
Forse non tutti la conoscono ma Ann Corio fu una regina del burlesque, e nel 1963 pubblicò un disco “Ann Corio Presents: How to Strip for Your Husband” (sottotitolo: musica per rendere il matrimonio più felice). La cosa particolare era che assieme al disco in vinile c’erà in allegato un libretto della Corio con i consigli per diventare una stripper in casa. Le tracce erano nate proprio per accompagnare un momento molto intimo e divertente per una coppia sposata. Dal canto suo, la guida serviva alle donne per imparare come spogliarsi di fronte al marito, cosa che potrebbe sembrare sessista o provocare sentite risatine a seconda del vostro umore.
Pensare ad esempi di striptease per l’amato consorte mi viene in mente l’esibizione di Susan Mayer, alias Teri Hatcher, che nella serie tv “Desperate Housewives” si esibisce in una sensuale performance al palo. Nella puntata Susan si toglie i vestiti in un locale di lap dance per il marito Mike Delfino. E ancora Jamie Lee Curtis che in “True Lies” mostra tutta la sua carica sexy (che nasconde un malcelato imbarazzo) nel proporsi in lingerie nera di pizzo al marito Schwarzenegger.
Il cinema ci offre molti consigli su come organizzarsi per un mini show tra le mura domestiche, in mancanza dell’utile libretto della Corio (se vi va potete acquistare i due dischi restaurati trasferiti su un cd e la piccola guida). Per aggiungere altre esperienze, anche voi avete consigli o suggerimenti su come é meglio esibirsi in questo genere di performance? Io non so se riuscirei a superare un certo imbarazzo.
Continua a leggere: Come fare lo striptease per vostro marito
Si sente spesso dire che le donne desiderano esattamente il contrario di ciò che dicono (a volte è la banale scusa per cui alcuni uomini giustificano molestie e violenze nei confronti delle donne), come se non fossimo genericamente consapevoli di ciò che esprimiamo, come se giocassimo costantemente agli indovinelli, per vedere chi riesce veramente a capirci e per cogliere invece in fallo chi sbaglia.
Se è pur vero che molte donne (così come molti uomini) spesso sono confuse riguardo a ciò che vogliono, ma questa è la storia dell’uomo in quanto essere umano, è anche vero che quando si riesce a decidere cosa ci piace e cosa no, noi donne siamo piuttosto schiette, sempre che l’argomento non ci imbarazzi, al contrario degli uomini che invece sovente si tengono tutto dentro.
Allora frasi come “voglio un uomo sensibile”, “voglio un uomo che mi riempie di attenzioni”, “voglio un bravo ragazzo”, “non mi piace il sesso selvaggio”, etc etc, sarebbero secondo gli uomini soltanto dei clichè di rito, ripetuti più per dovere di forma che per convinzione. E questo li porterebbe a sbagliare con le donne: quindi la colpa dei loro “errori” nei nostri confronti, sarebbe dunque in fin dei conti soltanto nostra. Il cerchio si chiude e tutto torna: come se i gesti all’interno di una coppia, anche se insieme da poco, dovessero essere programmati e studiati, anzichè frutto della spontaneità.
Continua a leggere: Gli errori degli uomini ricadono sulle donne?
Prendo spunto dalla lettera di questa donna su TheStir, pressochè sull’orlo della disperazione, per parlare di un tema spinoso, in tutti i sensi, di quelli che pungono veramente: l’incompatibilità sessuale, ma non quella dovuta a discordanze sulle preferenze di posizione o sulle dinamiche di dominazione; parlo di incompatibilità fisiche, reali, concrete, tangibili. Di quelle che fanno male sul serio.
Nella lettera su TheStir, la donna in questione lamenta un dolore fortissimo ogni volta che il marito (circonciso, anche se non sono convinta che questo particolare influenzi molto la questione) la penetra. La donna sottolinea di aver conosciuto “biblicamente” anche un altro uomo, ma sostiene di non aver provato la stessa sofferenza. Può esserci una sorta di “allergia” al pene, si chiede la protagonista della lettera? L’unica cosa di cui conosco con certezza l’esistenza è l’allergia allo sperma, che non è sicuramente la causa di questo problema in particolare (in quanto esso sorge all’inizio della penetrazione e non a giochi fatti), ma che è lo spunto per nominare un’altra incompatibilità fisica reale.
E se la presunta allergia della donna di TheStir si può probabilmente risolvere con l’utilizzo di un buon lubrificante e con una penetrazione meno profonda (come suggerito dalla scrittrice Judy Dutton), e se l’allergia allo sperma si può invalidare con l’utilizzo del preservativo, sperando che sia abbastanza resistente, vi porto l’esempio di una terza possibilità, con un aneddoto davvero toccante.
Continua a leggere: Allergia al pene e altri aneddoti sull'incompatibilità sessuale
Quante volte si sente parlare di relazioni d’amore “in pausa” e quante volte si pensa che la pausa sia solo un’anticamera alla rottura definitiva. La maggior parte delle volte è così, almeno secondo la mia esperienza personale: non esiste nella realtà un tasto “play” che possa far ripartire il film “amore” dal punto in cui lo si è messo in attesa. Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui è preferibile mettere le cose in standby, piuttosto che rompere subito, il che non significa “salvare il salvabile a tutti i cosi”, ma cercare di capire cosa si desidera veramente, prima di fare un passo magari affrettato. E c’è un’unica ragione per rompere senza pause, almeno secondo Tressugar.
Motivo n°1 per prendersi una pausa: il nostro tempo e soprattutto la nostra mente è presa da qualcosa di importante che non possiamo trascurare in un dato momento. Lavoro, studio o qualche familiare malato, potrebbero assorbire tutte le nostre risorse, non lasciando niente per il nostro partner. Questo non significa che la nostra storia con lui sia finita, ma la pausa in casi come questo, potrebbe essere una buona soluzione per superare un momento critico. D’altra parte c’è chi invece preferisce affrontare tutto insieme, anche le difficoltà tanto grandi. Io sono di quest’ultimo parere.
Motivo n° 2 per prendersi una pausa: la distanza. La lontananza è come il vento, diceva qualcuno, ma è anche come un macete: se diventa troppo opprimente da sostenere, sospendere la relazione per capire se i lati negativi valgono la candela di quelli positivi o se rimanere single costa meno sacrifici che essere accoppiata a distanza, potrebbe farci capire se davvero siamo disposte a soffrire ancora per i disagi della lontananza, se è proprio lui che vogliamo.
Se seguite il video al top del post, la cerimonia di matrimonio sembra una come tante, invece la novità c’è, eccome. Si tratta di una coppia giapponese che é stata unita in matrimonio da un robot umanoide invece che dal classico prete o il sindaco. Satoko Inoue e Tomohiro Shibata per celebrare il matrimonio in un noto ristorante di Tokio hanno deciso di impiegare un robot chiamato I-Fairy prodotto dalla Kokoro. Il robot, alto un metro e mezzo, dotato di occhi luminosi, muove braccia, testa e mani, ed é progettato per comunicare e interagire con gli esseri umani in maniera amichevole.
Sembra che tra un paio d’anni la procedura sarà normale perchè nel Paese del Sol Levante sono già pronti 800.000 robot nati per questo scopo. Si trasformerà in un avvenimento consueto: a dimostrarlo c’è il robot che sembra molto a suo agio nelle vesti di cerimoniere. Qui trovate altri video dell’avvenimento.
Via | Ieee.Spectrum
Tara Parker-Pope è una giornalista del New York Times che si occupa di salute e benessere sulle pagine del blog Well. In un articolo dedicato al matrimonio perfetto Tara ha enunciato i principi cardine della Scienza del Matrimonio, sì perché ci sarebbero spiegazioni scientifiche ed evidenze biologiche che influenzano la stabilità di coppia.
E questo solo per introdurci al mondo della Scienza del Matrimonio appunto, di cui avevamo avuto un assaggio con la formula matematica che prevede l’età del matrimonio, dove a tessere le trame del futuro insieme non sono uccellini e pulsioni primordiali che non sappiamo definire e chiamiamo amore, ma particelle di materia e componenti chimiche che reagiscono insieme. E lì, puramente biologica, scritta nei tra geni anche la ragione del perché alcuni tendono a tradire ed altri resistono alle tentazioni.
Sulla base di prove scientifiche, di studi e di analisi di dati, dopo aver consultato sessuologi, psicologi ed esperti di vita di coppia, Tara Parker Pope ha raccolto tutto il suo sapere e lo ha analizzato al microscopio. Il risultato è nel suo libro For Better: The Science of a Good Marriage, una guida per diagnosticare di quale patologia soffre il matrimonio e come curarlo perché si riprenda.
E se il risultato dell’incontro dei geni e delle reazioni chimiche tra voi e vostro marito non avesse soluzione, fosse un’equazione impossibile, lo vorreste sapere? Io preferirei comunque affidare all’istinto e alla quotidianità anche l’eventuale distruzione della coppia e del matrimonio, perché a) non vorrei finir vittima della profezia auto-avverantesi; b) sull’altare mi ci vorrei presentare con l’abito bianco e non con le provette di sangue per l’analisi del DNA appese al collo; c) gli uomini possono cambiare così come i geni possono subire delle mutazioni.
Se il vostro uomo ha qualche problema in materia di rapporti sessuali tanto da spingervi a fargli del male fisicamente, vi consiglio di trovarne un’altro prima che sia troppo tardi. Almeno evitate quello che é capitato negli States. Michelle Thomas, una giovane moglie di 26 anni di Hudson, Texas, era così frustrata per le pessime prestazioni del marito a letto che lo ha ferito con un paio di forbici per dimostrare il suo fastidio. (A noi capita al massimo di sbattere gli armadietti del bagno!).
Secondo quanto segnala News.com, la polizia é accorsa in casa della coppia all’una di notte, e il malcapitato marito ha raccontato che la Sig.ra Thomas si é arrabbiata così tanto dopo l’ultimo rapporto sessuale che non l’aveva soddisfatta, che ha afferrato le forbici e lo ha colpito. Fortunatamente l’uomo ha riportato solo dei tagli superficiali al petto, a un pollice e a un ginocchio. La moglie, dal canto suo, afferma invece che il marito che aveva bevuto, l’ha gettata a terra e ha tentato di soffocarla. Ma la polizia non ha trovato alcuna lesione sulla Signora Thomas. L’uomo ha detto che ha toccato la moglie solo nel corso del rapporto sessuale. Il marito ha segnalato alla polizia che, comunque, non desiderava denunciare la moglie. Povero romantico.
La donna, a questo punto, dovrà scontare 20 anni di carcere.
Continua a leggere: Donna ferisce il marito perchè non é bravo a letto
Se spesso si parla di regole e consigli per ottenere il meglio da una relazione sessuale, è anche vero che per conquistare tali vette si potrebbe partire esattamente da ciò che non deve essere fatto. A questo proposito ecco una specie di decalogo delle “antiregole” da non seguire se si vogliono assaporare esperienze sessuali piacevoli.
1 - Confrontarsi troppo con gli altri: il sesso è una delle esperienze più personali che esistano; ciò significa che il sesso è individuale, “personalizzato”, cucito su misura per ogni persona e ogni coppia. Parlarne va bene, ma mettersi a confronto con altri in una specie di competizione da prestazione, non aiuta, ma rischia soltanto di renderci insicuri;
2 - aspirare a un corpo perfetto: il sesso si può praticare e anche bene, pur non avendo un corpo perfetto, che peraltro, non esiste; smettiamola di inseguirlo e di sentirci in imbarazzo quando ci spogliamo perchè ci reputiamo imperfette;
3 - ascoltare solo gli esperti: spesso seguire i consigli degli esperti del sesso ottiene risultati opposti; proprio in virtù dell’individualità del sesso, ogni esperienza è diversa da un’altra e ognuno deve conoscere la propria sessualità e il proprio rapporto con essa da sè.
4 - Abbassare la guardia e fermarsi: il sesso e la sessualità crescono con la persona. Pensare che tutto rimanga sempre uguale, ammazza fantasia e piacere;
5 - pensare che il sesso, essendo una cosa da adulti, debba essere un fatto serio e serioso: il sesso è ciò che più di vicino c’è a un gioco e dovrebbe essere preso come tale, anche perchè il divertimento durante il sesso è fondamentale;
6 - rimanere beati nell’ignoranza sessuale: informarsi circa il sesso evita di esporsi a rischi inutili.

Da un’indagine dell’Istituto francese Louis Harris, riportata da La Stampa, pare che le donne Europee abbiano in comune un problema: la secchezza vaginale, la cui conseguenza maggiore è la problematicità con il sesso.
La secchezza vaginale causa dolore nei rapporti sessuali nell’80% dei casi, nel 26% è causa di malumore e stress, nel 53% causa problemi sessuali alla coppia.
Oltre al problema, che influisce sulla libido, le donne europee hanno in comune anche un’attitudine, tutt’altro che positiva: non sembrano considerare la secchezza vaginale come un problema vero e raramente ricorrono al medico, o vi ricorrono quando la secchezza ha causato bruciore, prurito, o è la conseguenza di una infezione vaginale come la candida o la gardnerella.
La secchezza vaginale è un problema che colpisce soprattutto le donne in menopausa, ma le giovani non sono immuni a questo spiacevole fastidio. Tutte però, giovani e meno giovani, tendono a sottovalutare la secchezza vaginale e a rassegnarsi ad avere una vita sessuale problematica e spesso dolorosa, pur di non ricorrere al medico. Se la secchezza vaginale vi sembra un fastidio trascurabile, pensate che è anche attraverso una vita sessuale sana ed appagante che passa la vostra felicità.
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Il 21 marzo in Islanda la primavera è iniziata con l’eruzione del vulcano tra i ghiacci di Eyjafjallajokull, uno spettacolo naturale di incredibile bellezza. Una coppia ha così deciso di celebrare la stagione dell’amore cenando a lume di candela proprio nei pressi del vulcano, o forse sarebbe meglio dire a lume di lapilli e lava, data la location scelta per la romantica uscita.
Invece di allontanarsi dal pericoloso sito, per quanto spettacolare, la coppia ha proprio scelto di degustare cibo e vino godendosi lo spettacolo dell’eruzione del vulcano. E come ogni cena romantica da manuale, c’erano il tappeto, il tavolo, le sedie, cestello dello champagne… chef e maitre a cucinare e servire. Pare mancassero soltanto i violini.
La cena più romantica pare essere quella più pericolosa, ma volete mettere brindare al calore del vulcano? Se la storia vi sembra ancora surreale, ammirate le foto dell’evento qui sul Telegraph.