Tutti gli articoli con tag occupazione

Lavoro in rosa: milioni le italiane senza occupazione

pubblicato da Missunderstanding in: Lavoro Figli Donne Politica Società

lavoro donne

Secondo le stime dell’Istat sull’Occupazione in Italia, diffuse ieri nell’ambito di una indagine nazionale sulla condizione delle famiglie, la condizione occupazionale delle italiane peggiora.

Così Federica Rossi Gasparini, presidente nazionale Donneuropee-Federcasalinghe ha lanciato l’allarme, ricordando che alle donne in cerca di occupazione bisogna sommare tutte coloro che perdono il lavoro a causa della gravidanza e non riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro dopo il periodo di maternità. Per il presidente nazionale, che ha chiesto un incontro con il premier e con il Ministro Sacconi, si tratta di una vera e propria emergenza sociale.

Io vi chiedo se nell’anno in cui la crisi ha lasciato a casa migliaia di persone indipendentemente dal genere, tra cui tantissimi lavoratori uomini e padri di famiglia, ha ancora senso parlare di occupazione di genere e mobilitarsi per l’occupazione femminile? O ne ha proprio perché l’Italia che lavora è donna e sarà le leva per superare la crisi?

Foto | Flickr

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Anche a Hebron taxi rosa per sole donne

pubblicato da Missunderstanding in: Lavoro Società Cultura Viaggi

taxi rosa a hebron

Dal Messico a Beirut, passando per Bologna, i taxi rosa non sono più una novità, ma di certo sono una svolta quando arrivano in paesi dove le donne hanno difficoltà enormi anche solo a spostarsi: solo poco tempo a Hamas aveva vietato alle donne della Striscia di Gaza di andare in motorino. E ora i taxi rosa arrivano finalmente a Hebron.

Hebron, cuore del tradizionalismo religioso della Palestina, si accinge ad accogliere la novità con il 95% dei consensi dei cittadini, secondo l’indagine condotta dall’azienda per lo sviluppo. E le donne palestinesi sono felici dell’iniziativa che permetterà loro di muoversi con maggiore libertà.

Come a Beirut, i taxi per sole donne saranno davvero rosa, e saranno guidati da donne, divenendo anche una leva per creare occupazione femminile: per ora, più di 100 donne hanno già inoltrato la propria candidatura per fare le autiste.

via | ynetnews

Foto | Flickr

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In arrivo la generazione Full Monty

pubblicato da Beherenow in: Lavoro Differenze tra uomo e donna

fullTra circa quattro anni in Inghilterra le donne lavoratrici saranno più degli uomini. È quanto emerge da una ricerca effettuata da Policy Exchange che ha verificato come questo periodo di recessione, dal quale si spera di uscire, provocherà la perdita di molti posti di lavoro soprattutto degli uomini che non sapranno riemergere dalla crisi.

Si parla così della nascita della generazione “Full Monty”, il nome deriva dal film inglese del 1997 diretto da Peter Cattaneo, in cui un gruppo di uomini, operai disoccupati s’ingegnarono in un nuovo mestiere, quello di spogliarellisti. Questa ipotesi si fa avanti, in queste settimane, dopo la pubblicazione dei dati della ricerca. Infatti, i numeri affermano che gli uomini occupati dal 1975 a oggi è diminuito dal 92% al 75% mentre la percentuale delle donne lavoratrici è salita dal 56% al 69%.

Con la crisi economica la disoccupazione è aumentata soprattutto nei settori occupati dal sesso maschile, come le industrie, mentre le signore hanno continuato a lavorare nei settori pubblici, a part time, lavori meno toccati dal problema. A questo si aggiunga il fatto che gli inglesi oggi non hanno le competenze per affrontare il nuovo mercato del lavoro e dovranno puntare, secondo gli esperti, al mestiere più vecchio del mondo per racimolare i soldi per mantenere un decoroso stile di vita.

Il problema della disparità tra uomini e donne resta nonostante i dati, infatti, le donne devono continuare a lottare e guadagnarsi più spazio sul posto di lavoro per raggiungere lo stesso stipendio e gli stessi benefici dei loro colleghi uomini. In Italia uno scenario del genere è difficile da ipotizzare vista la difficoltà sempre presente delle donne di accedere al mercato del lavoro, soprattutto al Sud, ma la creatività e la pro attività femminile può essere fondamentale per la creazione di nuovi posti di lavoro in rosa.

Via | Dailymail

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L'Italia che lavora è donna, lo fa per più tempo e meno soldi

pubblicato da Missunderstanding in: Lavoro Società Cultura Differenze tra uomo e donna

donne lavoro

L’Italia che lavora è donna, va in ufficio, torna a casa ad occuparsi di faccende e figli e ricomincia, senza sosta, con sempre meno tempo libero e più infelicità. L’Italia che lavora è donna, e lo fa per un mese all’anno in più degli uomini, ovvero per un’ora e 7 minuti in più al giorno.

Un uomo passa in media 7 ore e 23 minuti in ufficio, una donna 8 ore e 30 minuti, ma viene retribuita meno rispetto alla controparte maschile e per la metà delle ore lavorate. Queste sono le statistiche della ricerca Il tempo è donna, riportata da Repubblica, che parlano chiaro: le donne sgobbano di più degli uomini nella vita in generale tra lavoro, casa e famiglia, e lavorano anche di più in termini di produzione e tempo di occupazione. E questo solo se si calcola la popolazione impiegata.

Se il focus si allarga su tutta la popolazione, la situazione peggiora: le donne lavorano ogni giorno un’ora e mezzo in più rispetto agli uomini. Diametralmente opposti i punti di vista interiore di uomini e donne sulla questione: gli uomini sostengono di lavorare molto di più delle mogli e di passare molto più tempo tra scrivanie e computer, escludendo dalla categoria lavoro tutto ciò che ha a che fare con i figli e le faccende domestiche. La vostra vita conferma il trend? Chi lavora e chi crede di lavorare di più?

Foto | Flickr

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Le donne istruite (e i loro partner) vivono più a lungo

pubblicato da Missunderstanding in: Alimentazione Salute Società Cultura

istruzione donneUna donna istruita non solo è una compagna ideale da avere accanto per tutta la vita, ma allunga anche le aspettative di vita del prorpio compagno. Una ricerca svedese condotta su un censimento nazionale ha decretato che l’istruzione delle donne è un fattore importante per la longevità della donna e del suo partner.

La ricerca è stata condotta su 1 milione e mezzo circa di svedesi, tra i 30 e i 59 anni, sui dati di un censimento del 1990. Dall’analisi dei dati è emerso che l’istruzione delle donne influisce positivamente sullo stato di salute della donna stessa e dell’uomo, mentre l’istruzione dell’uomo non ha alcun effetto sull’aspettativa di vita dell’uomo e della sua famiglia, al contrario del reddito e della posizione lavorativa dell’uomo di casa.

Una donna istuita è una compagna attenta ai cambiamenti degli stati di salute del proprio compagno e dei propri figli, ed è comunque una donna che si occupa della casa e della famiglia, che tende a scegliere un’alimentazione corretta, che conosce l’importanza di uno stile di vita sano e che di conseguenza educa marito e figli. Una donna ben istruita è anche più attenta al proprio stato di salute e sottopone se stessa e la propria famiglia a controlli regolari, ed è anche per questo che la società ha bisogno di donne istruite.

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Womenomics: il futuro dell'economia è rosa?

pubblicato da Missunderstanding in: Lavoro Politica Società

emma marcegaglia, letizia morattiWomenomics è una tendenza che nasce dalla crisi - forse sempre nota ma mai emersa - ovvero la certezza che il ruolo e la presenza della donna possano salvare l’economia, mentre l’uomo viene sempre più visto come la causa del problema. Mi spiego: l’economia contemporanea è fortemente in crisi, ed è stata gestita, pilotata, condotta da una leadership prevalentemente maschile. L’ingresso nei consigli di amministrazione delle donne, nei pochi enti ed imprese dove ciò è avvenuto, ha fatto sì che quelle imprese non andassero in crisi e che oggi siano le uniche a chiudere in positivo.

Di questo e altro si è discusso sabato a Roma, nel congresso Womeneconomis italiano: “l’Italia è tra i paesi ad alto reddito quello che utilizza al minimo il potenziale di sviluppo legato al lavoro femminile, e quindi avrebbe più da guadagnare innalzando i livelli occupazionali. Sostenere l’occupazione e la naturale ascesa professionale delle donne rappresenta oggi la miglior soluzione ad alcune urgenti questioni economiche e sociali: la scarsa occupazione e produttività generali, la carenza di saperi e figure professionali qualificate, l’invecchiamento della popolazione e la sostenibilità previdenziale”.

Alcuni esempi pratici della positività del comando delle donne sono l’azienda Hermes, che ha il 55% di dirigenti femminili ed è l’unica le cui azioni sono state positive ed il caso dell’Islanda, primo paese a dichiarare bancarotta, che ha lasciato il comando a una donna, il presidente Johanna Sigurdardottir che a sua volta ha nominato altre donne alla direzione delle banche andate in crisi, come se le donne dovessero riparare agli errori degli uomini e cercar di rimettere ordine al caos.

Le donne, si sa, sono abituate a rimboccarsi le maniche nel momento del bisogno e quando si tratta di prendere decisioni calcolano meglio e sono meno inclini a correre rischi. Che il futuro possa davvero riservare alle donne i posti di comando da sempre negati? Come pensate si evolverà l’italia da questo punto di vista?

Foto | Flickr

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Se l'uomo perde il posto, la donna diventa capofamiglia

pubblicato da Missunderstanding in: Lavoro Figli Società

recessione di genere
Leggo su Repubblica che anche la recessione ha il suo lato di genere, quello che vede sempre più uomini perdere il posto di lavoro e le donne conquistarne uno, secondo i dati dell’Istat sull’occupazione e quelli Inps sulla cassaintegrazione. Non che le donne non siano colpite dalla recessione, ma si dice si aprano loro più porte, quali quelle dei sistemie e servizi di cura.

Dagli ultimi dati sul tasso di occupazione risulta che quello femminile sia aumentato, mentre quello maschile sia diminuito. Tutto ciò nell’ambito del sistema tradizionale, che esclude il numero dei precari, difficili da contare. Sembrerebbe, inoltre, che anche nelle aziende, i manager preferiscano mettere in cassa integrazione gli uomini, e continuare ad avere donne come collaboratrici.

Avrei due o tre obiezioni al riguardo… penso ai 100.000 posti da badandi per le donne italiane che hanno fatto salire l’indice occupazionale femminile, pernso al fatto che in cassaintegrazione ci vadano più uomini non perchè i manager vogliano tenersi le donne, ma perchè la produzione è ferma e gli operai sono in maggioranza uomini. Voi cosa ne pensate? D’accordo con il fatto che è la donna che spesso porta avanti la famiglia, tra casa e lavoro, pensate che davvero la recessione in Italia abbia colpito più gli uomini?

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Spazio: ultima frontiera...dell'occupazione femminile italiana

pubblicato da Ilaria Danesi in: Lavoro Web&Blog Donne Società

Chissà se le future generazioni di bambine aspireranno a fare l’astronauta, piuttosto che la ballerina come ai “nostri” tempi. Lo spunto per la riflessione arriva da un recente concorso per astronauti presso l’Esa (Agenzia Spaziale Europea) dove tra i 250 candidati italiani ben 28 erano donne.

E’ stata Claudie Haignere, l’unica donna astronauta europea a divulgare la notizia in un convegno che riguardava la missione Venus Express. A quanto pare la percentuale di donne italiane che tentano la strada dell’universo e’ la piu’ alta di tutta Europa: “negli altri paesi le selezioni non sono ancora finite ma la media e’ circa del 5%, meta’ di quella italiana“.

In bocca al lupo per le aspiranti astronaute italiane e non, chssà che il David Bowie delle prossime generazioni non scriva un altrettanto bella “Space Oddity” al femminile…

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Alle donne non interessa lavorare nel campo scientifico

pubblicato da De Tester in: Lavoro Società

Tema quanto mai attuale, e noi di Pink ne abbiamo già parlato diverse volte, anche molto recentemente: la sotto-occupazione femminile nei campi della scienza e dell’ingegneria. Settori interi quasi totalmente dominati dagli uomini, in percentuali altissime. Perchè? Fiumi di inchiostro sono stati spesi e tante tante parole. Si tira in ballo il maschilismo, la famiglia che ostruisce la carriera, le differenti attitudini. E se si trattasse semplicemente di scelte?

Stando a una nuova ricerca, sembrerebbe che siano proprio le donne stesse a scegliere di rinunciare all’impegno nei campi che notoriamente si considerano appannaggio dei maschi. Se si tratta di approcciarsi alla matematica, alla fisica, all’ingegneria, all’informatica, insomma con materie che hanno a che vedere con numeri, logica e scienza, le donne preferiscono fare altro.

Dopo mesi di studi, economisti e scienziati sono giunti alla conclusione che siano le donne stesse a non scegliere alcuni tipi di lavori, e da qui derivano le percentuali effettivamente molto basse di occupazione femminile in diversi settori “maschili”. Secondo i dati raccolti, l’orientamento delle donne quando si tratta (spesso ancora all’università) di scegliere la strada da percorrere è nella maggior parte dei casi non orientato per il mondo “matematico”.

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Cresce l'occupazione femminile in Europa, ma le disparità rimangono e l'Italia arranca

pubblicato da Missunderstanding in: Lavoro Maternità Felicità Società

donne al lavoroLeggo su Monster che, secondo l’ultima relazione della Commissione Europea, dal 2001 ad oggi il tasso di occupazione femminile è cresciuto e 6 degli ottomila posti di lavoro creati dal lancio della Strategia di Lisbona sono occupati da donne.

Il tasso di occupazione cresce trainato dalla manodopera femminile, ma le posizioni occupate dalle donne aumentano anche nei settori della sanità, del lavoro pubblico, dell’istruzione e nel sociale. In questi settori le donne occupano 4 posti su dieci.

Le discriminazioni tra i due sessi però rimangono: è alto lo scarto nella retribuzione tra uomini e donne; le lavoratrici hanno poche agevolazioni quando hanno una famiglia ed aumentano le discriminazioni nei loro confronti; incontrano molte più difficoltà ad ottenere contratti full-time o a tempo indeterminato.

Se questo è il quadro generale dell’Europa, il Bel Paese non spicca per crescita: troppo alto sarebbe il divario occupazionale tra i due sessi rispetto al resto dei paesi dell’Unione. Consoliamoci però col fatto che noi italiane siamo pagate quasi quanto i nostri connazionali uomini, o meglio, il divario tra le retribuzioni è tra i più bassi d’Europa. Vi sembra un quadro realista? Rispetto alla vostra esperienza personale di donne, madri e lavoratrici, come vedete la situazione occupazionale nel nostro paese?

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