
Studi recenti hanno dimostrato che, oltre a un rigido regime alimentare per chi soffre di celiachia e intolleranza al lattosio, è necessario essere molto attenti anche ai farmaci che si assumono. La donna deve fare particolare attenzione al contraccettivo orale che non è quello consigliabile in questi casi. Secondo Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, infatti, il metodo contraccettivo più indicato in tali casi sarebbe rappresentato dal cerotto transdermico:
La donna con intolleranze alimentari o che presenta disturbi gastroenterici frequenti deve innanzitutto parlarne apertamente con il proprio ginecologo. Il medico può indirizzarla verso un percorso diagnostico appropriato e verso la scelta di un metodo contraccettivo che le garantisca la maggiore affidabilità possibile: un metodo che usi vie di somministrazione alternative, quali la via vaginale e, soprattutto, quella transdermica.
La donna già alle prese con intolleranze alimentari non dovrebbe ricorrere a contraccettivi per via vaginale poiché già di per sé è associata a una maggior frequenza di irritazioni vaginali e a dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia). In più, le infiammazioni a livello intestinale possono estendersi anche a livello vaginale e aumentare la suscettibilità alle vulvovaginiti da Candida.
Navigando nella rete mi rendo sempre più conto di quanto sia in realtà la rete a navigare nelle nostre vite, e non viceversa.
Nella cosiddetta corrente New-age c’è un po’ di tutto, non manca niente, dallo yoga alla biodanza, dal tai-chi ai fiori di bach ecc..quello che mancava era passare dalla sala yoga al proprio tablet,dal materassimo di gommapiuma al .pdf.
Si chiama Tranquilologie ed è un corso online che si propone di aiutare a vivere una vita tranquilla condita da uno sprizzo di gioia di vivere. Consigli per assaporare la semplicità delle cose, un programma mese per mese per mettere a fuoco i propositi del 2012, facilitando l’accidentato percorso per il raggiungimento dei propri obiettivi.
Continua a leggere: La ricerca della felicità passa attraverso gli e-course
Prendersi cura di sé è un gesto d’amore e rispetto nei confronti di se stesse ma c’è chi ritiene che le donne tendano un po’ ad esagerare e qualche volta bisogna ammettere che la situazione rischia di sfuggirci di mano ma in generale resta un fatto positivo la cura della propria persona anche dal punto di vista fisico. Un’indagine americana ha cercato di quantificare quanto le donne spendono per la cura del corpo.
Analizzando alcune grandi città americane il risultato è stato assai variabile: si va dai 143 dollari al mese di Austin – una cifra due volte maggiore rispetto alla media nazionale – ai 18 dollari di Detroit passando per gli 81 dollari di New York. Il criterio? Analizzare gli abbonamenti in palestra, l’acquisto di riviste su fitness e benessere, la frequenza di centri estetici e così via. E voi quanto spendete per prendervi cura della vostra bellezza?
Via | TheHairpin
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Il migliore alleato dell’estate è indubbiamente la frutta, in grado con le sue vitamine, i suoi colori e i suoi profumi di donare grande benessere al nostro corpo. Tra i frutti di stagione la fragola è tra i più amati e anche desiderati, se si entra nell’ambito della bellezza.
Quindi, come resistere all’inebriante e dolce sapore del rosso alimento che vi avvolgerà in un rigenerante e spumoso scrub, lasciandovi coccolare dagli odori del frappé di fragola, dai benefici lenitivi dell’ibisco e dalla morbidezza del burro di karitè, con il tocco finale dello zucchero di canna in grado di donare alla vostra pelle una texture piacevolmente liscia.
L’esfoliante Strawberry Frappé è in vendita su Bidwell Botanicals al costo di circa 14,67 euro.
Tara Parker-Pope è una giornalista del New York Times che si occupa di salute e benessere sulle pagine del blog Well. In un articolo dedicato al matrimonio perfetto Tara ha enunciato i principi cardine della Scienza del Matrimonio, sì perché ci sarebbero spiegazioni scientifiche ed evidenze biologiche che influenzano la stabilità di coppia.
E questo solo per introdurci al mondo della Scienza del Matrimonio appunto, di cui avevamo avuto un assaggio con la formula matematica che prevede l’età del matrimonio, dove a tessere le trame del futuro insieme non sono uccellini e pulsioni primordiali che non sappiamo definire e chiamiamo amore, ma particelle di materia e componenti chimiche che reagiscono insieme. E lì, puramente biologica, scritta nei tra geni anche la ragione del perché alcuni tendono a tradire ed altri resistono alle tentazioni.
Sulla base di prove scientifiche, di studi e di analisi di dati, dopo aver consultato sessuologi, psicologi ed esperti di vita di coppia, Tara Parker Pope ha raccolto tutto il suo sapere e lo ha analizzato al microscopio. Il risultato è nel suo libro For Better: The Science of a Good Marriage, una guida per diagnosticare di quale patologia soffre il matrimonio e come curarlo perché si riprenda.
E se il risultato dell’incontro dei geni e delle reazioni chimiche tra voi e vostro marito non avesse soluzione, fosse un’equazione impossibile, lo vorreste sapere? Io preferirei comunque affidare all’istinto e alla quotidianità anche l’eventuale distruzione della coppia e del matrimonio, perché a) non vorrei finir vittima della profezia auto-avverantesi; b) sull’altare mi ci vorrei presentare con l’abito bianco e non con le provette di sangue per l’analisi del DNA appese al collo; c) gli uomini possono cambiare così come i geni possono subire delle mutazioni.

Da un’indagine dell’Istituto francese Louis Harris, riportata da La Stampa, pare che le donne Europee abbiano in comune un problema: la secchezza vaginale, la cui conseguenza maggiore è la problematicità con il sesso.
La secchezza vaginale causa dolore nei rapporti sessuali nell’80% dei casi, nel 26% è causa di malumore e stress, nel 53% causa problemi sessuali alla coppia.
Oltre al problema, che influisce sulla libido, le donne europee hanno in comune anche un’attitudine, tutt’altro che positiva: non sembrano considerare la secchezza vaginale come un problema vero e raramente ricorrono al medico, o vi ricorrono quando la secchezza ha causato bruciore, prurito, o è la conseguenza di una infezione vaginale come la candida o la gardnerella.
La secchezza vaginale è un problema che colpisce soprattutto le donne in menopausa, ma le giovani non sono immuni a questo spiacevole fastidio. Tutte però, giovani e meno giovani, tendono a sottovalutare la secchezza vaginale e a rassegnarsi ad avere una vita sessuale problematica e spesso dolorosa, pur di non ricorrere al medico. Se la secchezza vaginale vi sembra un fastidio trascurabile, pensate che è anche attraverso una vita sessuale sana ed appagante che passa la vostra felicità.
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A volte le mode tornano, e con esse tornano anche malsane abitudini. E’ il caso del “tappetino” di unghie, l’ultimo ritrovato che promette benessere, bellezza e felicità: ultimo non in senso di nuovo, ma semplicemente perchè si tratta dell’ultima evoluzione moderna dell’antico letto di chiodi, strumento utilizzato dai fachiri, ma anche dagli occidentali per infliggere torture.
Al contrario, questo tappetino viene presentato come un oggetto miracoloso: i suoi effetti infatti, con soli 10 o 20 minuti al giorno di tortura, andrebbero dall’eliminazione delle tossine, al miglioramento della circolazione, dalla cura della depressione al buonumore euforico, dalla riduzione di dolore e infiammazione, fino all’eliminazione della tanto odiata cellulite.
Ovviamente il tappeto in questione si presenta esteticamente “rassicurante”: i chiodi sono sostituiti da “fiori” di punte arrotondate in plastica, che ricordano tante unghie messe lì per fare un semplice grattino. C’è chi il grattino l’ha provato e ne ha riportato l’esperienza sul DailyMail. Risultato? 30 secondi di resistenza. Vale davvero la frase che recita “chi bello deve apparire un poco deve soffrire”? Anche per un letto di chiodi?
Qualche giorno fa Demi Moore ha insegnato Pole-Dance alla figlia, recentemente Kasia Smutniak ha impartito nel programma “Victor Victoria” delle lezioni di Pole-Dance a Victoria Cabello. E’, chiaramente una forma di danza sulla cresta dell’onda, e a quanto risulta da Lemondrop anche rilassante.
Se pensate che sdraiarvi con la testa sul cuscino sia sufficiente per alleviare lo stress da impegni quoditiani siete sulla cattiva strada. Ora per le donne stressate c’è l’ultima frontiera del fitness, la Pole Dance, una danza fatta attorno ad un palo, mix tra ballo sensuale e evoluzioni ginniche che richiedono forza, resistenza e coordinazione.
L’Università di Cambridge, in riferimento a questo, sta offrendo alle proprie allieve dei corsi di Pole Dance per aiutarle a combattere lo stress da esami, nella stessa sala che Winston Churchill usava per le sue conferenze. Apparentemente l’idea di fare ginnastica attorno a un palo e nello stesso tempo allenarsi a sedurre può essere anche rilassante per alcune persone.
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Volete sapere perché Robert Pattinson piace tanto? Non è perché é giovane, sexy, biondo con gli occhi azzurri, né vampiro né altro, la risposta è da cercare nell’evoluzione della società, e la colpa è del benessere. Secondo uno studio dell’Università di Aberdeen quando il tenore di vita è basso, le donne tendono a volere l’uomo macho, ma man mano che il tenore di vita cresce, le donne desiderano uomini giovani e delicati.
Quando si vive in povertà e le condizioni di vita sono molto difficili, le donne propendono per l’uomo dai tratti rudi, l’uomo forte e vigoroso, nella speranza che possa dar loro figli forti e capaci di sopravvivere. Quando il benessere aumenta, l’aspettativa di vita anche, le donne vogliono i Robert Pattinson e Zac Efron, i ragazzini di Hollywood, uomini delicati e gentili, dai tratti quasi femminili e, si spera, dalle maniere dolci.
Il test è stato condotto su più di 5000 donne e la tendenza appare netta e chiara: nessuna desidera più il macho, ma tutte vogliono l’uomo efebico e delicato. Confermate?

Con quanti uomini che russano avete dormito? Probabilmente dormite accanto a qualcuno che russa o, se siete sopravvissute indenni fino a questo momento, c’è una probabilità abbastanza alta che vi capiti presto. In Italia sono quasi 20 milioni le persone che russano, ma non sono solo uomini: le donne che russano in Italia sono il 44%, quindi quasi la metà dei russatori.
Eppure, si dà per scontato che siano gli uomini a russare, e tanto è maschia l’azione che alla prima notte insieme il russatore non si premura nemmeno di comunicarcelo. E noi invece, come ci comportiamo se e quando russiamo? Tante donne sono imbarazzate e si vergognano del proprio russare, e magari per questo evitano di dormire con il semisconosciuto con cui hanno appena fatto sesso, e preferiscono tornare a casa e mettere la testa sotto il cuscino, cosa che per altro non aiuta né la respirazione, né l’umore al risveglio.
Altre, vivono il proprio russare con più ironia, e un po’ timidamente lo confessano prima di andare a letto con il semisconosciuto, che di certo in quel momento ci fa meno caso, preso com’è da altre questioni più urgenti e distratto dalle potenti armi di seduzione femminili. La via diplomatica consiglia invece di non dire niente, e di dormirci su tranquillamente, russando pure, perché c’è l’altissima probabilità di aver incontrato un russatore incallito. E poi, trattandosi di un semisconosciuto, il russare può essere un buon punto di partenza in comune. Voi che ne pensate?
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