Avventure estive: sì o no

Quante di voi non hanno nella vecchia scatola dei ricordi un tramonto sulla spiaggia con un ragazzo appena conosciuto? E a chi non salgono agli occhi lacrime di nostalgia al pensiero di quel gran “giovanottone” che vi è sfuggito sotto il naso e le grinfie di quell’arpia arrivata un attimo prima ad agguantarlo?
Insomma, le avventure estive, quelle che si portano a casa in valigia insieme ai panni sporchi da lavare e ai souvenir da regalare, non mancano proprio a nessuna.

Qualche sera fa intorno a un tavolo con quattro amiche e otto birre (e questo dettaglio la dice lunga sul tono della discussione), si discettava dell’opportunità di imbarcarsi in certe storie in vacanza. Destinate a finire appena l’aereo spicca il volo, il treno lascia la stazione, o più semplicemente uno dei due si scoccia di macinare chilometri su chilometri ogni fine settimana. Ha una data di scadenza insomma, dopo la quale inizia a guastarsi.

L’amica neofemminista irriducibile sosteneva che una vacanza da sola o con le amiche non significa affatto andare a caccia di uomini.
Secondo l’irriducibile romantica, invece, una storia da spiaggia può trasformarsi in grande amore e persino nel bagnino stagionale può celarsi il principe azzurro, nonostante l’incongruenza cromatica di quel orribile casacca arancione.
Non mancava la più spregiudicata delle amiche che vive alla giornata e in vacanza si concede qualche libertà in più. E manca poco che tenga anche una lista di trofei.
E poi la fidanzatissima, sorda ad ogni richiamo ancestrale in nome dei più alti valori di fedeltà e monogamia.
Voi da che parte state?

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