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Tutti gli articoli con tag donne magre

Le donne magre guadagnano di più

pubblicato da Olivia

Donna al lavoro

Come se non bastasse il dover sopportare che l’ideale di bellezza di questa società sia sempre valutato in base al peso, ci giungono notizie anche dai ricercatori circa il fatto che le donne magre guadagnerebbero più delle altre.

Secondo uno studio del Journal of Applied Psychology infatti, le donne considerate molto magre metterebbero in tasca fino a 40.000 dollari in più rispetto a quelle grasse, contro donne “pesanti” o “molto pesanti” che guadagnerebbero invece 19.000 dollari in meno rispetto alle donne “medie”.

Insomma, in classifiche del genere non mi era ancora capitato di imbattermi. Ma probabilmente non si tratta di uno studio privo di fondamenti: se pensiamo infatti che magrezza è sinonimo di bellezza nella nostra società, non facciamo fatica a comprendere che per le donne considerate belle esistano tutta una serie di possibilità e professioni negate alle brutte.

E’ molto triste che ancora oggi esistano discriminazioni di questo genere; ma cambiare radicalmente l’immaginario collettivo della società non è un’impresa facile. Bisognerebbe far capire che la bellezza non è una sola e soprattutto che non è un requisito indispensabile per vivere una vita completa di diritti e di affetti. Quando lo impareremo?

Via | Time

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Vogue e le modelle taglie forti

pubblicato da M.Barbara

La nota rivista di moda Vogue ha realizzato un servizio dedicato alle taglie generose. Le curve l’hanno fatta da padrone per un buon numero di pagine scatenando commenti positivi, ma anche negativi sul servizio. Come dicevo già nel post Ode alle donne magre, il rischio, con gesti come questi o con campagne mirate ai problemi di peso, è quello di generare una sorta di guerra tra le magre e le grasse.

Laddove sono invece dovrebbero passare concetti ben più importanti come quello della salute del proprio corpo, dell’autostima e della bellezza come cura e valorizzazione delle proprie risorse, sia interiori che esteriori. Sulla Home Page di Vogue leggiamo:

L’immaginario della bellezza femminile cambia registro. O forse non è mai mutato veramente. A confermare un rinnovato amore per le curve, per le rotondità, arrivano anche le classifiche. Come quella che ha incoronato J.Lo “Donna più bella del mondo”.

Non credo però che siano segnali sufficienti o particolarmente significativi. Capiremo, secondo me, che qualcosa è cambiato quando non usciranno servizi dedicati al tema, ma troveremo fotografie e proposte moda che riguardano tutte le taglie e tutti i tipi di donna (che sono molto di più di quelle inscatolabili nelle definizioni “grassa” e “magra”). Voi pinkies che ne pensate?

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Ode alle donne magre

pubblicato da M.Barbara

Ragazza magra

Perché un’ode alle donne magre? Quando si avvicina il periodo estivo e cominciano le folli diete e le discussioni sulla legittimità della prova costume, si finisce per dialogare sul tema peso corporeo in modo inutile e stereotipato. Sulle riviste arrivano le lettere di molte donne che rivendicano il proprio diritto a non apparire come le modelle. Giustissimo.

Subito dopo però si passa alla campagna: le curve sono belle, la donna senza seno e senza fondo schiena non è una donna e via dicendo. Ragioniamoci: una donna è sempre una donna. Non possiamo trattare male le magre solo perché noi ci sentiamo male nel nostro sovrappeso. Ho amiche che pesano 40/50 chili da una vita, mangiando normalmente e a volte anche più di me.

Si sentono imbarazzate e tristi perché non hanno una congrua misura di reggiseno, perché ogni tipo di abito scivola loro addosso come se fossero bambine di quarant’anni. La loro non è una magrezza cercata, ma costituzionale.

Continua a leggere: Ode alle donne magre

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Le curve delle donne: la polemica divampa su The Sartorialist

pubblicato da fritha

sartorialist

Appena pochi giorni fa si discuteva con un certo sconcerto di come si potesse suggerire a Kate Middleton di seguire una dieta pre-matrimoniale per entrare nel suo vestito. Le foto in costume mostravano alla luce del più chiaro sole che non ne avrebbe davvero alcun bisogno. La polemica ora divampa a seguito di un commento di The Sartorialist, celeberrimo blog che pubblica sul web foto scattate a fashion insider ma non solo per le vie delle città del mondo.

Tra le pubblicazioni recenti è comparsa quella di una blogger che è stata definita “curvy” e la blogosfera è immediatamente insorta, scagliandosi contro l’aggettivo che è stato considerato offensivo e rischioso perché finisce per trasmettere ai lettori canoni estetici personali. E, aggiunge chi ne è rimasto indignato, distorti. La frase esatta: “a bigger, curvier girl than most of the other bloggers who you see in the press”.

La questione è solo una delle mille sfaccettature di un più ampio dibattito sulla considerazione della bellezza perfetta. Chiunque non vi si allinei conquistando un fisico asciutto e svettante, ma osi mostrare senza problemi le sue curve generose – il che, si faccia attenzione, qui non significa affatto grasse – allora si merita commenti che possono finire per suonare sarcastici, quand’anche nelle intenzioni non ci fosse affatto un intento derisorio.

Il post incriminato s’è guadagnato 1500 commenti infuocati che hanno portato il dibattito alle estreme conseguenze, sollevando alcune delle questioni calde del momento, intorno a cui la moda in particolare ma le donne in generale si interrogano da tempo. Possibile che avere delle curve debba essere evidenziato come un’anomalia rispetto al mainstream?

Via | Jezebel

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Blubberella, l'eroina grassa che non fa ridere nessuno

pubblicato da Olivia

“Il primo supereroe femminile grasso, che da’ importanti calci in culo, con il suo enorme culone”

Questa la descrizione della protagonista di un film che ha tutte le carte in regola per diventare il prossimo colossale flop di un regista conosciuto proprio per i suoi lavori orrendi, come ci riferisce Cineblog; e nella locandina intravediamo già il genere di “successo” che il film potrà riscuotere.

Perchè se è vero che le eroine e i modelli di cinema e tv sono sempre più magri o statuari, dall’altra non si può scadere nell’esplicita derisione, offensiva e davvero per niente ironica. Blubberella, questo il nome della presunta eroina, fa ridere solo il suo incapace regista, che sicuramente non perderà un colpo per prendere in giro non solo le ragazze come quella della locandina, ma tutto il genere femminile.

Certo è da considerare la critica all’eccessiva perfezione di determinati stereotipi, ma nemmeno l’eccesso opposto è un’idea perseguibile. Potrebbe non essere così deprimente questo film? Può darsi, ma le informazioni in nostro possesso non ci permettono di dirlo. Per ora giudichiamo soltanto la locandina e le dichiarazioni fatte, che purtroppo non ci fanno affatto ben sperare.

Via | IO9

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Essere magre paga: la forza degli stereotipi pubblicitari sul posto di lavoro

pubblicato da fritha

trapped heartBrutte notizie e una nuova miccia per far divampare le polemiche sul peso e su quanto i canoni distorti che ci suggeriscono moda e pubblicità influiscano sulla nostra vita, lo vogliamo o no. Fintanto che siano noi donne a crearci problemi riguardo al nostro peso e alla nostra linea possiamo prendercela con noi stesse ma quando è il datore di lavoro a giudicare il nostro avanzamento di carriera in base a quanto aderiamo agli stereotipi imposti dalla pubblicità? Sono guai, guai grossi.

Una ricerca americana e una tedesca hanno evidenziato la crescita e la diminuzione della retribuzione sul posto di lavoro legata al peso delle donne e degli uomini. La tendenza è netta e preoccupante: le donne con figura sottile riescono a far carriera più velocemente di quanto non accada a donne sovrappeso, mentre nel caso degli uomini questa tendenza inizia ad avvertirsi solo quando si sconfina nell’ambito della manifesta obesità.

Perché? La risposta è tanto ovvia quanto preoccupante: perché una donna esteticamente gradevole fa meno fatica in un mondo professionale dominato quasi esclusivamente dagli uomini, in barba a chi ritiene che siano le capacità professionali ad emergere prima o poi, a prescindere dalle apparenze che alla fine della fiera contano, eccome.

Via | Feministe

Foto | Flickr

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Le curve delle donne attraverso i secoli

pubblicato da fritha

curve donne

È tutta questione di prospettiva, oltre che di gusti: c’è chi odia il proprio seno troppo prosperoso e chi farebbe carte false per averne un po’ di più, ma in generale ci danniamo tutte per quei chili di troppo sui fianchi. Di troppo secondo i canoni di bellezza del nostro tempo.

Di diverso segno – anzi del tutto opposto – erano mode e gusti in altre epoche. L’ironico disegno in cui mi sono imbattuta su El Perro Mistetas senza mezzi termini e con la chiarezza iconica del tratto di matita contrappone la visione delle curve delle donne nel 2000 a.C. e nel 2000 d.C.

Sono cambiate anche le misure maschili, a quanto si vede. Se un tempo l’uomo ossuto e annichilito dalle difficoltà di una vita selvaggia venerava la donna prosperosa, fertile, materna e dotata di attributi piuttosto polposi, oggi l’uomo pingue, adiposo, flaccido venera una nuova Venere, sottile, slanciata, magrissima.

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Semplice ma vero: agli uomini piacciono le donne

pubblicato da Antonella Di Cintio (AkiraZhong)



Probabilmente non sarà una novità, ma gli uomini sono molto più semplici delle donne. E la tendenza a trascurare la cruda realtà della semplicità maschile è frequentissima ed inizia presto nella vita.

Si comincia con il primo vestito che si acquista con la speranza di catturare l’attenzione del ragazzo dei sogni. Poi arrivano i bei tagli di capelli, il trucco, le unghie, le diete. Morale della favola, c’è un’altissima probabilità che la maggior parte degli sforzi non faccia alcun effetto.

Gli uomini non sono quasi mai attenti a ciò che le donne fanno per interessarli o attrarli. Il discorso non mira a difendere gli uomini, ma serve alle donne per vedere un’altra sfumatura: le cose sono molto più spontanee e naturali.

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