Nicole Kidman racconta com'è diventare madre con l'utero in affitto


Nicole Kidman è un’attrice di Hollywood famosa per la sua bellezza e la sua bravura, nel corso degli anni l’abbiamo vista trasformarsi e immergersi in ruoli complessi e meravigliosi, memorabile la sua interpretazione di Virginia Woolf nel film “The Hours“. Nicole è una donna fortunata, probabilmente tutti invidiano la sua vita perfetta, ma in realtà anche la bella attrice australiana ha dovuto fare i conti con la sofferenza ed il senso di inadeguatezza.

Nicole Kidman ha avuto molti problemi legati alla maternità, e noi donne sappiamo quanto è difficile dover fare i conti con il non riuscire a procreare, una cosa per cui siamo nate ma che per qualche strano motivo non ci appartiene del tutto. I primi due figli, Isabelle Jane e Connor, Nicole e Tom Cruise li hanno adottati quando erano ancora bambini, adesso hanno 20 e 17 anni e sono passati attraverso il divorzio dei loro genitori, i nuovi matrimoni e, nel caso del padre, anche del nuovo divorzio, stavolta da Katie Holmes.

La seconda volta, Nicole è diventata mamma naturalmente con il marito Keith Urban di Sunday Rose, una bambina che adesso ha quattro anni. Faith Margaret invece, che di anni ne ha due, è nata grazie ad una mamma surrogata, è la figlia biologica sua e di Keith, ma non è stata in grado di portare avanti una gravidanza, dopo tanti tentativi falliti e molta sofferenza, ha optato per l’utero in affitto che le ha consentito di diventare di nuovo mamma.

In una intervista che Nicole ha rilasciato a Vienna, in occasione del lancio di Ladymatic, la testimonial di Omega ha parlato dei diversi modi in cui è diventata mamma nella sua vita:

“Non c'è una maniera giusta di fare le cose, c'è quella nostra, ma è sempre meglio di stare lì a subire, condizionamenti personali e sociali. Io sono cresciuta con una sorella minore, Antonia, molto amata, con la quale ho pianto e ho riso, ho ballato da ragazza e condiviso bellissime avventure. Volevo che Sunday avesse anche lei qualcuno con cui crescere, giocare, leggere libri e proteggere. Ma ricordo bene anche il momento in cui Bella mi ha guardata per la prima volta negli occhi, aveva cinque giorni quando l'ho adottata, e mi sono sentita rinascere. In più ho avuto il miracolo di Sunday Rose, arrivata dopo tanti inutili tentativi, due aborti, e terapie di fertilità. Ho provato e riprovato, ho fatto di tutto per restare incinta, ma sembrava impossibile. Così ho avuto tempo per capire e accettare l'idea che forse nella mia vita non sarei riuscita a partorire. E quando l'ho accettata, a mia grande sorpresa nel 2008 ci sono finalmente riuscita. Bisogna provarci, sempre. Non aver timore di cadere o di sbagliare. Tutte questa maternità mi hanno portato gioia e vita, mi hanno nuovamente aperto porte che io ero tentata di chiudere”.

Foto | Getty Images
Fonte | repubblica

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