Il cambiamento dei concetti di bellezza e salute

Alcune malattie sono più visibili di altre, tuttavia tutte attentano alla bellezza nel momento in cui queste rompono l’armonia con il corpo. La questione è, quindi, cercare di interiorizzare l’idea che una persona sana è per principio bella oltre i canoni imposti dalla moda.

L’ideale di bellezza di ogni cultura è variabile, capriccioso e non è necessariamente legato alla salute. Ad ogni modo, se si pensa un momento al concetto di bello non possiamo dubitare che questo dipenda dalla salute integrale di corpo e mente; inoltre, è unico per ciascuna persona e non imita gli stereotipi.

L’andirivieni del concetto di bellezza, in particolar modo per le donne, ha a che vedere con le relazioni sociali, le credenze religiose e gli obiettivi commerciali dei distinti Paesi. La storia dell’Occidente non è esente nell’aver fatto moda con alcune malattie e anomalie. Nell’antichità classica e nel secolo XVIII, quando essere donna significava essere madre, l’ideale passava direttamente per alcuni tipi di donna abbondante, nelle quali ventre, fianchi e seni erano simbolo di fecondità.

La prove della liberalizzazione femminile ha portato con sé una malattia non meno grave: l’estrema magrezza come fu per esempio la scheletrica modella Twiggy. Oggigiorno, le conquiste sociali e sul lavoro, in un mondo che prima apparteneva agli uomini, stanno portando le donne all’apice della figura atletica attraverso lo sviluppo imprudente dei muscoli per natura delicati.

E una delle parti del corpo che risente in particolar modo delle abitudini, della condotta, della professione e dell’alimentazione, ma spesso passa in secondo piano ed emerge quando è troppo tardi, sono le gambe; infatti i nuovi stili di vita generano sempre più spesso problemi, di cui ancora poco si parla, come per esempio le vene varicose.

Insomma, cambiano i tempi ed anche i problemi. E voi, cari lettori di Pink, come vivete bellezza e salute?

  • shares
  • Mail