Pink Talent: Giulia Boccafogli, la giulielliera

Quarto appuntamento per la rubrica “Pink Talent” a caccia di giovani talenti al femminile. Questa volta tocca alla designer di gioielli Giulia Boccafogli. Giulielli anzi, così sono conosciute le sue creazioni, pezzi unici nella suggestione e nella forma ma anche nella passione che Giulia infonde al proprio lavoro.

Architetto, designer e artigiana in sintesi perfetta, l’idea progettuale e l’esecuzione manuale di altissimo livello si incontrano e danno vita a forme e colori originali che negli anni hanno conquistato sempre più ragazze. Dal cerchio delle amicizie alle prime esposizioni per approdare poi alla vetrina unica che offre il web e giungere infine a progetti importanti e nuove sfide.

Ma lasciamo che sia Giulia a raccontarci la sua storia.

Raccontaci il tuo percorso di designer. Quando nasce la passione, come cresce e si sviluppa.

Difficile davvero sintetizzare. Bisogna considerare diversi fattori: l'aspetto prettamente passionale e naturale, che c'è sempre stato sotto forma di precisa necessità d'espressione creativa, l'aspetto formativo, fatto di studi ed esperienze e, infine, l'aspetto caratteriale che ti porta a vivere questo mestiere in un modo o nell'altro.

La passione c'è sempre stata, consapevole o meno, fin da bambina, fin da quando vedevo il mio papà riempire interi blocchi con i suoi bellissimi disegni; fin da quando, gironzolando per il suo studio di architettura e design, prendevo in mano i primi Pantone e giocavo a fare l'architetto; fin da quando, poco più che adolescente, mi rifugiavo nella casa laboratorio di un amico di famiglia scultore e ritraevo le sue opere e quando, invece di seguire le lezioni di greco e latino, riempivo fogli di disegni.

Passione e formazione hanno sempre camminato a fianco, perché ho sempre sentito il bisogno di esprimere i miei sentimenti e le mie emozioni attraverso un gesto creativo.
Poi gli studi, l'università a Firenze. Ho studiato Architettura e mi sono laureata nel 2006 con tesi in tecnologia e design, con la certezza che nella vita non avrei potuto fare che quello.

L'esperienza legata ai Giulielli, però, è cominciata quando avevo 19 anni e, in vacanza con la mia famiglia nella solita località montana, ho infilato la prima perlina, per riempire quelle giornate un po' vuote. E da lì, piano piano, non mi sono più fermata. Ad un certo punto ho capito che quello poteva essere un mio talento e che non dovevo trascurarlo, che dovevo portarlo avanti e avere il coraggio di lanciarmi, gradualmente, in progetti sempre un po' più impegnativi. Le esposizioni nei locali, la prima sfilata, il blog, il rapporto con le clienti, con i negozi... l'esperienza insomma, in continua evoluzione.

Poi c'è il carattere e il modo di affrontare la cosa, la forma mentis d'architetto che mi influenza moltissimo nelle metodologie di progetto, la paura di non saper gestire le cose e la conseguente volontà di tenere i piedi per terra, l'entusiasmo e la costanza. Un unico percorso che in sostanza è cominciato inconsapevolmente 27 anni fa: passione, formazione, esperienza e carattere. Ecco tutto.

La scelta dei materiali, la cura dei dettagli, la ricerca del pezzo esclusivo. Quali sono i principi ispiratori che danno vita, poi, a forme e modelli?

Come già accennato sono prima di tutto, inevitabilmente, un architetto, e questo, per forza di cose, mi influenza. Tutto nasce da una suggestione che voglio trasmettere, di conseguenza si pone il problema di come risolvere la cosa, di come dar forma a questa suggestione, come comunicarla in modo più o meno oggettivo. Nasce cioè, un progetto vero e proprio, fatto di obiettivi, soluzioni progettuali e quindi di disegni.
Inizia la scelta della forma, della struttura migliore da utilizzare, del calcolo dei pesi e della portabilità dell'oggetto (fondamentale, un Giuliello deve prima di tutto funzionare, perché il bello e il brutto sono caratteristiche per lo più soggettive). Poi c'è la scelta dei materiali e dei colori.

Ogni suggestione ha un suo modo per essere raccontata e le scelte cromatiche e quelle materiche sono parte integrante del percorso creativo del singolo Giuliello. Per questo non esistono limiti; per questo, anche se ho i miei materiali preferiti, come il rame, non escludo nulla; per questo non esistono ripetizioni. Da qui, quindi, nasce il prototipo, il pezzo unico finale: il Giuliello.

I Giulielli nascono da una passione e si trasformano in un vero e proprio lavoro di ricerca che ha dato alle tue creazioni anche una certa riconoscibilità, un'impronta creativa tutta tua.

Beh diciamo che questa è più che altro una speranza, agli altri la facoltà di giudicare se ci riesco oppure no. Come ho già detto, in linea di massima tutto nasce da una suggestione che voglio comunicare, se questa suggestione riesce ad essere percepita all'esterno, allora significa che ho lavorato bene. La ricerca, quindi, parte proprio da questa necessità. Per questo ogni cosa può essere fonte d'ispirazione e approfondimento.

Molto materiali li acquisto durante i miei viaggi (le perle prese durante il viaggio in India per esempio), o me li faccio portare da amici e amiche se so che si recano in posti particolari (come le perle ricoperte di foglie di palma pigmentate dalla Colombia che mi ha portato la mia amica Pamela). In questo modo il Giuliello si arricchisce di elementi che vengono da lontano.
Altri elementi provengono dalle esplorazioni nei mercatini vintage: bottoni, gocce di cristallo che decoravano lampadari, ciondoli, medaglie...in questo modo il Giuliello ha un profumo unico e antico. Poi ho i miei materiali del cuore, che mi ispirano continuamente, come le roselline satin, la madreperla...

Ma l'impronta creativa personale credo che stia soprattutto nella cura del dettaglio, nella non casualità di ogni singola scelta, nell'ottimizzazione di ogni forma rispetto a ciò che voglio comunicare e nella giustificazione di ogni singolo gesto.

Vuoi parlarci dei progetti imminenti che vedranno i Giulielli ancora una volta protagonisti?

Al momento ce ne sono tanti. Prima di tutto la precisa volontà di legare sempre di più questa attività al design e alla creazione di prototipi da proporre alle aziende. Speranza ancora in fase embrionale, perché ogni progetto ha un suo percorso ed evoluzione lenti e misurati. A questo proposito mi è stata offerta un'occasione importantissima. Se tutto va bene, a settembre, vedrò pubblicate alcune delle mie creazioni su una rivista di settore distribuita gratuitamente nelle profumerie con diffusione nazionale. Per scaramanzia non dico altro perché non mi piace dare per scontato che le cose accadano prima di verificarlo con i miei occhi, ma se questo succedesse, sarà per me l'occasione di far conoscere i Giulielli su un cartaceo piuttosto importante e di sperare che la mia attività di designer possa essere valutata da qualche azienda.

Sospesi Grace
Nel frattempo prosegue la collaborazione con LittleBlackDress e Alessia Caliendo, ideatrice e titolare di questo bellissimo concept store a Caserta.
Stiamo lavorando alla collezione autunnale e abbiamo tante idee in testa a cui dar vita. Alessia è un portento, una persona onesta e piena di forza creativa. La collaborazione con lei è ricca di stimoli e mi permette di esprimermi al meglio.

Continua poi anche la collaborazione con la bravissima Laura e la sua showroom boutique a San Bonifacio, La Casa di Maia, e anche con lei abbiamo un piccolo progetto a cui dar forma.

Da settembre poi sarò anche ad Arezzo, nel simpatico negozio di Cristina, con cui sta iniziando la collaborazione in questi giorni. E poi tanti altre possibilità che si sono affacciate e che sono ancora in fase di valutazione, perché ogni cosa va fatta con calma e ponderazione.

Puoi darci qualche anticipazione sulle prossime collezioni?

Prima di tutto i colori: nero metallizzato, nero puro, viola e bianco. Questi saranno i colori predominanti, ma non mancheranno i verdi, i marroni e tutte le altre nuances, a seconda delle esigenze che si presenteranno.

Verrà ripreso il tema della sospensione, per cui tra gli orecchini Sospesi Mini Charms, Gocce Sospese, regolari e maxi e Ciondoli che riprendano lo stesso tema.

Le collane saranno lunghe, lunghissime, ispirate agli anni '20/'30, con pendenti finali centrali a nappa. Saranno poi anche Versatili, un nuovo modello che ho già anticipato con le Bon Bon maxi bolle, regolabili tramite la chiusura nastro, per cui potranno essere classici girocollo o anche raffinati collarini sempre dall'ispirazione Art deco.

Nuove forme per i bracciali, tanto uso di armonico, tra i materiali tanta madreperla, perle di fiume, vetro e pietre dure. Verranno poi introdotti nuovi elementi alternativi che andranno ad aggiungersi agli amati bottoni vintage e alle roselline satin: cerchi rigidi lavorati a mano a macramé per collane e portachiavi e qualche piccola sorpresa che per ora non posso anticipare, ma che rappresenterà sicuramente una novità per i Giulielli.
Ma coi Giulielli non si sa mai... sono trasformisti e potrebbero arrivare altri spunti last second.

Un vero talento, tanta passione e la ferma convinzione che sia lo scambio la vera chiave della creatività: le idee circolano e uno stile si afferma anche grazie al confronto continuo con l'altro. Quanta crescita c'è nel confronto?

Tantissima e continua crescita. È come viaggiare. Entrare a contatto con altre menti, caratteri, culture, ti arricchisce e migliora. L'importante è che ogni confronto sia affrontato in modo critico e nel totale rispetto. Il lavoro degli altri, merita prima di tutto rispetto, che piaccia o no, soprattutto se si percepisce che è affrontato con autenticità e professionalità.

I giovani, e mi ci metto in mezzo, vanno incoraggiati a non mollare e vanno spronati ad approfondire continuamente. Spesso si pensa che il rischio maggiore in questa attività sia il rischio di plagio o copiature.
Posso essere d'accordo, ma solo in parte. Il rischio che spesso si corre è quello di chiudersi in un geloso meccanismo per cui, il custodire come grande esclusiva le proprie creazioni, sia l'unico modo per tutelarsi. La trovo una cosa estremamente presuntuosa e lo dico perché ci sono passata e proprio tramite il confronto ho potuto riflettere su quanto sia sbagliato.

La forza creativa personale non si esaurisce mai, se è autentica, e si arricchisce di ogni esperienza di vita. Solo quando si arriva a questa sicurezza, non si teme più di vedersela rubare, perché si capisce che questo è impossibile e che il confronto con gli altri non è rischioso, ma fondamentale per crescere.
In fin dei conti in questo mondo così immenso, io, non sono nessuno, se non una persona che ama questo lavoro e che pretende di poterlo fare nel modo migliore possibile. Poi magari a volte pecco d'ingenuità....ma che incubo deve essere vivere e lavorare senza condividere con gli altri la propria passione. Se poi si incontrano persone scorrette, e questo capita, si impara anche da ciò e basta dire le cose come stanno, chiare e sicure, senza aver paura di scoprirsi. Facile a dirsi difficile a farsi? Può essere, ma anche questo è esercizio!

Ringrazio Giulia e la sua inesauribile voglia di creare e raccontare. Aspetteremo curiose le nuove collezioni e ti auguriamo di realizzare i progetti a cui più tieni.
Giulielli di Giulia Boccafogli
Sospesi Grace
Polsiera Nicole
Bangle Beyoncè
Collana Audrey

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