
Alle Maldive le turiste passano le giornate splamate al sole, magari ammiccando alla guida o al bagnino di turno, in cerca di un’avventura estiva. Alle Maldive le cittadine vengono frustate in pubblico se ammiccano allo stesso bagnino e sono sposate.
Il paradiso dei turisti nasconde una faccia crudele e sadica, quella che si trucca coi colori della sharia, la legge islamica che prevede la fustigazione pubblica per donne adultere, mentre spesso gli uomini sono esenti dalla punizione.
Il presidente Mohammed “Ani” Nasheed, vincitore di un prestigioso premio per i diritti umani e prigioniero per 13 volte, ha affermato di voler fermare la brutale pratica della fustigazione in pubblico per chi commette adulterio e di voler trasformare le Maldive in una Repubblica liberale islamica, liberando il paese dal peso e dalla chiusura degli anni di dittatura, ma combattere contro un estremismo sempre più radicato non è facile.
Intanto Amnesty International fa sapere che sono 180 le persone in attesa di essere fustigate in pubblico perchè adultere, ma nessuno tra quel pubblico sarà un turista straniero, perché le spiagge dorate e i sogni vacanzieri sono lontanti dalla crudele realtà quotidiana che attende le abitanti. E se cominciassimo noi a boicottare i paradisi turistici che nascondono inferni di crudeltà?
Foto | Flickr
Amnesty International ha appena lanciato una campagna pubblicitaria per sensibilizzare l’0pinione pubblica mondiale sulla pratica dell’infibulazione. Qui e qui potete vedere le immagini della pubblicità ingrandite.
Stando ai dati riportati da Amnesty ogni anno 2 milioni di ragazze subiscono questa mutilazione.
L’immagine è quella di una rosa cucita, il richiamo è evidente e l’impatto è decisamente forte. Cosa ne pensate? E’ un’immagine troppo forte?
Via | Feministing
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