
Probabilmente da adolescenti avete sofferto della Sindrome di Quattrocchi, ma volete mettere, da grandi, il gusto di poter scegliere gli occhiali, l’accessorio per eccellenza? C’è chi muore d’invidia, e se li mette pur senza averne bisogno.
Come scegliere gli occhiali che più vi donano? Così come per il look delle star e per i tagli di capelli, ora è possibile scegliere gli occhiali provandoseli online. Dopo aver letto i nostri consigli per scegliere gli occhiali in base alla forma del proprio viso, così da escludere il modello Arisa o le gocce da gattina se non sono il paio adatto, potete andare sul sito di Warby Parker.
Gli occhiali di Warby Parker sono in vendita solo online, ed è anche online che si provano: caricate la vostra foto e divertitevi con la serie di 27 modelli old-style. Ogni paio costa circa 70 euro e per ogni paio venduto Warby Parker regala un paio di occhiali a chi ne ha bisogno.
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E’ emerso dal 14° Congresso della Società Italiana di Psicopatologia in corso a Roma fino al 20 febbraio. L’1,5% degli over 14 (tra maschietti e femminucce) soffre di disturbi del comportamento alimentare con prevalenza nelle donne pari al 90%, questo il dato preoccupante.
Secondo gli esperti oggi ci si ammala sempre prima. Se fino a venti anni fa patologie come anoressia nervosa e bulimia nervosa si manifestavano intorno ai 15-17 anni, oggi l’età si è abbassata vertiginosamente a 13 anni, in piena adolescenza.
L’allarme viene lanciato da vari psichiatri tra cui Gianfranco Placidi, direttore dell’Unità psichiatrica dell’Università di Firenze. “Laddove arriva la televisione, dove arriva l’immagine di donna, arriva l’anoressia nervosa“, denuncia il professor Placidi. “Le vittime sono in maggioranza donne perché il loro cervello attribuisce un fattore di stima alla magrezza, una proporzione tra peso corporeo e stima di sé, per questo arrivano ad essere psicotiche non vedendosi mai sufficientemente magre“.
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Ok, anche le donne amano il porno, e guardano sempre di più pellicole a luci rosse, da sole o in compagnia. Ma gli uomini rimangono i più avidi consumatori di questo bene, e iniziano ad usufruirne fin dall’adolescenza. Uno studio sulla pornografia condotto in diversi Paesi, ci mette in guardia: i ragazzi che sono più esposti alla pornografia avranno più difficoltà ad avere relazioni stabili e durature, e saranno più inclini al tradimento.
Nella sola Inghilterra 6 adolescenti su 10 guardano film porno per circa 90 minuti alla settimana, nemmeno fosse la partita della squadra del cuore. In Canada, invece, è stato impossibile trovare un ragazzo che avesse meno di 20 anni e che non fosse mai venuto in contatto con la pornografia: in compenso, i ricercatori dell’università di Montreal hanno scoperto che l’età alla quale si guarda per la prima volta un porno è 10 anni.
Per Micheal Flood, colui che ha condotto lo studio per conto del Centro di Ricerca su Sesso, Salute e Società australiano, il sesso e la pornografia sono dei cattivi educatori, perché mostrano il sesso in maniera irrealistica, privando l’adolscente della parte emotiva e sentimentale, importante quanto il piacere fisico. In più, spesso, la pornografia rappresenta il sesso come ostile alle donne. Voi che ne pensate?
via | Telegraph
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Nella desolazione dei nostri tempi, in mezzo a sciami di ragazzine che non sognano altro se non diventare velina, addirittura anche quando sono laureate o peggio ancora mirano a diventareparlamentare solo sulla base di amicizie con potenti protettori politici, ogni tanto c’è un’isola felice a cui approdare e riprendere un po’ il fiato in mezzo a tanto ciarpame senza pudore.
Prendete ad esempio il caso di Julie Zeilinger, una sedicenne (!) femminista che ha creato un blog “F-bomb” diventato in poco tempo un punto di riferimento per una community online di ragazze che vogliano confrontarsi e/o esprimersi su questioni di femminismo. Un prospettiva di femminismo per adolescenti, questo mancava secondo Julie nei blog a tematica femminista presenti in rete, ed ha provveduto creando “F-bomb”.
Sul blog di Bust è pubblicata un’intervista alla giovane Julie, che magari può incuriosire e far riflettere. E voi come eravate a sedici anni, già così sicure delle vostre idee come Julie o aspiranti veline in balia degli eventi?
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Nell’ultima settimana l’Inghilterra si è svegliata a suon di “un orgasmo al giorno toglie il medico di torno”, la nuova campagna lanciata dal servizio sanitario britannico.
La campagna, alternativa rispetto alle precedenti, informa i giovani da un punto di vista nuovo, quello del piacere, fino ad oggi trascurato in favore di prevenzione e informazione.
La guida choc, distrubuita nelle scuole di Sheffield agli adolescenti, si chiama Piacere. Leggo sulla Stampa che, secondo Steve Slack, direttore del centro per la salute sessuale che ha realizzato l’opuscolo informativo, la guida “non spingerà i ragazzi a fare sesso con leggerezza, bensì a rimandare la prima esperienza al momento in cui sarannpo sicuri di poterne trarre il massimo del piacere”.
Punto di vista alquanto bizzarro: ce li vedete i sedicenni che con in mano l’opuscolo che consiglia loro un orgasmo al giorno aspettano il fatidico giorno in cui si sentiranno pronti a provare questa forma di piacere?
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Finalmente uno studio che fa ricadere la colpa di qualcosa sugli uomini. Peccato che il motivo non sia ben chiaro e a mio parere tutta la faccenda sia una totale assurdità. La ricerca in questione affermerebbe che se gli adolescenti fanno sesso troppo presto, senza precauzioni e adottano comportamenti sessuali promiscui o turbolenti, la colpa sarebbe appunto dei padri.
Chi era che diceva che le colpe dei padri ricadono sui figli? Ah sì, Eschilo, che forse aveva già capito tutto secoli e secoli fa, prima che l’Università di Pittsburgh e l’Università di Harvard sfornassero questo studio, condotto su 3.000 adolescenti tra i 13 e i 18 anni.
In realtà i risultati della ricerca sottolineano che la famiglia dovrebbe giocare un ruolo importante nell’educazione sessuale dei figli, cosa che tutti ormai sappiamo e che in gran parte sosteniamo, ma che la figura che ha più potere in questo ambito sia quella maschile, quella del padre lo scopriamo ora. Forse perchè per i figli il papà è il genitore più autorevole, quello per certi aspetti più duro. Ma Freud qui avrebbe da scriverne interi papier, trovando motivi psicologici atavici.
Io penso però che non ci sia un genitore con più o meno colpa in questi casi: la responsabilità di crescere i figli con consapevolezza, anche nell’ambito sessuale è di entrambi, papà e mamma. Quindi, care donne, non cerchiamo attenuanti: anche noi dobbiamo imparare a trovare un linguaggio per parlare liberamente di questioni sessuali con i nostri figli.
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Gli adolescenti sono poco informati per quanto riguarda prevenzione e malattie sessualmente trasmesse, ma l’80% di loro ha rapporti sessuali. Nonostante di sesso se ne parli oggi liberamente, nonostante sia possibile reperire informazioni su internet, nonostante le giovani generazioni appaiano informate e disinibite, non è così: quando si parla di prevenzione e di rischi tramite rapporti sessuali non protetti, brancolano nel buio.
Se Maometto non va alla montagna poiché ignora la strada, allora portiamo Maometto dagli adolescenti, sotto forma di macchinetta che distribuisce i preservativi da installare nelle scuole. Questa è la proposta delle sinistre, mozione appoggiata dal consiglio provinciale di Roma, che prevede l’installazione delle macchinette nelle scuole a partire da settembre.
D’accordo il vice ministro alla Salute Fazio secondo il quale tutti i mezzi sono utili per prevenire mst e rischio di Aids, oggi sottovalutato. Contrari i genitori e scatenata la Chiesa, che vede l’installazione come un invito e una banalizzazione della sessualità. Io sono d’accordo con la decisione saggia di fornire agli adolescenti i preservativi, e invito i più ostili ai preservativi a conoscere il parere di Gesù sui preservativi. Voi come vedete la scelta (ogni scuola deciderà in autonomia) di installare macchinette per i preservativi nelle scuole romane?
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Il momento romantico e rigorosamente non banale di oggi arriva dalla storia di amore adolescenziale del film Juno. Come spesso accade nell’amore da adolescenti è l’impulso a prevalere sui sentimenti, la passione e il desiderio di scoprirsi arriva prima di avere il tempo di innamorarsi, anche se alla fine l’amore ha comunque il tempo di farsi vivo e farsi riconoscere.
Per la trama di Juno vi rimando a Cineblog, il momento romantico che ho scelto è la canzone che i due protagonisti, Juno e Bleeker cantano insieme e allo stesso tempo uno per l’altra. Il testo della canzone Anyone else but you (Nessuno tranne te) è dei Moldy Peaches ma nel film viene interpretato da Juno (Ellen Page) e Bleeker (Michael Cera).
Anyone else but you
You’re a part time lover and a full time friend
The monkey on you’re back is the latest trend
I don’t see what anyone can see, in anyone else
But you
Here is the church and here is the steeple
We sure are cute for two ugly peopleContinua a leggere: Frasi d'amore che non fanno rima con cuore: Juno

In testa alle classifiche dei libri più venduti negli Usa in questo momento c’è un libro che parla di diete, o meglio di non-diete nell’ottica di accettare il proprio corpo così com’è. A due giorni di distanza dalla giornata internazionale della Non-dieta (No diet day), parliamo di Lessons from Fat-o-Sphere: Quit Dieting and Declare a Truce with Your Body.
Sarà il nuovo libro cult per venire a patti con la propria naturale fisicità, senza rincorrere i modelli estetici che la società si affanna ad imporci? Non si trovano ancora molte notizie in giro su questo libro, ma le poche che si trovano sono interessanti ed il titolo, che in attesa della versione italiana potremmo tradurre con “Lezioni dalla Grasso-sfera: smetti la dieta e dichiara tregua al tuo corpo”, è di per se tutto un programma.
La teoria che il libro esprime, già diffusa e professata da altri siti, è che si possa essere sani a qualsiasi taglia, quindi contraddicendo l’equazione: magro= sano, grasso=malato; così come la teoria che le diete facciano più male che bene.

La scena si apre in una stazione della metropolitana. In una grande città del Giappone. Forse Tokyo, o Kyoto, o magari Yokohama. Una ragazza, minorenne, aspetta il treno. Con l’ingenuità e la malizia di cui un’adolescente è capace, ammicca ad un uomo.
Il potere ce l’ha chi ha in mano il joystick. Nessun alieno colpirà la Terra. Nessuna creatura mutante mangerà la giapponesina. E voi non vi trasformerete in nessun Matzinger o cavaliere o paladino della giustizia per salvarla. Al contrario, il mostro è proprio chi comanda il gioco. “Mostro”, tra l’altro, è un termine appropriato per definirvi. Altre varianti possono essere: maniaco, psicopatico, malato di mente e chi più ne ha più ne metta.
Sto parlando del videogioco intitolato “RapeLay”, gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto”, ultima novità dei passatempo proveniente dal Giappone in cui il giocatore deve stuprare la prima ragazza minorenne che incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre. Pensavate di sapere tutto sulla violenza virtuale? A quanto pare uccidere buoni, cattivi, innocenti, vecchi e bambini, o scatenare guerre termonucleari non basta più. E la Illusion, una società specializzata di Yokohama, ha pensato di non rimanere indietro. Nel 2006 ha lanciato questo nuovo prodotto, destinato al solo mercato nipponico, ma per qualche strano motivo è riuscito a varcare i confini dell’Occidente ed a finire ovviamente su Amazon e eBay, finché le proteste di associazioni e autorità in Usa e Regno Unito non sono riuscite a farlo bandire dai due siti Web.
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