Uno dei problemi estetici che accompagna le donne da sempre è sicuramente il seno: la sua forma, la sua dimensione, la sua tonicità rappresentano gli elementi, a volte essenziali, per potere apparire belle e seducenti, come dimostra il numero crescente di coloro le quali ricorrono alla chirurgia estetica.
Ma la nuova invenzione che ha suscitato la curiosità di molte persone e che permette di evitare il fastidioso ricorso a delle protesi, mai troppo sicure, consiste in un reggiseno interno, che viene inserito nella pelle e che quindi permette di mantenere un seno sodo in modo permanente. L’operazione di sollevamento lanciata da alcuni chirurghi plastici del Sud Africa, che prevede l’inserimento di un cono di una rete a maglia in poliestere (Breform), un materiale simile a quello utilizzato nelle operazioni di ernia, che viene collegato con punti di sutura ed è mantenuto da una fascia, tenendo la tensione lontano dalle varie cicatrici.
Un volta installata con il passare del tempo la maglia diventa un tutt’uno con il petto, poiché il corpo produce un tessuto fibroso che mantiene la struttura, quindi si tratta proprio di un reggiseno permanente sotto la pelle. Già 600 donne in tutto il mondo hanno aderito a questa novità mostrando una certa soddisfazione ma non mancano le preoccupazioni degli studiosi, i quali affermano che l’immissione di un qualsiasi materiale nella pelle deve essere monitorata costantemente per dieci anni per evitare danni all’organismo, a cui si accompagnano la preoccupazioni più classiche tra cui la possibilità che possa generare cancro al seno o problemi con l’allattamento.
via | Dailymail

Fare sesso fin da giovanissime è un’abitudine che potrebbe comportare complicazioni per la salute della donna, non solo gravidanze indesiderate stile Juno, ma anche un rischio più elevato di sviluppare il cancro alla cervice uterina rispetto alla norma. Uno studio pubblicato sul British Journal of Cancer individua nell’attività sessuale precoce un tereno fertile su cui il virus Hpv potrebbe svilupparsi, avendo a disponibilità un tempo lungo per produrre danni nel caso di lesioni. Prima si comincia a fare sesso, più lungo sarà il periodo a rischio.
Secondo i ricercatori dell’Istituto Internazionale per la ricerca sul cancro che hanno condotto l’indagine su un campione di 20.000 donne, il rischio non riguarda soltanto le giovanissime, ma anche le donne che hanno avuto il loro primo rapporto a 20 anni, che corrono maggiormente il rischio che il virus Hpv si evolva in cancro alla cervice, rispetto a chi la prima volta l’ha avuta a 25 anni.
Da tempo è noto che il virus Hpv colpisce di più le donne con un reddito basso, indistintamente e in ogni parte del mondo. Lo studio ha messo in luce il fatto che ciò non è dovuto ad una mancanza di screening o ad un intervento tempestivo nell’individuaizone del virus, ma al fatto che le donne meno abbienti facciano sesso in media 4 anni prima rispetto alle donne con reddito pià alto. E’ di nuovo l’età a cui si ha il primo rapporto sessuale il discriminante per il tumore alla cervice.
Se siete mamme, quando spiegate alle vostre figlie come, perchè e quando sentirsi pronta per il primo rapporto sessuale, tra le righe parlate anche dei rischi di salute che si corrono; se avete sedici anni e non sapete se vi sentite pronte o meno per il primo rapporto, non spaventatevi e ricordate che la prevenzione è la vostra miglior amica; se la prima volta l’avete avuta a 20 anni e ne son passati una decina da quel giorno, un controllo ed un pap-test annuali vi aspettano.
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Questa volta si parla di una ricerca che ha segnalato dei risultati davvero tristi. Non c’è altro modo per definire il fatto che gli uomini abbandonano molto più spesso le loro donne, se affette da malattie mortali, di quanto non facciano al contrario le donne con i propri partner con stessa diagnosi.
Lo studio è stato condotto al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, dall’oncologo americano Marc Chamberlain su 515 pazienti. Verdetti come cancro terminale o sclerosi multipla non vengono retti dal sesso forte, che istintualmente secondo la ricerca, punterebbe alla conservazione della specie andando alla ricerca di una nuova compagna “priva di difetti di fabbricazione”. Più banalmente, gli uomini hanno una gran paura.
Paura di non riuscire ad affrontare sofferenza, dolore, ospedali, morte. Paura di non saper reggere sulle proprie spalle una casa, una famiglia, e le mille responsabilità di cui si fa carico, in ultima analisi, sempre e soltanto la donna. La paura è legittima, ma non può legittimare: la paura va affrontata, soprattutto in situazioni così particolari. Per quale motivo, al contrario, il senso dell’amore e della famiglia delle donne, impedisce loro di abbandonare i propri mariti, fidanzati, compagni, proprio nel momento di maggiore bisogno, proprio nel momento di affrontare una malattia terribile, proprio nel momento estremo della morte?
La morte non è mai facile da affrontare, e forse è ancora più difficile andare incontro a sofferenza certa, a un lento calvario verso il Golgota. Ma avere vicino le persone che si amano, è già di per sè una medicina, che i pazienti abbandonati non possono ottenere. Ecco perchè questi malati interrompono spesso le cure e muoiono prima, soli. Anzi, 6 volte di più, sole. Perchè le donne, secondo i risultati di questo studio, sono sei volte più a rischio degli uomini di venire abbandonate in situazioni del genere. L’amarezza dilaga, non c’è altro da aggiungere.
Via | Momlogic
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Ottobre è il mese dedicato alla sensibilizzazione nei confronti della lotta al cancro del seno e tra le molte lodevoli iniziative vogliamo segnalarvene una strettamente legata al mondo della bellezza e del make up. OPI lancia uno smalto dedicato nell’immancabile color rosa. Si chiama Pink of Hearts, è in edizione limitata e naturalmente parte dei proventi andrà a sostegno della ricerca.
La confezione rispetta il logo tradizionale della campagna rivestendosi di piccoli fiocchi rosa. Suzi Weiss-Fischmann, direttore artistico di OPI, dichiara: “è il nostro modo per supportare lo sforzo di sconfiggere questa malattia, onorare chi ne è stato colpito e dare a tutte le donne la possibilità di fare la differenza”.
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Natalie Morton è morta nello stesso giorno in cui, a scuola, le è stato somministrato il vaccino contro il cancro alla cervice dell’utero. La morte della quattordicenne in seguito alla somministrazione del vaccino, nell’ambito del programma di prevenzione riservato alle più giovani, solleva domande dubbi sull’efficacia e la pericolosità del vaccino contro il papilloma virus.
Secondo le autorità il vaccino non è affatto pericoloso, e la ragazzina potrebbe aver avuto una reazione allergica alla dose. Tutti i campioni di vaccino in zona sono stati ritirati, e si continuerà la somministrazione in seguito ai risultati. Se avete dubbi sul vaccino contro l’HPV e volete saperne di più, il Guardian ha stilato qui la lista di domande sul vaccino che tutte ci facciamo, e le risposte che vorremmo dagli esperti.

Marie Claire Francia lancia la sua nuova campagna per la prevenzione del tumore al seno, carcinoma che colpisce le donne con particolare incidenza dopo i quarant’anni. E quarant’anni circa hanno tutte le dive francesi che hanno prestato volentieri il loro topless per la campagna di prevenzione.
Hanno messo in mostra il proprio seno per questa buona causa Julie Depardieu, Rossy De Palma, Elsa Zylberstein, Rachida Brakni, Sylvgie Testude, Estelle Lefébure, Sophie Davant, Nathalie Rykiel e Héléne Darroze.
La campagna incita le donne quarantenni a sottoporsi ad una mammografia perchè è solo mostrando il proprio seno che ci si può salvare la vita. Signore, seguite l’esempio, mostrate le tette (allo spettro mammografico) per il bene della vostra salute.
via | Repubblica
Continua a leggere: Dive francesi in topless contro il tumore al seno

Lo hanno scoperto i ricercatori della University of Missouri. La “curcumina”, spezia largamente usata nella cucina indiana estratta dalla radice del Turmerico, è capace di ridurre il rischio di cancro al seno nelle donne che, dopo la menopausa, si sottopongono a terapia ormonale sostitutiva.
“Gli ormoni che vengono utilizzati in queste terapie nelle donne in post menopausa possono portare a tumori alle mammelle“, ha spiegato Salman Hyder. “L’esposizione alla progestina, un ormone artificiale con gli effetti del progesterone, può predisporre molte donne al cancro al seno. Il nostro studio dimostra che questi effetti possono essere limitati grazie all’uso della curcumina“.
La spezia, secondo i ricercatori, è in grado di ritardare la prima apparizione dei sintomi del cancro al seno, ridurre l’incidenza e la molteplicità dei tumori.
Continua a leggere: Spezia indiana efficace nella prevenzione del tumore al seno
E’ arrivata la bella stagione e la voglia di esporsi ai primi soli è tanta, ma è bene ricordare di non abbassare mai la guardia nei confronti dell’eccessiva e prolungata esposizione solare. Dopo aver preparato correttamente la pelle per ricevere i raggi del sole, seguiamo dei sensati consigli promossi da Ambre solaire, in collaborazione con la lega europea contro il cancro (ECL - Association of European Cancer Leagues) per una corretta, sia per quanto riguarda adulti e bambini.
- Evitare prolungate esposizioni al sole nelle ore più calde.
- Proteggersi con accessori quali cappello, t-shirt, occhiali da sole.
- Riparare neonati e bambini dall’esposizione al sole
- È essenziale evitare di esporre i bambini ai raggi UV.
- La prolungata esposizione al sole di neonati e bambini accresce infatti il rischio di cancro della pelle in età adulta. Sarebbe quindi opportuno non esporre affatto neonati e bambini ai raggi UV.
- Applicate con frequenza i prodotti solari.
Cosa molto importante - su cui c’è spesso molta confusione - è se riapplicando il solare si prolunga la durata del fattore di protezione.
Continua a leggere: Consigli per una sana e corretta esposizione solare

Un po’ di frivolezza aiuta le donne a sentirsi belle e sentirsi belle aiuta a sentirsi meglio, soprattutto se si è in ospedale, in cura oncologica e se si combatte contro un cancro. Ecco perchè sono nati i laboratori di make-up dedicati alle donne in terapia, dal 2006 anche in alcuni ospedali italiani grazie al programma La forza e il sorriso e all’Unipro, con la collaborazione di alcune associazioni.
La filosofia che sta dietro questa bellissima idea di aiuto a chi soffre è semplice: mettere assieme alcune donne a parlare di rossetto e di mascara ha effetti terapeutici sull’umore delle stesse, non importa quanto stiano soffrendo. Come per incanto le donne si rilassano, ridono e si scambiano pareri; il livello di ansia e stress si abbassa e ci si sente subito meglio. Per un pomeriggio non si parla della malattia e delle cure, ma di make-up, fondotinta, ombretti e rossetti.
Il programma, completamente gratuito, offre informazioni, idee e consigli pratici per affrontare meglio gli effetti dei trattamenti: aver cura della pelle, affrontare la caduta dei capelli, truccarsi per riconquistare benessere e autostima sotto la guida di esperti competenti e sensibili. Attivo negli ospedali e nei centri oncologici di Ravenna, Milano, Lecco, Torino, Cremona e Crema, speriamo possa essere esteso a tutti i reparti oncologici d’Italia dove ci sono donne che soffrono perchè basta una passata di rossetto a far tornare loro il sorriso.
Continua a leggere: La cura del rossetto per tutte le donne malate di tumore
Quando si dice un nome, un destino. Parliamo di Thomas Pink, celebre produttore di camicie londinese che dal 1984 ha aperto sull’allora malfamata Jermyn street ed è adesso sinonimo di stile tipicamente british. Visto il nome, si è unito alla lotta contro il cancro e ha creato una t-shirt speciale in vendita per beneficenza per sostenere la Breast Cancer Welfare Association.
A chi l’acquisterà sarà donata anche una shopping bag, naturalmente rosa, che potrà anche essere acquistata singolarmente fino al 25 Ottobre. Se capitate da quelle parti, non potete esimervi dal procurarvi la vostra pink-bag e contribuire alla causa.
Via | TongueInChic.com
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