Come non divorziare ricorrendo alla mediazione familiare

Un percorso assistito che può dare risultati positivi anche all'interno del rapporto di coppia grazie alla riapertura del dialogo e allo sviluppo dell'empatia tra i due coniugi


Quando ci si sposa, quando si pronuncia il fatidico “si”, non si ha il pensiero che possa finire. Chi lo fa, una speranza che duri per sempre ce l’ha sicuramente. Purtroppo però non tutte le coppie “vissero felici e contente” e il dato annuale per il Bel Paese (rapporto Istat 2012) è 54.160 divorzi e 88.191 separazioni. Entrambi i fenomeni sociali sono in crescita continua, si consideri che nell’arco di poco più di 10 anni le cifre sono raddoppiate.

Le separazioni e i divorzi avvengono maggiormente in modo consensuale, ovvero quella modalità attraverso la quale la coppia decide di comune accordo di lasciarsi, ma non mancano di certo i casi di separazioni difficili in cui i coniugi si dichiarano guerra aperta per i motivi più disparati: economici, affidamento dei figli, tradimenti, violenze, dispetti. E uno degli interventi professionali più utili per limitare i danni di situazioni molto complesse, financo scongiurare il divorzio, è sicuramente la mediazione familiare.

La mediazione familiare è uno spazio d’incontro neutrale nel quale la coppia può negoziare tutte le questioni relative alla propria separazione. In questo modo i coniugi sono incoraggiati ad elaborare gli accordi che meglio soddisfino i bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all’interesse dei figli”. Si rivolge alle coppie, coniugate o conviventi, con o senza figli, in fase di separazione, già separati o divorziati, oltre anche ai fratelli e parenti in conflitto prettamente per questioni d’eredità.

Il mediatore è un arbitro imparziale che aiuta i genitori a gestire le difficoltà in cui si trovano, e queste possono essere di diverso tipo: emotive e organizzative. Uno degli obiettivi primari è favorire cooperazione ed empatia nella coppia, quindi provare a riaprire i canali di dialogo nella coppia, ridefinire l’identità di ciascun membro, al fine di ricreare un clima sereno in cui i due partner saranno invitati ad esplorare tutte le possibili alternative più adatte al benessere di ciascuno ma soprattutto dei minori.

Quando si sceglie la mediazione familiare si decide di intraprendere un percorso ben preciso fatto di incontri aventi il fine di riaprire i canali di comunicazione, fare un bilancio della situazione e trovare un compromesso e spunti di riflessione. Questo percorso assistito ha dato risultati positivi non solo nei tempi di risoluzione del conflitto, ma anche all’interno della stessa relazione di coppia quando non minacciata da disfunzionalità, casi che invece necessitano di altro genere di terapie.

In Italia, attualmente, la durata media di un matrimonio è di 15 anni per chi si separa e 18 anni per chi divorzia. Dati interessanti riguardano le fasce d’età più colpite: 45 e 47 anni è l’età media dei mariti rispettivamente al momento della separazione e del divorzio, 42 e 44 quella delle mogli. Va da sé un’ulteriore riflessione, ovvero che ci si sposa in età sempre più adulta. L’Istat denuncia, infine, anche l’aumento delle separazioni tra gli ultrasessantenni.

Fonte | mediazione-familiare.com

Foto | undivorcio.es

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