Pink Talent: l'ironia di Silvia Ziche


A Pink Talent è di scena la talentuosa fumettista Silvia Ziche. Ben nota ai cugini di Comicsblog, Silvia è conosciuta soprattutto per le storie che ha disegnato con la Disney Italia, ma la sua carriera è zeppa di lavori e collaborazioni importanti: approda alla rivista di fumetti Linus nel 1987, poi collabora per Cuore, Smemoranda, Topolino, Comix, Musica (Repubblica) ecc...

Pubblica con Tito Faraci una particolare storia a fumetti muta "Infierno!", con Vincenzo Cerami i libri "Olimpo Spa" e poi "Olimpo Spa caccia grossa", fino ad arrivare alla sua più recente creatura, Lucrezia, protagonista delle strisce pubblicate su Donna Moderna e di due libri. Di questo ed altro ci racconterà Silvia tra poco, in un'intervista dove ci farà entrare nel suo "mondo parallelo"...

Ciao Silvia, ti va di fare un rapido bozzetto di te, a parole?

Sono un’autrice di fumetti. Ovvero racconto storie con disegni e parole. Mi piace un sacco fare questo lavoro, e non ne saprei fare nessun altro. Vivo in un mondo parallelo, quello dei miei personaggi, e ogni tanto, da turista, faccio un salto nella realtà. Poi racconto quello che vedo.

Nella tua carriera finora ti sei cimentata con la creazione di diversi personaggi e ti sei trovata a lavorare in differenti situazioni compositive: dalle storie scritte e disegnate da te a collaborazioni a 4 mani con Vincenzo Cerami e con Tito Faraci. Qual è il modo di lavorare in cui ti senti più a tuo agio?

Il metodo di lavoro che preferisco è alternare il lavoro da sola a quello a quattro mani. Lavorare con un’altra persona mi porta a visitare luoghi e idee che da sola non sarei riuscita a frequentare. Se c’è qualcuno che mi dà una spallata (metaforica), mi sposto un po’ e riesco a vedere orizzonti nuovi. Questo mi entusiasma. Però di natura sono orsa, e anche testarda (se non sono convinta di qualcosa, faccio molta fatica ad adattarmi). Così, se lavoro con qualcuno, non vedo l’ora di rintanarmi a lavorare da sola. Salvo poi sentirmi, appunto, sola.
Attualmente stai lavorando a qualche progetto in particolare di cui ci vorresti parlare?

Sto lavorando a un diario di viaggio, che uscirà per Lizard in autunno, o inizio inverno. Il viaggio l’ho fatto io, a San Francisco e dintorni, accompagnando mio padre che non se la sentiva, non parlando inglese e avendo viaggiato pochissimo, di viaggiare da solo. Ho preso appunti, fatto foto di tutte le cose che mi sembravano davvero curiose. E qui finisce la realtà. A questo punto, ho spedito Lucrezia in viaggio con il suo papà. Ecco, sto facendo il diario, scritto e disegnato, dal punto di vista di Lucrezia, di questo viaggio un po’ vero e un po’ inventato. Mi pare che in tv una cosa così la chiamino “docu-fiction”.

Cosa pensi dell'interazione tra cinema e fumetti? Ti piacerebbe vedere le tue storie/fumetti al cinema in un corto o un lungometraggio?

Non ci ho mai pensato ma sì, credo di sì.

Anche se non si dovrebbe chiedere (perchè è come chiedere a una mamma a quale dei propri figli voglia più bene)...c'è un personaggio in particolare tra i tanti che hai disegnato a cui ti senti più vicina? Penso ai personaggi Disney che leggevi con entusiasmo da bambina, e che da grande hai avuto l'onore di disegnare, oppure ad "Alice a quel paese" o Lucrezia che nascono direttamente dalla tua mente e penna...?

I personaggi Disney sono rilassanti, perché non mi richiedono di andare a pescare, più di tanto, nelle mie esperienze personali. I due personaggi che mi sono stati più vicini sono Alice e Lucrezia. Alice rappresentava il mio spaesamento dei vent’anni, quando, dalla tranquilla e narcolettica provincia sono andata, tutta sola, a studiare a Milano. Cercavo di capire come funzionavano le cose, la gente, il mondo. Raccontavo (ed esorcizzavo, raccontando) questa mia difficoltà. Lucrezia è Alice cagliata, diventata con gli anni un po’ cinica e disillusa, ma non proprio del tutto. Alice parlava dei massimi sistemi, Lucrezia quasi solo del suo benessere personale, che pretende da chiunque le arrivi a tiro, cercando di colpevolizzare anche i sassi per la sua (presunta) infelicità. Lucrezia è Alice che ha perso tutte le illusioni, tranne quella di trovare una persona (se assomiglia Brad Pitt, meglio) che le risolva la vita. E’ Alice che ha scaricato ad altri tutte le sue responsabilità. Io mi sento un po’ Alice, per le illusioni che ancora coltivo amorevolmente. Mentre Lucrezia è una versione paradossale di me, delle pulsioni non proprio positive che di solito tendo a censurare. Lei le mette in pratica, senza troppi problemi. Anche Lucrezia mi aiuta a esorcizzare le nevrosi.

Come donna hai trovato difficoltà ad affermarti in un mondo come quello dei fumetti, che almeno fino a qualche tempo fa annoverava solo fumettisti maschili e guardava alle donne con una certa diffidenza?

No, sinceramente no. Da ragazzina mi piaceva da morire Claire Bretecher (mi piace da morire anche adesso…) e quindi non mi ponevo il problema: lei era una donna, e faceva i fumetti. L’avrei fatto anch’io. Solo dopo mi sono resa conto che per il resto del mondo non era una cosa così naturale, né così scontata. Comunque sono stata fortunatissima. Le prime cose pubblicate su una rivista a tiratura nazionale sono uscite su Linus, grazie alla direttrice di allora, Fulvia Serra, e alla sua redazione tutta femminile.
Quanto c'è di te - se c'è qualcosa - nei tuoi personaggi femminili come Alice, Lucrezia, le protagoniste delle strisce Gaia, Allegra e Felice?

C’è tanto, tantissimo. C’è la mia vita, la mia esperienza. Romanzata, storpiata, esagerata. Ma il punto di partenza, anche non volendo, sono io

Vuoi parlarci un pò di Lucrezia, la tua ultima "creatura" che nella quarta di copertina del libro a fumetti "Amore mio"(Mondadori) che la vede protagonista viene descritta come: una donna come ce ne sono tante. Né bella né brutta, colta e brillante ma senza esagerare, che preferisce mal accompagnarsi anziché stare sola. E si lascia inghiottire in un vortice di appuntamenti dall'esito tragico ed esilarante alla ricerca di un uomo quanto meno accettabile, ammesso che ne siano rimasti...

Lucrezia non è un personaggio positivo, ma mi sembra una tipologia molto diffusa nella realtà. E’ incompleta, irrisolta, inconsapevole. Volevo che fosse così, primo perché l’autocritica è sacrosanta e liberatoria, secondo perché permette la critica. Non mi sarei permessa di esibire un tale catalogo di uomini inaccettabili, se non avessi contrapposto loro una donna piena di difetti. Tra l’altro, contrapponendo due cumuli incompatibili di difetti, l’effetto comico è garantito. E anche l’effetto immedesimazione: in un difetto o nell’altro, si riuscirà a riconoscere se stessi, o il/la proprio/a compagno/a…

In "Due" (Lizard Edizioni), secondo capitolo delle avventure di Lucrezia, finalmente c'è un fidanzato, con cui Lucrezia si sente e si vede sempre, anche se non hanno nulla da dirsi o da fare, insieme si fanno due palle così e sono finalmente una coppia (cit. vignetta di "Due"). Al di là dell'ironia e l'umorismo del personaggio, credi che ancora oggi per tante donne una relazione, seppur noiosa e non appagante, sia meglio che restare sole agli occhi della società? Per molte può essere davvero meglio mal accompagnate, che sole? Di fondo la vita di coppia porta inevitabilmente con sè noia e apatia?

Temo che sia vero anche il contrario, cioè che tanti uomini tendano ad accompagnarsi frettolosamente, per poi instaurare una routine fatta di casa, lavoro e amanti varie. A causa di questo ci sono molte donne, lungodegenti matrimoniali, decisamente male accompagnate. Per il resto, credo che molte donne tendano ad accompagnarsi, anche male, quando si sentono sole, ma a liberarsi poi dell’accompagnatore quando si rendono conto che non assomiglia per niente al principe azzurro. Credo che la vita di coppia vera, quella fatta di anni e di pigiami di flanella, richieda una buona dose di intelligenza e autoironia per rimanere appetibile.

Dacci qualche anticipazione del "coming soon" del Blog di Lucrezia...oltre ai fumetti ci sarà anche una parte testuale? sarà possibile lasciare commenti ed interagire con lei come un vero e proprio blog?

Il blog di Lucrezia sarà una specie di diario del lungo e avventuroso viaggio tra le terribili insidie della vita di tutti i giorni. Sarà scritto e disegnato, e ci sarà spazio per commenti, interventi, ingerenze varie.

Secondo te Lucrezia leggerebbe Pinkblog?

Adesso che l’ha scoperto, garantito che non lo molla più!

Grazie ancora Silvia per l'intervista e la concessione d'utilizzo delle immagini!

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