Se n’è parlato parecchio, tempo fa, del famigerato “pillolo”, il farmaco anticoncezionale da somministrare a lui anzichè a lei. Le opinioni delle donne vertevano su diverse conclusioni positive: non dover essere costrette a combattere contro la ritenzione idrica provocata dalla pillola anticoncezionale sarebbe stata una conquista, inoltre passare almeno una responsabilità al partner non pareva male a nessuna.
Ma ora arriva una nuova ondata di pareri, scaturiti dai risultati di un’indagine condotta dall’università inglese di Teesside e pubblicata sul Journal of Family Planning and Reproductive Health Care, che evidenziano alcuni aspetti negativi del “pillolo”. Le donne, secondo questa indagine, non sarebbero molto propense a fidarsi dell’azione anticoncezionale del farmaco in questione. E non perchè non credano nella sua efficacia, ma perchè non ritengono gli uomini abbastanza costanti nell’assumerlo.
L’indagine però mostrerebbe anche altri aspetti: gli uomini, soprattutto quelli accoppiati stabilmente, vedrebbero di buon occhio l’assunzione del pillolo, come soluzione anticoncezionale per la coppia, dimostrandosi disponibili a “togliere un peso” dalle spalle della loro compagna. Se però quest’ultima non riesce a fidarsi della costanza e della serietà del proprio uomo, non ci sono pareri positivi o negativi che tengano: le donne propongono quindi soluzioni “permanenti” da impiantare sull’uomo, come si fa con la donna nel caso di spirale o diaframma. Ma il possibile consenso degli uomini in questo caso, sarebbe tutto da testare.
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Si inizia con un’indagine sulla contraccezione e si finisce a stabilire quali donne abbiano più partner al mondo? Naturalmente le due faccende sono strettamente collegate ma l’informazione iniziale, quella che ha mosso l’indagine i cui risultati sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Ginecologia a Roma, è finita in secondo piano rispetto alla notizia accessoria: le donne italiane e in generale europee sono più fedeli rispetto alle donne di altri continenti e incontrano un numero inferiore di partner nel corso della vita.
Andando a vedere i dati si nota che la differenza non è poi così abissale nei confronti di americane e sudamericane – 10 uomini in media per le europee e 11 per il continente americano – mentre si distinguono nettamente le asiatiche con una media di 14 partner a testa nell’arco della vita.
È interessante però anche il dato di partenza, a proposito della contraccezione orale: in Italia solo il 16,5% della popolazione femminile utilizza o ha utilizzato la pillola (siamo ultime in Europa) mentre in Olanda il valore sale notevolmente, al 50%. Non saremo mica bacchettone?
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E’ stata presentata ufficialmente oggi, all’VIII Congresso della European Society of Gynecology di Roma: è Klaira, la nuova piccola anticoncezionale biologica e naturale.
La peculiarità che la rende tale, è il rilascio dell’estradiolo, l’estrogeno che il corpo femminile secerne naturalmente, al posto del derivato sintetico utilizzato finora nella pillola tradizionale.
Buon controllo mestruale, ridotto impatto metabolico, minori effetti collaterali e ottima sicurezza sul fronte anticoncezionale: ecco cosa promette Klaira, da oggi in vendita nelle farmacie italiane.
Secondo medici e ginecologi, Klaira rappresenterà una rivoluzione per molte donne italiane, per gran parte ancora restie all’utilizzo della pillola e costantemente alla ricerca di rimedi naturali. Resta solo da vedere se questa nuova pillola sarà in grado di normalizzare le disfunzioni ormonali come le loro cugine “sintetiche”; controllare le irregolarità ormonali è infatti uno dei motivi più diffusi (dopo la contraccezione) per l’assunzione della pillola da parte della popolazione femminile.
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La sindrome dell’ovaio policistico è un disturbo complesso delle ovaie (gli organi dell’apparato riproduttivo femminile che producono gli ovociti maturi) e colpisce fino al 10% delle donne. Oggi su Benessereblog si parla di una recente scoperta che potrebbe aiutare a migliorare la condizione di chi ne è affetta.
Succede questo: gli ovociti maturi vengono periodicamente espulsi dall’ovaio durante il processo di ovulazione per essere fecondati ad opera degli spermatozoi. In presenza di questa sindrome le ovaie hanno dimensioni superiori alla media e presentano al loro interno numerose cisti, piccole cavità ripiene di liquido; la superficie esterna appare punteggiata da un numero anomalo di piccoli follicoli.
In presenza della sindrome molti follicoli non raggiungono mai il completo sviluppo, l’ovulazione avviene raramente e chi ne è afflitta presenta una condizione di infertilità. I cicli mestruali sono irregolari: possono trascorrere anche molte settimane senza che si presenti una mestruazione. Altri segni sono una condizione di sovrappeso e la presenza di un’eccessiva quantità di peli superflui (irsutismo).
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La secchezza vaginale è un fastidio che viene percepito soprattutto durante i rapporti sessuali e che può provocare dolore anche molto intenso, sia per lei che per lui. Fare l’amore diventa quindi prima fastidioso, poi doloroso e infine estenuante, provocando seri problemi all’interno della coppia.
Spesso noi donne crediamo di avere “la colpa” di un disturbo simile e quindi imputiamo a noi stesse i problemi di cui sopra: sbagliato. La secchezza vaginale può essere infatti causata da diversi fattori, tra cui l’assunzione di farmaci (antidepressivi o pillola anticoncezionale a volte), lo stress, le modificazioni ormonali post-partum, l’utilizzo di assorbenti o salvaslip irritanti, menopausa, e non ultima, la mancanza di adeguati preliminari, causa nella quale rientra ovviamente anche il partner.
Se il problema è proprio l’ultimo, occorre rimediare o parlando con lui chiaramente, oppure invitandolo dolcemente con i fatti a prolungare la fase preliminare al rapporto. In caso di menopausa, le terapie ormonali sostitutive solitamente risolvono il problema; le modificazioni post-partum e lo stress sono temporanei. Se non è nessuna di queste cause a provocare la secchezza vaginale, provate a cambiare assorbenti, oppure chiedete al medico di farvi sostituire la pillola anticoncezionale con un’altra con dosaggio diverso.
In tutti i casi comunque, è utile utilizzare gel lubrificanti. Ne esistono a base d’acqua e in crema, ma è sempre meglio acquistare i primi, che si possono utilizzare senza problemi anche con il preservativo. Il lubrificante non unge, non emana cattivi odori, è facilmente lavabile e aiuta a provare meno fastidio e poco dolore. Va utilizzato nella quantità che più si concerne alla “gravità” del problema e spesso va applicato anche all’uomo, per consentire un rapporto facile e indolore anche a lui.
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Il 28% delle italiane usa la pillola anticoncezionale come contraccettivo, ma solo una su dieci non la dimentica mai. Il resto? La dimentica molto spesso o la prende a orari sballati.
La metà delle donne usa la pillola per prevenire la gravidanza, mentre una su tre la prende per motivi di salute. La pillola va fortissimo in Sardegna e in Sicilia, dove ne fanno uso il 41% e il 43% delle donne, e anche qui ognuna fa quel che può per ricordarsene.
Se appartenete a questo gruppo, chissà quante volte al minimo accenno di ritardo del ciclo, vi siete dette che alla prossima scatola iniziata, sarete puntuali come un orologio svizzero, per poi continuare a dimenticarvene.
Puntare la sveglia all’orario stabilito, inserire il reminder nel telefono, legarsela al dito, comprare un orologio a cucù con bebè che esce dal pancione all’ora x… Per favore, le smemorate redente suggeriscano metodi per ricordarsi di prendere la pillola anticoncezionale.
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Donne: se il vostro problema è la ritenzione idrica, probabilmente la causa è l’odiata pillola anticoncezionale. E se la prendete esclusivamente per evitare sorprese indesiderate, presto potrete dirle addio e lasciare il fastidioso compito ai maschietti.
Dalla Cina infatti è giunta la notizia di un anticoncezionale per uomini a base di testosterone, sperimentato su 1045 uomini tra i 20 e i 45 anni, con partner tra i 18 e i 35 anni in buona salute. I risultati della ricerca assicurerebbero un’efficacia del 99%. Mi chiedo solo di quell’1% risultato negativo: su quelle 1045 donne, qualcuna sarà rimasta incinta, cosa ne sarà stato dei figli dell’esperimento? Forse mi faccio troppe domande.
In ogni caso, l’anticoncezionale è stato concepito (e scusate il giro di parole) per tentare di far superare i tabù dell’uomo nei confronti dei trattamenti ormonali, considerati nell’immaginario comune una prerogativa esclusivamente femminile o al massimo omosessuale. Il fatto che invece questo “pillolo” sia a base di testosterone, l’ormone più amato dagli uomini, dovrebbe incoraggiare la popolazione maschile ad utilizzarlo.
L’unico problema? Un’antierotica siringa da spararsi endovena: l’anticoncezionale non è stato ancora convertito in una più comoda pillola. Tra le belle notizie invece ci sarebbe una presunta assenza di effetti collaterali e la possibilità di smettere quando si vuole senza conseguenze. Sarà vero?
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Forse siete madri e pensate a come avviare l’argomento con vostra figlia adolescente, che vi ha già confessato di pensarci; forse siete figlie e vorreste che i vostri genitori vi parlassero del sesso in tranquillità, così come vi aprlano di tutto il resto. O forse, nella vostra famiglia, il sesso non è un argomento tabù e da quando avete 12 anni siete a conoscenza di pillola anticoncezionale, preservativi, kamasutra e via dicendo.
Parlare di sesso con i propri genitori, o essere i genitori e parlarne ai figli, non è una cosa semplice: non si sa qual è il limite della conversazione e come spiegarlo, ci si chiede se è il momento giusto e come l’altro affronterà la questione.
Uno studio tra gli studenti delle scuole medie e superiori di Santa Monica rivela che arrivano prima al sesso i ragazzi che passano più tempo senza la presenza di un adulto. Com’è il vostro rapporto con il dialogo sul sesso in famiglia? Ne parlate apertamente o l’imbarazzo tra le generazioni lo sentite anche voi?
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Sono le pugliesi le fortunate, se così la si vede. La regione Puglia, infatti, con la delibera 483 del 31 marzo ha deciso di provvedere a distribuire gratuitamente la pillola anticoncezionale a tutte le donne residenti sul territorio e alle straniere che si trovano nella regione. Ben presto basterà recarsi nei consultori e, su controllo medico, ogni ragazza che la richiederà come anticoncezionale, potrà prendere la pillola.
Da una parte temo l’accorrere in massa di teenager poco informate e l’abuso del medicinale, dall’altra credo comunque che sia giusta la somministrazione gratuita. Voi cosa ne pensate? Ritenete sia giusto potersi recare nei consultori e avere la pillola gratis o è meglio il sistema attuale?
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Ancora vaga e nebulosa la notizia fa capolino in un trafiletto di Repubblica e qualche blog ne parla: tra qualche tempo, se tutto va bene, ovvero se i topi a cui la stanno somministrando in fase di sperimentazione non segneranno un nuovo capitolo della saga dei Gremlins, potrebbe uscire sul mercato una pillola senza estrogeni nè progestinici (dopo quella che eliminava completamente le mestruazioni).
La pillola senza ormoni potrebbe significare una vera e propria rivoluzione tra gli anticocezionali e chi meglio di noi, peccaminose acquirenti del contraccettivo più comodo che ci sia, può testimoniarlo. Assumere con regolarità la pillola, specialmente se non ci si sottopone a specifici esami preventivi, volti a limitare i danni che l’apporto di ormoni può causare sul corpo umano, comporta una serie di rischi (alcuni veri, alcuni tratti dalle migliori raccolte di leggende metropolitane).
Si può ingrassare, è vero, nel senso che la pillola può causare ritenzione idrica, cefalea, può essere dannosa per chi, imperterrita, continua a fumarsi un pacchetto di sigarette al dì, può favorire problemi cardiovascolari eccetera. Grazie alla nuovissima tecnica dell’”interferenza dell’RNA“, sembra che si possa bloccare una proteina responsabile dell’adesione degli spermatozoi alla superficie dell’ovulo… e addio effetti collaterali.
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