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Pazzie dopo la fine di una storia: dai tagli di capelli al sesso a tre

pubblicato da Missunderstanding in: Fidanzati Amore Società Psicologia

cuore spezzato

Quando una storia finisce tutti, soprattutto quando siamo noi a essere state lasciate, amiche e parenti ci dicono che è meglio così e che lui non sa cosa si perde, ma lo capirà presto. Finché non accettiamo la rottura, soltanto noi sappiamo cosa siamo capaci di fare: quando un amore finisce scatta la tendenza a fare pazzie, a partire dal taglio di capelli, segno di voglia di cambiare e di darci un taglio, con tutto.

Quando si viene lasciate si è in uno stato confusionale, soprattutto se non ci si aspettava di essere scaricata da un momento all’altro. Per rabbia, per ripicca, o soltanto per dimostrare a noi stesse di poter andare avanti, cominciamo a guardarci intorno e a compiere gesti bizzarri. C’è chi si iscrive a community per single online, chi si dispera condividendo sul Facebook stati strappalacrime, chi esce e va davvero col primo che capita.

C’è chi dopo la rottura prova a far sesso con due uomini per sentirsi desiderata e chi parte per un viaggio in solitario intorno al mondo, chi testa la propria eterosessualità andando con un’altra donna che non si sa mai, chi si dà all’autoerotismo e chi alla Maglia&Crochet. Ognuna a modo suo, ogni donna fa cose che mai avrebbe pensato di voler fare. E voi cosa avete fatto? Qual è stata la pazzia più grande, o la cosa più insolita, dopo la fine di una storia?

Foto | Flickr

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Tutto quello che le donne non dicono (alle amiche)

pubblicato da Sexyvia in: Amicizia Bodycare

Su Libero ho letto un articolo divertente e interessante, che elargisce consigli preziosi su come curare il nostro look, considerando che siamo donne, che l’estetica per noi è importante e che avere un bell’aspetto è ormai importante anche per il mondo che ci circonda.

Poi c’è un altro perchè, un’ulteriore motivazione per elencare tutta quella serie di consigli: perchè chi potrebbe farci notare certi “difetti” estetici ritoccabili, in realtà non lo fa quasi mai. Le imputate? Loro, le care, terribili AMICHE.

Chi, a parte loro, potrebbe farci infatti notare che abbiamo due baffi di troppo o che quell’ombretto proprio non centra niente con il nostro viso? Chi potrebbe dirci che con una determinata pettinatura siamo proprio impresentabili oppure che addirittura emaniamo un odore non proprio gradevole? Non possono dircelo gli uomini (sarebbe davvero umiliante), nè tantomeno i colleghi di lavoro. Potrebbe dircelo la mamma, magari, ma se non la vediamo spesso, chi rimane a salvarci? Lo specchio sicuramente non ci dirà mai la verità, a meno che non affittiamo quello della strega cattiva di Biancaneve.

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L'anello di Fibonacci

pubblicato da Missunderstanding in: Gadget Cultura Accessori

anello fibonacci

Tutte la fan di Dan Brown, che ancora non hanno letto l’ultimo romanzo Il Simbolo Perduto, potrebbero trovare interessante regalarsi o regalare assieme al libro l’anello di Fibonacci.

La sequenza di Fibonacci è una sequenza di numeri in cui ogni terzo numero è la somma dei due precedenti, del matematico italiano Fibonacci, riesumata dal XIII sec. e divenuta famosa grazie al Codice da Vinci.

L’anello di Fibonacci ripropone la matematica sequenza in una creazione niente male. Non credo Fibonacci si sia mai proposto alla sua amata con tale formula, ma voi potete sempre usare l’anello come regalo di Natale per le amiche Geek, le amiche secchione, le amiche cervellone e le fan di Dan Brown. Oppure tenerlo per voi perché portare al dito la sequenza di Fibonacci fa molto, ma molto Nerd.

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Nail Art: mai più errori con la penna correttore per smalto

pubblicato da Missunderstanding in: Accessori Mani

correttore nail artFan della Nail Art e principianti della manicure, c’è una bella notizia per voi: c’è un piccolo accessorio che permette di correggere le imperfezioni e gli errori. Si, come per gli errori grammaticali a scuola basta una passata di correttore, anche per le unghie esiste il correttore apposito.

Proprio come il bianchetto o scolorina, arriva sotto forma di penna, ed è quindi facile da usare. Si passa intorno alle unghie per correggere sbavature ed imperfezioni dello smalto o del gel. Da oggi niente più sbavature con il correttore che fa anche meno male alle pella perchè non contiene acetone e si può usare su unghie vere, finte e ricostruite. E voi, siete ancora lì a passare e ripassare cercando di rimediare agli errori con cotone e acetone?

Trovate la penna correttore in vendita qui ad un prezzo variabile da 1 a 3 euro circa. Pensata per i centri Nail Art professionali, secondo me si può aggiungere alla lista dei regali di Natale per tutte le amiche famanti della Nail Art.

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Tocca una tetta, salva una tetta: di che tette parlano le star di Hollywood?

pubblicato da Missunderstanding in: Salute Donne Dive Video Bodycare

Di cosa parlano le celebrità di Hollywood riunite in un pigiama party come tutte le amiche del mondo? Siccome siamo ad ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, anche Alyson Hannigan, Emily Deschanel, Kat McPhee, Minka Kelly e Jaime King parlano delle proprie tette, e le toccano, per fare l’auto test al seno e imparare la palpazione.

Il finale della campagna Save a tit - Tocca una tetta, salva una tetta, è a sorpresa, e le cinque star non sono poi così diverse da noi. Di cosa parlano le ragazze quando s’incontrano? Delle proprie tette. E di cosa parlano le star di Hollywood? Anche loro, delle proprie tette.

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I manager giapponesi si danno alla maglia

pubblicato da Missunderstanding in: VARIE Uomini Maglia&Crochet

uomini ferri magliaLa rubrica di Pink Maglia e Crochet farebbe impazzire i manager giapponesi, visto che ultimamente sono sempre più quelli che si danno ai ferri e alla maglia.

Secondo il Corriere , questi stressati manager amano riunirsi in gruppo e sferruzzare, per scaricare lo stress.

I maschi giapponesi amano incontrarsi e lavorare a maglia, proprio come un gruppetto di amiche che si incontra e discute di tutto e di più mentre lavora a punto riso e punto rovescio. Sembra, però, che continuino a vergognarsi a farsi vedere dalle donne a sferruzzare. Se la moda del manager che lavora a maglia dovesse prendere piede anche in Italia, vorreste ci fosse tra loro il vostro compagno?

Foto | Flickr

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Uomini che odiano le donne: un commento sulla violenza di genere

pubblicato da Missunderstanding in: Salute Fidanzati Donne Società

uomini che odiano le donneIl film Uomini che odiano le donne, che esce oggi nella sale italiane, mette in luce il fatto che oggi le donne siano vittime di violenza fisica, sessuale o psicologica da parte degli uomini. In Italia il 32% delle donne ha subito violenza da parte del partner o dell’ex, ma nella maggior parte dei casi le violenze non vengono denunciate.

Nel film, il personaggio Lisbeth Salander, interpretato da Noomi Rapace, è una donna che non risponde alla violenza con il chiudersi in se stessa, odiandosi, ma ribalta il ruolo di dominanza/sottomissione e si vendica. Secondo Massimiliano Fanni Canelles, docente di diritti umani alla Cattolica:

Quella di Lisbeth non è certo la risposta giusta ma il film mette in evidenza come l’importante sia reagire e trovare un modo per uscirne e sopravvivere, come afferma Lisbeth nel film. All’origine del tempo, Dio volle dare una compagna all’uomo. L’uomo però decise di punirla considerandola la causa della perdita dell’Eden. Così, nei secoli, le donne vennero umiliate, stuprate, picchiate, fatte schiave per aver ereditato dalla loro madre sia la colpa, sia la slealtà ed immoralità di Eva.

Le donne pagano il prezzo dell‘essere il sesso debole, di una minore forza fisica rispetto all’uomo, pagano i soprusi e la violenza di cui sono vittime con le proprie lacrime, il proprio dolore e il proprio disagio, spesso celati a causa di vergogna o paura di denunciare.

Per chi è stata vittima di violenza, per chi ha corso nella notte per sfuggire ad un aggressore, per quelle che ogni notte dormono accanto al proprio carnefice e per le altre solidali, pronte a dar voce e aiuto alle amiche vittime dei soprusi, ecco la Dichiarazione delle Nazioni Unite che sancisce e ricorda a tutte le donne i propri diritti, condannando “Qualsiasi atto di violenza che per motivi di genere provochi o possa verosimilmente provocare un danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”.

via | informazione.it

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B&B Day 2009: festeggiare la festa delle donna con un viaggio

pubblicato da Chiara in: Viaggi

BBdayIl prossimo 8 marzo, festa della donna, potreste essere a corto di idee: gli spogliarellisti potrebbero essere impegnati, di mimosa potreste averne abbastanza e i ristoranti potrebbero essere già tutti pieni.

Perchè allora non pensare di fuggire in un Bed and Breakfast italiano alla scoperta di qualche nuova città, magari in compagnia delle amiche? Questo è l’anno giusto perchè il B&B Day, terza Giornata Italiana del Bed and breakfast, si svolgerà proprio nel week-end tra il 7 e l’8 marzo, in coincidenza con la Festa della Donna: l’offerta prevede la possibilità di avere una notte di pernottamento gratis su almeno 2 notti di soggiorno in una delle strutture che aderiscono all’iniziativa.

I B&B aderenti sono sparsi su tutto il territorio italiano e spaziano in tutte le fasce di prezzo. L’iniziativa già in passato era stata un successo, io stessa ne avevo usufruito per passare uno stupendo week-end in Umbria, visto che ormai molti preferiscono la familiarità e l’economicità dei Bed & Breakfast piuttosto che le fredde e costose camere degli hotel tradizionali.

Per maggiori informazioni e per consultare le strutture aderenti all’iniziativa divise per regione e città, è possibile visitare il sito www.bbday.it.

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La prima donna ologramma in collegamento con la CNN

pubblicato da Ilaria Danesi in: Web&Blog Politica Società

In principio fu la principessa Leila di Guerre Stellari. Adesso, a distanza di 32 anni e - soprattutto - fuori da un set cinematografico, è stata la volta della giornalista Jessica Yellin.

La reporter è stata proiettata nello studio della CNN tramite ologramma, mentre si trovava a circa 200 chilometri di distanza, a Chicago, nel quartier generale dell’allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti Barack Obama.

E’ un piccolo passo per una donna ma uno grandissimo per l’umanità…femminile. Pensate ai risvolti strepitosi di questa applicazione nel non lontano futuro: storie a distanza che trovano sollievo con proiezioni olografiche, mamme che appaiono ai bambini che fanno i capricci a scuola, mogli che si collegano d’improvviso con il marito in trasferta per lavoro per controllare se è davvero al lavoro, sessioni di chiacchiere senza confini con le amiche lontane da casa, senza il rischio di strafogarsi con patatine, noccioline e altre cibarie da contorno al chiacchiericcio.

Mi sfugge qualcosa?

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L'addio a Grazia Serena Sartori, un pezzo di storia dell'aviazione civile in Italia

pubblicato da AkiraZhong in: Donne Cultura

Un ricordo affettuoso di Fiorenza de Bernardi, prima donna pilota di linea in Italia che omaggia la sua amica di sempre con questa lettera postuma.

Graziella si è spenta qualche giorno fa dopo una grave malattia.

Cara Graziella, parlare di te mi è difficile perché i ricordi di tanti anni si affollano alla mente. Le nostre mattane, le risate, i voli impegnati e talvolta incoscienti della nostra gioventù.

Graziella ha iniziato a volare per hobby, senza avere precedenti in famiglia in questo campo. Divenne copilota del comandante Meille, giornalista, e con lui si spostava per i cieli del mondo. Comprarono insieme un Macchi 308, più comodo e con più autonomia dei Macchi normali. Si chiamava I-TALY. Con quello facemmo molte gare insieme, vincendone una di regolarità contro una ventina di equipaggi tutti maschili. Andammo anche a trovare re Umberto in Portogallo durante un viaggio pieno di avventure. Negli anni ‘50-’60 Graziella partecipava sempre, o da sola o con me, perché abbiamo fatto equipaggio femminile molto spesso ed eravamo affiatate e pronte a tutto. Settimane aeree, giri della Sicilia, giri delle Dolomiti, era un susseguirsi di gare di velocità e regolarità.

Ho sempre stimato Graziella sia come pilota abile, decisa e precisa, sia come amica leale e generosa.

Arrivò il bel giorno dell’assunzione alla Ignis. Copilota sul King-Air, poi sul jet Hawker HS125. E fu un susseguirsi di voli taxi per l’Italia e per l’estero e alcuni voli regolari fra l’Italia e l’Olanda.

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