Aisha Gheddafi è la Claudia Schiffer del Nord-Africa

Aisha Gheddafi

La stampa araba la chiama a quanto pare la Claudia Schiffer del Nord-Africa ma il suo vero nome è Aisha e porta un cognome ingombrante, specialmente di questi tempi. Ha educazione occidentale, i capelli biondissimi (ovviamente tinti) ed è avvocato che ha lavorato anche al processo contro Saddam Hussein, sostenendone la difesa. Ha sempre difeso anche il regime dittatoriale del padre, di cui è stata infaticabile sostenitrice. Parlarne in questi giorni come parte della Rete sta facendo ci ha posto qualche dubbio, ma ci ha anche fornito lo spunto per una riflessione.

Sul modello di donna che rappresenta, per cominciare, su cui si potrebbero spendere non fiumi ma oceani di parole. Da una parte il rispetto delle tradizioni culturali altrui impone un certo rispetto verso atteggiamenti che appartengono a quella cultura specifica. Dall’altra l’evidente rottura di norme sociali tradizionali un po’ stupisce, un po’ mostra quanto il cambiamento stia coinvolgendo più o meno consapevolmente anche chi in apparenza rappresenta il baluardo di un mondo che sta dimostrando segni di cedimento. L’educazione occidentale avrà fatto la sua parte, così come l’appartenenza ad una elite.

Leggere i commenti sotto i post di chi ha pubblicato le prime foto trapelate dopo la caduta del regime libico gettano luce (a volte anche abbastanza sinistra) su ciò di cui discutiamo. Qualcuno le augura la forca, qualcun altro le suggerisce una carriera alternativa e non troppo lusinghiera. Alcune immagini sono private e la ritraggono nel giorno del matrimonio secondo tradizione. Altre somigliano ai provini di un servizio fotografico.

Al di là delle considerazioni sul suo ruolo nelle vicende della storia recente, ci viene da pensare se non sia e fino a che punto inopportuno intromettersi nella sfera privata di qualcuno che ci resta il sospetto possa essere stata essa stessa vittima proprio in quanto donna di un modo di pensare, di un regime, di un'impostazione divisa fra rigida tradizione e osservanza di precetti e un qualche anelito all'emancipazione, che quasi sempre parte dalla comunicazione di sé attraverso il proprio corpo. Voi che ne pensate?

Via | Styleite

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