
L’opportunità potrebbe essere sfruttata grazie ad una nuova legge statale che prevede un programma di prevenzione contro le malattie veneree anche per gli uomini, che finora non hanno potuto prostituirsi proprio per mancanza di controlli medici. Non stiamo parlando di un futuro lontano, di un progetto a lunga scadenza, ma solamente di qualche mese, giusto il tempo di mettere a punto la legge. Soddisfatti i titolari di diversi bordelli del Nevada che potrebbero così veder sorgere le prime case di tolleranza legali degli Stati Uniti destinate esclusivamente a donne e gay.
“Il mondo è pronto –ha detto Bobbi Davis, proprietario del Shady Lady Ranch- perché le donne, e anche i gay, possano legalmente pagare per fare sesso. Tanto più che questa nuova iniziativa farebbe bene agli affari, in un momento come questo di grave crisi“.
“Per più di venticinque anni –ha spiegato George Flint, leader della lobby dei proprietari di bordelli del Nevada- nessuna prostituta autorizzata del nostro Stato ha contratto il virus dell’Aids. Il mio lavoro è che la situazione rimanga tale“.
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La rivolta delle prostitute, quelle che rivendicano il diritto a usare la propria vagina e a guadagnarci sopra, accade in Germania e sta mettendo a dura prova politici e ministri, invitati direttamente dalla prostitute a provare.
La rivolta riguarda soprattutto le prostitute straniere che lavorano nei bordelli tedeschi, accusate di eccessive prestazioni ad un prezzo fisso. L’accusa è stata mossa da un ministro verso i Flatrate-Bordellen, ovvero le case chiuse tedesche, accusate di sfruttare le ragazze extracomunitarie obbligandole ad offrire svariati servigi per circa 100 euro.
Si è subito sollevata la protesta da parte delle prostitute, protesta di gambe e di rossetti, da parte di chi non c’è stata a sentirsi dare della sprovveduta sfruttata. Le prostitute straniere affermano che sono loro a decidere cosa fare, dove, come e a quanto, e per dimostrare la forza della loro protesta hanno comprato una pagina di un giornale e hanno invitato politici e ministri ad andare a controllare.
A sostegno della protesta delle prostitute la rumena Patricia Floreiu, che gestisce numerose case chiuse a Berlino e afferma che una prostituta in un bordello guadagna tra 3500 e 7000 euro al mese. Se vi siete sempre chieste a quanto la si dà, ecco un po’ di numeri, giusto per sapere quali sono i prezzi sul mercato, per i quali le professioniste del sesso sono orgogliose di concorrere. Perchè in fondo fare la prostituta è un lavoro come un altro, quindi giusto rivendicare i propri diritti e la propria indipendenza.
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