Continuiamo la disamina degli errori da evitare nella scelta del costume, secondo i suggerimenti di The Frisky. Il primo è una regola d’oro: siate consapevoli dei vostri difetti per evitare di indossare i capi sbagliati ma non fatevene una malattia, perché è un controsenso che salta all’occhio scendere in spiaggia abbottonate in look coprenti alo scopo di nascondere il rotolino. Spogliatevi e godetevi il vostro sole, c’è sempre di peggio, se vi consola un po’.
Basta guardarsi intorno. Azzimate signore con stampe aggressive o troppo giovanili, fanciulle dalle forme rotonde infagottate in costumi interi da piscina (bene che vada) o quasi premaman (male che vada). Scegliete pure secondo le vostre preferenze di colore, ma chiedetevi, quando scegliete un costume, se non stia meglio addosso a vostra madre o a vostra sorellina di dodici anni. Se la risposta è sì, non va bene per voi.
Avvicinatevi ai modelli più audaci con cautela. Se l’intero pieno di oblò vi piace da morire ma non avete ventre piatto e tonico e fianchi delineati è meglio evitare di mettere un costume che penalizza il vostro corpo, per quanto sia bello, hot e di tendenza.
L’estate è già qui e che abbiate già affrontato la prova costume o non la temiate affatto bisogna comunque fare i conti con gli errori che la scelta di un costume può comportare. Qualche volta rischiamo di lasciarci prendere dalla smania di avere un bikini da urlo ma bisogna considerare quali sono i rischi – stilistici – di certe scelte. Ecco quali, secondo The Frisky.
Prima di tutto bisogna evitare l’errore di prendere la spiaggia troppo sul serio. Potete far parte di chi preferisce curare lo stile anche sul bagnasciuga o di chi se ne frega e preferisce la libertà assoluta, ma in ogni caso tenete presente l’occasione cui partecipate con il vostro costume: se è un cocktail party potete aggiungere un accessorio prezioso, mentre se passate la mattinata sugli scogli a prendere il sole sarà meglio evitare l’overdressing.
Il perizoma, o la brasiliana, annosa questione. Chi se lo può permettere lo indossa più di rado rispetto a chi dovrebbe dare più di frequente un’occhiata allo specchio, ma resta sacrosanto il diritto di chiunque ad indossare quel che preferisce, quindi se proprio vi dà fastidio il posteriore della signora attempata voltatevi dall’altro lato. Si dimostra più stile così che nell’evitare di indossare il capo sbagliato.
La pubblicità della lingerie non dovrebbe rivolgersi alla donne? Anche se spesso l’acquistiamo ad uso e consumo della coppia, se non del nostro compagno tout court, ci piace indubbiamente pensare d’essere noi a condurre certi giochi scegliendo la nostra biancheria intima. Evidentemente da Marisa, marchio brasiliano di lingerie, intendono sovvertire le regole o creare attenzione in una fetta di pubblico che generalmente godeva solo della fase finale della scelta.
Approfittando dei lavori di ristrutturazione del negozio di San Paolo il brand s’è inventato un’impalcatura che lascia sbirciare, attraverso un ideale buco della serratura, quel che succede dietro il paravento, che è rigorosamente rosa. Chi passa e butta l’occhio scopre operai in reggiseno e perizoma, body e tacchi alti (ma con il caschetto di sicurezza). Ovviamente si tratta di modelle, anche se in carne ed ossa e non stampate su manifesti pubblicitari, ma ecco un modo per creare attesa, aspettativa e… pruriti.
Via | TheTrendyGirl
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Cercando una foto di reggiseni, mi sono imbattuta nella foto in questione. E ho scoperto che un reggiseno vecchio, anzi solo la foto di un vecchio reggiseno, può aprire un mondo.
Come me, sarà stata contenta di saperlo, ma probabilmente disturbata da alcune richieste, la proprietaria dei reggiseni in questione. Sembra che i vecchi reggiseni vadanoa ruba: c’è chi li chiede per una buona causa, chi li vuole riciclare, devolvere alla ricerca sul cancro. E questi i lati buoni dell’avere e del devolvere un vecchio reggiseno.
Poi arrivano i lati cattivi: c’è chi li vuole per un sito feticista, chi li chiede per uso personale, e meglio non indagare sul cosa ci voglia fare, chi li colleziona e si offre di comprarli per 50 dollari, chi vuole prenderli per un club del reggiseno. E pensare che i reggiseni vecchi di solito li buttiamo, ignorando la miriade di secondi usi ai quali potrebbero servire, e gli appassionati che potrebbero soddisfare. E voi, siete pronte a devolvere o regalare i vostri vecchi reggiseni?
Foto | Flickr
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Lindsey Wieber Boyd è TheLaundress, un guru a New York in fatto di lavaggi e candeggi, che ha trasformato la sua conoscenza sul lavaggio dei capi in un’avventura mirata alla sostenibilità e alla condivisione, grazie al suo blog.
Vediamo quindi quali sono i suoi consigli su come lavare i reggiseni, capi preziosi, delicati e costosi che non vorremmo mai distruggere senza averli usati e mostrati abbastanza. La colpa è della lavatrice, il cui programma per i delicati non è abbastanza delicato per i reggiseni e per i capi di lingerie più preziosi.
Passare le coppe e le bretelle del reggiseno con una saponetta di Marsiglia, poi mettere il reggiseno a bagno in acqua tiepida con un po’ di detersivo per capi delicati, strofinare più volte. Lasciare a bagno per una notte intera, sciacquare ed avvolgere il capo in un asciugamano prima di stenderlo. Trovate qui un video con tutti i passaggi consigliati da Lindsey.
Foto | Flickr
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Sarebbe interessante svolgere uno studio approfondito sul perchè le tette, oltre che oggetto del desiderio da parte degli uomini, siano anche oggetto del “design” più stravagante e discutibile che esista.
Sarà la loro presunta forma, che poi cambia da caso a caso, sarà perchè l’idea che si possano “prendere” in mano suscita immediate e ovvie associazioni di idee, ma rimane il fatto che le tette ispirano i reggiseni più impensabili.
Come i reggiseni-rubinetto, quelli con i guantoni da baseball, quelli luminosi a led o quelli a tema marino, con vistosi pesci o granchi. Di quello con il countdown e di quello con le buche da golf, ne avevamo già parlato. Ma vogliamo parlare di tutti gli altri?!? Alzi la mano chi indosserebbe, in intimità con il suo uomo, ad esempio quello con i vasi o quello con i peluches. Quanto meno scomodi; in quanto al sexy poi, sorvoliamo…
Continua a leggere: Tette: i reggiseni più stravaganti per vestirle
Non parliamo di un reggiseno su misura in senso stretto, perché la taglia si sceglie in modo tradizionale, ma qui le coppe diverse lo sono anche nell’aspetto oltre che nelle dimensioni: il reggiseno si compone scegliendo colori, decorazioni e finiture diverse, per un effetto un po’ insolito e per le eterne indecise. Per di più in questo modo ad un solo reggiseno si possono accostare diverse mutandine senza dannarsi acquistandole doppie per ogni coordinato.
In realtà l’idea di Fruit of the Loom ha origine proprio dal problema di alcune donne di trovare reggiseni dalla vestibilità perfetta perché spesso accade che la taglia del seno sia lievemente diversa tra l’uno e l’altro. D’altronde nulla vieta di scegliere due coppe identiche nel colore e diverse solo nella taglia per mantenere l’aspetto tradizionale del reggiseno. Ma l’idea di poter combinare le diverse coppe è irresistibile. Si possono acquistare su Amazon a 5 dollari l’una.
Via | Fabsugar
Continua a leggere: Il reggiseno fai da te scegliendo le coppe diverse

Ci inganneremmo se pensassimo che il push-up è un espediente moderno per tirare su quel che non vuole saperne di star su o per illudere chi ci guarda che c’è più di quanto non si sospetti. Il primo push-up della storia non avrà il fascino di un balconcino di fine pizzo dei nostri giorni ma faceva il suo dovere anche ai suoi tempi: è stato inventano ai primi dell’Ottocento.
È stato esposto a Londra al Museo della Scienza dove l’antenato centenario del WonderBra ha fatto bella mostra di sé ammiccando da una vetrina con le sue grossolane coppe imbottite e un tentativo civettuolo con il dettaglio in pizzo a far capolino. Certo a quei tempi l’affare era assai più privato di quanto non lo sia oggi ma sebbene non abbia conosciuto le grazie di Eva Herzigova possiamo star certi che qualche bellezza ottocentesca avrà saputo farne buon uso.
Via | Newslite

Che i pesticidi abbiano un merito fuori dall’ambito agricolo è tesi ardua da sostenere, soprattutto quando si parla degli effetti indiretti di sostanze chimiche sull’organismo umano. Ma in questo caso, forse più che di colpa si può parlare di merito, perché la conseguenza involontaria dell’uso dei pesticidi è ben accolta sia dalle donne che dagli uomini: l’impiego dei pesticidi ha fatto crescere il seno delle donne.
In Europa aumentano sempre di più le richieste di reggiseni di taglie superiori, e l’aumento degli ormoni che fanno crescere il seno si può attribuire all’uso dei pesticidi usati in agricoltura, che influenzano lo sviluppo ormonale, facendo aumentare il livello degli estrogeni. A sostenerlo una ricerca dell’Università di Portsmouth che ha analizzato i casi di 300 donne britanniche, rilevando l’aumento del volume delle tette sia nelle donne grasse che in quelle magre, scagionando l’aumento medio di peso dall’accusa di essere il responsabile della crescita del seno.
L’assunzione di cibo trattato con pesticidi fa sì che gli ormoni sessuali dell’età della pubertà siano in numero maggiore rispetto al passato, senza che però si sappia quali possono essere i lati negativi di questo eccesso sulle cellule. Per il momento non si parla di un vero e proprio allarme pesticidi, che continueranno ad essere usati in agricoltura, favorendo l’aumento del seno delle donne e la vendita di reggiseni di taglie grandi.
Foto | Flickr
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Mistificazione, dicono alcuni. Altre chiariscono: sopravvivenza. Parliamo dei reggiseni imbottiti, vere e proprie armi da guerra nella lotta della seduzione, dove tocca sgomitare per far notare il proprio décolleté naturale ancorché mignon fra traboccanti tette finte e gonfie come mongolfiere: il progetto della fanciulla del video che mostra ironicamente un dramma che tante donne condividono. È il nuovo spot di Lovable e del suo nuovo reggiseno che promette di sollevare le sorti delle vostre tettine senza imbrogli.
Peccato che la giovinetta scarsamente dotata abbia già fatto ricorso a disparati condimenti celati dentro le coppe del suo reggiseno taglia prima: persino un coniglietto tirato fuori come da un cilindro e che contribuisce alla magia della taglia in più. Il video è divertente, non fosse che sta letteralmente bombardando la rete con un’invadenza rara, aprendosi con tanto di audio e maxischemo nei momenti meno opportuni in una miriade di siti (ovviamente tutti femminili).
Ma più che il video in sé occorre soffermarsi sul suo messaggio, che in fondo affronta una questione da sempre dibattuta tra chi non vanta taglie da maggiorata: meglio tenersi le proprie minute grazie onde poi ricorrere a trucchetti posticci oppure cedere al ritocchino definitivo anche se più invadente della chirurgia? Il che risolleva un altro punto: ma perché siamo sempre così dannatamente insicure?
Continua a leggere: Tette piccole e conigli nel reggiseno: lo spot del nuovo Lovable Power Lift