Di quà, di là, di su, di giù...arrivare al punto G

Ricordo che mia nonna pensava che le "zone erogene" fossero i punti di maggior interesse della città...Se avessi chiesto a lei dov'era il punto G forse mi avrebbe indicato la piazza centrale...Era solo il 1981 quando la sessuologa Beverly Whipple scoprì la funzionalità del punto G come zona erogena femminile, all'insaputa di mia nonna e tante sue coetanee.

Il punto G venne così ribattezzato da Beverly Whipple in onore del suo scopritore, il ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg che:

[...] ritenne di individuare il Punto G nello spazio fra la parete anteriore della vagina e la parete posteriore della vescica, ad una profondità di sei-otto centimetri rispetto all’ingresso del canale vaginale e nella stessa zona era già nota la presenza di un tessuto che si riteneva fosse il residuo di una primordiale ghiandola prostatica femminile. (fonte:Wikipedia).

C'è da dire che sebbene lo abbiano tutte le donne, non è automatico che la sua stimolazione possa dare piacere a tutte o far raggiungere l'orgasmo. E' una parte dell'anatomia femminile di cui è bene conoscere l'esistenza, ma non deve diventare il mito dell' Eldorado del piacere sessuale. Prendetela come un pretesto per conoscere meglio il vostro corpo, non riponete sul punto G le aspettative di un interruttore del piacere.

Vista la descrizione scientifica sembrerebbe il caso di cercarlo con profondimetro e bussola, novelle Indiana Jones dell'esplorazione sessuale. Cercando su internet trovo altri indizi, forse più comprensibili ed "alla mano"; secondo la sessuologa Lou Paget dovrebbe avere "la grandezza di una monetina e trovarsi lungo il canale vaginale, a un altezza di circa 2/3 del proprio dito anulare, sul lato anteriore (verso la pancia) della parete vaginale".

Detto ciò sia chiaro che restano comunque indicazioni "di massima", perchè la difficoltà nel locare il punto G è proprio che varia di dimensioni e posizione da donna a donna.

Il consiglio della dott.ssa Whipple per individuare il proprio punto G è quello di accovacciarsi, come in posizione di squat (tanto per rubare un esempio dall'aerobica) ed esplorare con le dita l'interno del canale vaginale, alla ricerca di una zona grande come una monetina e leggermente in rilievo. Se toccando quella zona si avverte una sorta di stimolazione, anche se minima, allora Bingo! L'avete trovato.

Per ora fermiamoci alla scoperta, nei prossimi post tratteremo ancora l'argomento con degli approfondimenti. Non disperate, torneremo sul solito punto.

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