Professoressa a una sua alunna ebrea: "Ad Auschwitz saresti stata attenta"


Ci sono ferite della storia contemporanea che non si sono ancora rimarginate e forse non lo faranno mai. Lo sterminio degli ebrei rappresenta la vergogna più grande dell’intera Europa e va ricordata e biasimata non soltanto il Giorno della Memoria. Purtroppo si torna su quest’argomento solo in occasione di alcuni episodi di natura razzista, come quello accaduto lo scorso ottobre in una classe del Liceo artistico Caravillani di Roma, dove una professoressa ha ripreso un’alunna ebrea con questa frase:

Ad Auschwitz saresti stata attenta.

La cronaca della vicenda è stata resa pubblica dal sito Romaebraica solo questa settimana, a seguito di una visita della classe del Caravillani al Museo della Comunità ebraica, dove lo stesso Presidente della Comunità Riccardo Pacifici ha elogiato i ragazzi, per aver dimostrato di voler combattere gli atteggiamenti antisemiti.

Sono commosso di fronte all’appoggio che avete dato alla vostra compagna. Mi capita spesso di andare nelle scuole per parlare di Shoah, per ricordare l’importanza della tolleranza nei confronti del prossimo. Ma mai mi era capitato di assistere a un fatto simile. In un periodo di crescente intolleranza antisemita, xenofoba e razzista, un episodio del genere dovrebbe essere premiato. Lo vorrei segnalare, quindi, alla presidenza della Repubblica affinché tutti voi abbiate il dovuto riconoscimento, affinché la cittadinanza riconosco quali sono gli esempi positivi.

Ma che cosa è avvenuto in quella classe di Liceo? Una studentessa, con una forte emicrania, è stata ripresa dall’insegnate perché disattenta. Quante volte è accaduto? In tutte le classi di tutte le scuole del mondo c’è un alunno, che per un motivo qualsiasi, non riesce a seguire la lezione. Questo non può giustificare la frase con cui la prof ha deciso di riprendere la ragazza.

Se tu fossi stata in un campo di concentramento, avresti ascoltato.

Immediatamente è sceso il gelo. I compagni di Yael, la giovane studentessa ebrea, hanno dato della razzista alla professoressa e alcuni hanno scelto di non proseguire l’ascolto della lezione. Non è tutto. L’insegnate, richiamata dalla preside, ha successivamente rivendicato le sue parole anche difronte a Riccardo Pacifici:

Ho pronunciato quella frase per indicare un posto dove regnava l’ordine.

Ma gli episodi di razzismo non finiscono qui. Venerdì mattina, alcuni esponenti di Forza Nuova e Lotta studentesca, davanti al Liceo Tasso hanno distribuito volantini con il simbolo della Terza Posizione con la runa Wolfsangel nazista, fuorilegge dal settembre 1980 e sui muri della scuola è comparsa una svastica.

Via | Corriere; Corriere
Foto | Getty Images

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