
Le donne in carriera, quelle che rischiano l’infertilità ma riescono a conciliare benissimo lavoro, famiglia, vita sociale, salute e figli per me hanno sempre avuto qualcosa di straordinariamente robotico, ma oggi la scienza ci dice che più che alle macchine assomigliano agli uomini.
Le donne in carriera hanno qualcosa di maschile, cioè un alto livello di testosterone, che le spinge a rischiare di più e a conquistare livelli di carriera superiori. A parità di testosterone, uomini e donne hanno la stessa propensione al rischio.
I dati provengono da una ricerca dell’università di Chicago da parte di due ricercatori italiani e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science. Più è alto il livello di testosterone nella donna, più questa è propensa al rischio, e più probabilità avrà di lavorare in settori legati all’economia e alla finanza.
Oltre all’inclinazione personale, a fattori socio-culturali si aggiunge oggi quella che sembra essere la causa prima della propensione della donna al rischio e della conseguente scelta del lavoro: è biologica e ci fa assomigliare sempre di più a quell’essere uomo che tanto amiamo e poco comprendiamo.
Foto | Flickr
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Da tre giorni è nelle sale Transformers - La vendetta del caduto e sarà sulla scia della rinata attenzione ai robot che anche Gundam torna sulla scena. Ma torna in rosa e pieno di strass, molto HelloKittyzzato.
Mi sa che anche Gundam vuole essere donna, o forse tanto abile e valoroso, è sempre stato donna ma costretto a fingersi uomo, un po’ come Lady Oscar… Secondo voi? I cugini di queer sostengono che questa versione rosa sia un Gundam gay.
Per me è una donna, una signorina con tanto di perizoma sotto l’armatura, una stratega abile e sexy. Ad ogni modo era tra la lista dei sogni attaccata dietro al pc di ogni Geek girl avere Miss Gundam rosa sulla scrivania. Finalmente è arrivata a salvarci!
Qualche tempo fa un’azienda americana aveva lanciato sul mercato l’ennesimo robottino che obbedisce e risponde agli stimoli. Si chiamava Robosapien. Adesso è arrivato il lancio della versione femminile del robot, che si chiama Femisapien. Che ricorda molto da vicino quello che già la Sega Toys aveva pubblicizzato come robot per single.
Ma sapien(s) un corno, aggiungiamo senza mezzi termini, dal momento che ricalca in tutto e per tutto gli stereotipi più banali: lungi dall’essere capace di operare come il proprio corrispettivo maschile, infatti, la donna robot non sa far altro che danzare, simulare un bacio e assumere pose provocanti. Certo sempre meglio dei rutti di cui era stato reso capace il Robosapien. D’accordo, anche questo è uno stereotipo.
Anche supponendo che i creatori - saranno tutti uomini? - siano dotati di una massiccia dose di ironia o al contrario di una grande carica provocatoria (doti che generalmente sono più accentuate nelle donne), non abbiamo forse ogni ragione per prendercela visto che sembra essere diventata una mania quella di creare robottini femminili belli e stupidi? Una volta c’era solo la bambola gonfiabile…
Via | Popgadget.net

Il Giappone, paese culturalmente progressista per quanto riguarda la condizione femminile nella società (leggi ironia tra le righe) ha sfornato l’ennesimo prodotto tecnologico soft-core. Peggio di una bambola gonfiabile può esserci solo la bambola-fidanzata robot, che nella fattispecie è alta 38 cm, balla, cammina ancheggiando, elargisce bigliettini da visita e baci.
Prodotto dalla Sega Toys, il prodigio ha il nome vagamente “umanofono” di E.m.a. (Eternal Maiden Actualization) e verrà venduta come robot per uomini singles da Settembre, alla cifra di 175 dollari.
Ora, io non sono un uomo single, ma mi riesce difficile pensare che si sopperisca alla mancanza di una fidanzata con un giocattolo che ricorda tanto Buzz Lightyear. Come se il rapporto umano ed affettivo si potesse sostituire con la “modalità amore” che fa dare alla bambola baci a chi le si avvicina abbastanza da far scattare i suoi sensori infrarossi.
Se fossi uomo mi sentirei preso in giro dalla Sega Toys, se fossi donna - quale sono - mi sentirei offesa dell’ennesimo fantoccio che ci assimila alla condizione di oggetto, se fossi un robot-fidanzata per uomini singles rinnegherei il mio ruolo e fuggerei assieme a Buzz, verso l’infinito ed oltre.
Via | Engadget
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Con un design che ricalca la culla classica, NANC-E, uno degli ultimi robot progettati dalla Buy n Large, può far “risparmiare” sulla baby-sitter. Canta ninnananne, monitora costantemente la salute e il buon umore del pupo, lo nutre grazie a speciali tentacoli meccanici e non fa avvicinare nessuno che non sia a conoscenza della parola d’ordine.
Fantascienza, follia, o progresso? A vederlo così NANC-E sembra una capsula asettica, la culla del figlio di Spock o il robot protagonista di un film animato (come WALL-E, la prossima produzione della Pixar in uscita a primavera), un robot che, almeno in teoria, sembra volersi sostituire al necessario contatto diretto tra genitore e figlio.
A vederli così sembrano delle sorpresine deludenti, uscite da una palla di plastica caduta dalla macchinetta in cambio di due euro buttati. In realtà questi anelli by Switchring sono oggettini potenzialmente cool.
Innanzitutto per il design: 6 alternative grafiche tipicamente geek, tratte dai video-games e dal pop, in 10 colori diversi, stampate sull’anima centrale, una specie di mezza luna, da corredare con una coppia di anelli.
Poi per la strategia di vedita: per $9,90 ti arriva a casa un kit a sorpresa, composto da due anime più due coppie di anelli intercambiabili, il tutto scelto rigorosamente a caso. Nel senso che se ti piace il robottino fuxia tra le nuvole e ti arriva l’esplosione arancione devi accontentarti o ritentare, con il rischio di ricevere i funghetti neri e così via…Bastardi.
A prima vista direste che non ha niente di diverso da un comune robot da cucina. In effetti è proprio un robot, prezioso alleato nelle preparazioni quotidiane. Sì, ma non alimentari. Perché in questo caso parliamo di cosmetici. Fatti in casa.
Per quanto le ricette della nonna siano sempre valide e universalmente lodate, bisogna riconoscere che un aiuto tecnologico mancava. Si chiama MyBeautyFarm, è figlia di un’azienda umbra. Presentata al Cosmoprof 2007 a Bologna, è stata segnalata anche da Greenplanet .
Il funzionamento è semplicissimo e nella confezione vengono forniti ricette, dosaggi e materie prime per confezionare in trenta minuti tutti i rimedi di bellezza immaginabili. Non solo creme e cremine, ma anche bagnoschiuma, shampoo, balsami, saponi. Per di più naturalissimi, perché tra le ricette è previsto anche l’uso di prodotti del tutto naturali come la frutta fresca, mentre le basi in crema incluse nella confezione sono certificate ICEA.