ma molto vicino alla realtà. I film del Maestro Ingmar Bergman sono stati per me quel fulmine a ciel sereno che ti apre altri mondi, e altri modi di proiettarsi in essi. La mia idea di cinema, di arte, di crezione di un linguaggio, tutto è stato influenzato dalle opere del regista svedese che ieri si è spento, serenamente, nella sua isola di Faro, all'età di 89 anni.

L'addio che dò usufruendo delle pagine di Pink rinchiude tutto l'amore e l'ammirazione, per il creatore di film come "Donne in attesa", "Sussurri e grida", "Sinfonia d'autunno" (con una meravigliosa Ingrid Bergman), in cui la figura della donna, presa a simbolo della natura e della vita, è scandagliata nei suoi rapporti più profondi con l'amore, il tempo, la morte. Temi sempre presenti, veicoli di amplissime riflessioni, sono la maternità, il matrimonio, la perdita della fede.

Limitare l'opera di Bergman a queste tematiche sarebbe riduttivo, ma qui ci basta ricordare quell'occhio lucido e pentrante dedicato al mondo femminile, che tanti capolavori ha lasciato. Un amico ieri mi ha scritto, per "consolarmi": "è solo finito il suo tempo biologico, le sue opere sono immortali". E' vero. Addio Maestro.

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