Un recente sondaggio condotto per conto di Abrams, Herzog & Filippi sui comportamenti degli automobilisti nello stato della Florida e in quello di New York, ha evidenziato un dato piuttosto sorprendente: l’11% degli uomini alla guida sotto i 30 anni, impegna almeno una mano in un’altra attività, invece di tenere il volante o il cambio. L’attività in questione è la masturbazione.
Senza pudore e senza vergogna, e soprattutto senza alcun senso del pericolo. Tanto che probabilmente questa potrebbe essere una delle maggiori cause di incidenti stradali. Se da una parte infatti il dato sconcertante potrebbe far sorridere, dall’altra invece ci rimanda subito alle tragiche situazioni delle strade.
Io non so come si comportino gli uomini italiani per strada, salvo il fatto che alcuni esagerano con la velocità e i sorpassi azzardati. Perchè con i miei 400 km a settimana in autostrada ho modo di notare che sono quasi sempre l’unica donna alla guida sulle tre corsie dell’Autostrada del Sole e che chi commette infrazioni davvero pericolose è nella maggior parte dei casi di sesso maschile. E se il dato americano riguardante la masturbazione è vero anche per il nostro Paese, ho anche una spiegazione plausibile per tutti quei camionisti che immancabilmente mi strombazzano appena li sorpasso.
Ma la vera domanda è: cosa prende a questi uomini? Cosa hanno nel cervello a parte l’aria fritta? Perchè si masturbano mentre guidano? Noia? Oppure sprezzante amore per il pericolo che li fa eccitare? In qualunque caso, si tratta di un comportamento sconsiderato e riprovevole. Ma d’altra parte anche le donne che si ritoccano il trucco nello specchietto della macchina mentre con un gomito cercano di mantenere il volante, sono ugualmente da rimproverare. Perchè non si capisce che l’attenzione alla strada mentre si guida è importantissima?!?
Foto | Flickr
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Le donne colpiscono ancora. Oggi ci cimentiamo con il parcheggio in parallelo al marciapiede: tipica situazione da esame di guida, nonché manovra tra le più abituali della vita normale di qualsiasi guidatore. I più fanatici amano elogiarsi per la capacità di riuscirci con una sola mossa, spazio permettendo.
Ma nell’esilarante video proposto di spazio non ne manca di certo e nonostante questa condizione necessaria, il parcheggio ha richiesto ben 13 minuti! (le immagini sono fortunatamente accelerate). Non poteva essere altrimenti viste le ruote sempre nella stessa posizione.
Nemmeno la signora che scende dall’auto per contribuire all’impresa, forse in preda allo sgomento per l’incapacità dell’amica, non sembra essere determinante, anche se le sarebbe bastato urlare un semplice comando: “Gira quelle ruote!”.
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Dal 22 Febbraio al 7 Aprile 2010 Nuvenia promuove il Concorso “Doppia Sicurezza“. Puntando sul gioco di parole e probabilmente sul famoso detto “Donne al volante, pericolo costante”, il noto marchio di assorbenti mette in palio 10 corsi di guida sicura auto e 5 corsi di guida sicura moto.
Siamo proprio così pericolose al volante? D’altronde, una ripassata composta da una sessione teorica e una sessione pratica non può farci male! Se avete voglia di mettervi in gioco e di tentare la fortuna, non dovrete far altro che divertirvi con il piccolo game on-line che vi vedrà alle prese con pozzanghere, pietre da evitare e confezioni di prodotti da raccogliere. Terminato il percorso, a prescindere dal risultato ottenuto o dal punteggio accumulato, potrete registrarvi inserendo i vostri dati anagrafici.
Entro il 31 Maggio scoprirete se siete tra le fortunate vincitrici! Tutte in pista il concorso è appena iniziato!
È successo a una sessantenne di Sidney, Australia. Doveva uscire da un parcheggio multipiano ma ha optato per l’uscita alternativa. La donna ha riportato solo lievi ferite. I vigili hanno impiegato oltre un’ora per tirarla fuori.
Insomma il vecchio detto non viene sfatato nemmeno questa volta: donne imbranate, leggermente distratte, lente, ostinate e chi più ne ha più ne metta. Godetevi il video e guardate di che cosa siamo capaci.
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Ci risiamo: nuovamente sotto accusa le donne al volante, naturalmente impegnate a parcheggiare. Stavolta è stato condotto uno studio, da alcuni ricercatori tedeschi capeggiati proprio da una donna, Claudia Wolf, intenzionata a sfatare il mito della donna meno capace al volante. Il tentativo però, ahimè, pare non essere andato molto bene.
Lo studio ha infatti monitorato 65 persone intente a posizionare l’automobile in uno stretto parcheggio vicino alla Ruhr University di Bochum. I risultati mostrano come gli uomini riescano ad essere più precisi e più veloci di 20 secondi rispetto alle donne, nel riuscire a parcheggiare.
Ok, forse siamo più lente, forse siamo meno precise (anche se questo discorso non vale per tutte indistintamente), ma non è solo necessario parcheggiare? Perchè dovremmo metterci per forza qualche secondo in meno? Perchè dovrebbero interessare così tanto i millimetri?
Per me l’essenziale in questo caso è visibilissimo agli occhi: basta saper “incastrare” la macchina senza fare danni, nè alla nostra auto nè a quelle degli altri. Poi quanto tempo ci si impiega (senza intralciare gli altri veicoli chiaramente) e quali siano i millimetri rimasti liberi, francamente ce ne si può infischiare. O mi sbaglio?
Via | Telegraph
Foto | Flickr
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È una di quelle diatribe che contrappongono uomini e donne su un argomento che esclude ogni possibilità di mettersi d’accordo: la maggior parte degli uomini è convinta che noi donne abbiamo problemi oggettivi nel manovrare un’auto, parcheggiare, fare i conti con cambio e capacità spaziali in cui pare che gli uomini siano più versati.
A sostenere questa tesi arriva la notizia della donna asiatica che ha ripetuto l’esame teorico per ottenere la patente ben 949 volte prima di farcela, e ancora manca la prova pratica.
Voi come la pensate? Sarà anche sbagliato generalizzare, ma io devo ammettere che parcheggiare è davvero un problema per me, anche se conosco parecchi uomini che sono quasi negati quanto me. Di sicuro la signora sud-coreana ha dimostrato una tenacia che a molti uomini sarebbe mancata dopo tanti fallimenti di fila.

“Eva al volante”: è previsto per il prossimo week end di ottobre, il raduno di 50 prestigiose auto d’epoca a Roma, in mano ad altrettante donne che non appartengono certo alla categoria delle “donne al volante, pericolo costante”; le 50 intrepide autiste si cimenteranno in 8 gare di precisione cronometrate, e le prime 10 classificate verranno premiate.
La manifestazione, organizzata dall’Automotoclub Storico Italiano, è alla sua seconda edizione ed è anche un bel modo per sfatare il mito (quasi) tutto italiano dell’incapacità delle donne di guidare decentemente un’automobile; sì perchè in Europa gli eventi di questo genere, che rendono finalmente felice il binomio “donne e motori“, sono tanti, come il Fiva World Rally. E il titolo dell’evento dice tutto: la nostra inclinazione femminile alla guida era già scritta nel DNA della nostra primissima genitrice, Eva.
Giusto per dovere di cronaca, ci terrei a puntualizzare che fra le ultime statistiche che monitorano il comportamento degli italiani al volante, molte riportano come dato certo il fatto che le donne sono più attente, meno veloci (nel senso che non corrono troppo!) e soprattutto più sobrie alla guida rispetto agli uomini. Se è vero quindi, che da una parte esistono ancora donne con qualche difficoltà nei parcheggi, dall’altra è anche assodato che gli incidenti più gravi non sono provocati dal gentil sesso.
Via | VeraClasse
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Quante volte avete sognato di poter dire “Apriti sesamo”, invece di rovistare almeno per 10 minuti alla ricerca delle chiavi della macchina, perse chissà dove nella vostra borsa, nei momenti topici trasformata in quella di Mary Poppins? Non sarà l’apriti sesamo, ma ci va vicino: è l’anello di Sheilas’ Wheels, un congegno di apertura della macchina a distanza.
L’anello è stato inventato in seguito ad una ricerca, secondo la quale le donne passano circa 416 ore della loro vita a rovistare nelle borse in cerca delle chiavi, ovvero quasi 2 settimane e mezzo di tempo passato alla ricerca di quelle maledette, maledettissime chiavi che finiscono sempre chissà dove.
L’anello per le chiavi permette a colei che lo indossa di aprire e chiudere l’auto semplicemente premendo una delle gemme incastonate. Purtroppo l’anello non può ancorwa mettere in moto, così che una volta al sicuro dentro l’auto, chiusa premendo la seconda gemma sull’anello, la distratta signorina potrà cercare comodamente le chiavi all’interno della prorpia borsa o, semplicemente, svuotarne il contenuto sul sedile accanto, e poi, finalmente, partire.
via | trendhunter
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Quali sono, secondo voi, le caratteristiche di un parcheggio per sole donne? Di sicuro è più largo del normale perchè donne e motori son gioie e dolori, ai paraurti soprattutto, ed è altrettanto ambito dagli uomini pigri.
Un’altra caratteristica, dovuta a misure di sicurezza è che i parcheggi rosa sono più vicini alle uscite dei centri commerciali, e sono sotto sorveglianza video, di modo che la security possa intervenire in caso di necessità. Siamo a Berna, in Svizzzera, dove i parcheggi rosa sono una realtà, ma c’è un problema serio perchè gli uomini continuano a sfruttare la presenza di parcheggi rosa, appropriandosene.
L’amministrazione spera ora che, dipingendo di rosa i parcheggi per sole donne, sarà l’imbarazzo a fare leva sulla psicologia maschile, così da lasciare alle signore il privilegio di parcheggiare in uno spazio più ampio e ben controllato.
Per esorcizzare il vecchio detto “donne al volante pericolo costante” fatevi due risate con questo video che mostra situazioni anomale (anche se qualcuno dirà che sono la norma) di donne alla guida, leggermente imbranate o distratte e ne stila addirittura una classifica.
Per me però resta una vera ciliegina sulla torta, già postata qui, il mitico parcheggio della Micra (o almeno mi sembra) verde acqua. Se qualcuna si dovesse riconoscere in quell’impresa o nelle altre del video sopra alzi la mano e faccia pubblica ammenda a nome del genere femminile.
Buon lunedì.
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