Bellezza pericolosa, a Napoli

bellezza come malattia pericolosa

Vi invito a leggere su Teknemedia il resoconto di Anna Rescina a proposito della mostra d'arte contemporanea da titolo "Dangerous Beauty" inaugurata a Napoli lo scorso 5 luglio. Con il supporto delle immagini tratte dall'esposizione è immediato farsi un'idea dell'interessante progetto, notato anche dai cugini di artsblog.

La ricerca della bellezza come spauracchio di questi tempi, come materializzazione sofferta di una patologia nascosta sotto al chilo di troppo, sotto l'ansia di combaciare, stiracchiando i propri involucri (dall'abito alla pelle), con uno stampo canonico, modellato a tavolino, digitalizzato, robotizzato.

Un contagio di dimensioni virali, propagato da tv, giornali, cinema, il cui germe prolifera in quel nocciolo bacato dove cresce un malessere infido e del tutto personale. All'esterno i sintomi riluccicano sotto i riflettori, sotto gli occhi di tutti, incarnati in magrezze diafane, esibizionismo, feticismo degli abiti e degli oggetti. Una patologia pericolosa (perché s'illude di poter guarire solo autoalimentandosi) che esplode in queste immagini, forgiate per definizione della stessa sostanza.

bellezza violenta

foto| Davis & Davis e Erwin Olaf

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