
Quando una storia finisce tutti, soprattutto quando siamo noi a essere state lasciate, amiche e parenti ci dicono che è meglio così e che lui non sa cosa si perde, ma lo capirà presto. Finché non accettiamo la rottura, soltanto noi sappiamo cosa siamo capaci di fare: quando un amore finisce scatta la tendenza a fare pazzie, a partire dal taglio di capelli, segno di voglia di cambiare e di darci un taglio, con tutto.
Quando si viene lasciate si è in uno stato confusionale, soprattutto se non ci si aspettava di essere scaricata da un momento all’altro. Per rabbia, per ripicca, o soltanto per dimostrare a noi stesse di poter andare avanti, cominciamo a guardarci intorno e a compiere gesti bizzarri. C’è chi si iscrive a community per single online, chi si dispera condividendo sul Facebook stati strappalacrime, chi esce e va davvero col primo che capita.
C’è chi dopo la rottura prova a far sesso con due uomini per sentirsi desiderata e chi parte per un viaggio in solitario intorno al mondo, chi testa la propria eterosessualità andando con un’altra donna che non si sa mai, chi si dà all’autoerotismo e chi alla Maglia&Crochet. Ognuna a modo suo, ogni donna fa cose che mai avrebbe pensato di voler fare. E voi cosa avete fatto? Qual è stata la pazzia più grande, o la cosa più insolita, dopo la fine di una storia?
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Se siete tra le sostenitrici della teoria secondo la quale l’unica cosa che gli uomini trovano romantica è la Play Station, e al massimo la Shii, troverete conferma in molti degli argomenti cinici di questo post. Per tutte le altre c’è un po’ di speranza: non è che agli uomini non piaccia il romanticismo, è che vedono le cose in maniera diversa rispetto a noi, ma, a volerla vedere, una vena romantica esiste anche in loro. Così sostengono su Dating101, interpretando in modo cinico o romantico i gesti di mariti e fidanzati, che sono romantici anche se non sembra affatto che lo siano, né ammetteranno mai di esserlo, ma tutto dipende da come vediamo noi la cosa.
Il vostro fidanzato non vi scriverà mai lettere d’amore, né mail sdolcinate, ma vi manda un messaggio all’improvviso scrivendo che vi pensa: le prime sosterranno che non sa come cavarsela, le seconde sorrideranno felici. Inutile chiedergli se il vostro nuovo profumo gli piace o non gli piace, penserà sempre che il vostro odore naturale sia l’afrodisiaco più potente che esista ed il più buono tra tutti i profumi della terra. E questo non è romanticissimo?
Per natura un uomo non ci tiene quanto una donna a fare tutto insieme: se vi piace il calcio sarà felice di vedere insieme a voi la partita la domenica pomeriggio, e se la squadra del cuore vincerà, sicuramente vi sarà riservata una sessione di baci e coccole extra. Ma se siete voi a volerlo fare per fargli piacere, è inutile: l’uomo sa di avere accanto una donna, non si offenderà, ed è proprio per quello che sta con voi. Le ciniche lo prenderanno per mancanza di attenzione verso la coppia, le altre approfitteranno della domenica calcistica per vedere le amiche.
Allora, siete pronte a cercare la vena romantica nel vostro uomo o preferite arrendervi al fatto che è uomo e continuare a sognare il Principe Azzurro che arriverà col cavallo bianco coprendovi di petali di rosa? A voi la scelta, ma mi è giunta voce che anche il Principe sia uomo e pare che al posto delle briglie oggi ci sia una console…
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Arrivano direttamente dal canale WatchMojo alcuni buoni consigli per i single:
1) Mai paragonarsi agli altri
2) Uscite più spesso. La persona giusta non viene di certo a bussare alla vostra porta.
3) Cercate di assomigliare alla persona che vorreste attrarre.
4) Sappiate rompere gli schemi. E’ importante per andare avanti e per trovare la persona giusta per voi.
5) Siate sempre voi stessi, da soli o in compagnia.
6) (valido solo per le donne) Frequentate uomini più giovani, non c’è bisogno di spiegare perché.
Saranno utili? A voi l’ardua sentenza.
Incredibile, ma vero. D’altronde la matematica si applica a tutti i campi, anche i meno apparentati con numeri e formule. Un giovane ricercatore di economia ha dunque messo a punto un’equazione, basandosi sull’Equazione di Drake, che spiega perché si è single.
Nella formula prende in considerazione il numero di ragazze potenziali esistenti a Londra per una persona single e i risultati sono poco incoraggianti, a quanto pare. Se pensiamo che quella formula è stata ideata per ipotizzare la presenza di altre civiltà evolute nell’universo, lo scoramento è quasi d’obbligo.
Peter Backus, questo il nome dell’avventuroso giovane economista, ha voluto sperimentare questa formula dopo essere rimasto single per tre anni, per spiegarsi com’è possibile che in una città piena di gente come Londra sia tanto difficile trovare una compagna.
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Rompere una relazione non è mai stato semplice, ma i messaggi sul cellulare e ora lo status su Facebook aiutano chi non vuole prendersi la responsabilità di comunicare all’altro che la storia è finita, morta, the end. E’ così che si usa lasciare e distruggere un amore ai tempi della rete, cambiando il proprio status su Facebook da in una relazione a single. In un attimo l’altro saprà immediatamente di essere stato lasciato e lo sapranno amici, parenti, genitori, gente che se t’incontra per strada non ti saluta ma su Facebook sa tutti i fatti tuoi.
Ed è proprio il Facebook, con la sua logica di relazioni virtuali, la causa stessa di rotture e divorzi. In Inghilterra, il 20% dei divorzi è causato direttamente o indirettamente dal Facebook: c’è chi rompe perchè ha scoperto il marito a chattare segretamente in fascia non protetta con un’amica di un0amica che non ha mai visto né incontrato, chi scopre di essere stata lasciata grazie allo status su Facebook, e chi scopre che il proprio convivente sul facebook risulta single.
Questi sono solo alcuni degli esempi delle rotture causate dal magico facebook, il mondo virtuale dove tutto è possibile, ma sono sicura che ognuna di voi avrà già avuto modo di sperimentare gioie e dolori del nuovo appassionante social network: Facebook, ovvero la via più semplice e indolore per far finire un amore. Se per caso doveste sfortunatamente trovarvi a fronteggiare il nuovo status di vostro marito sul Facebook, Fritha ci ricorda che ora ci sono i saldi anche sui divorzi.
Pare che all’uomo italiano piaccia sempre di più fare il casalingo, e sono circa 5.000 in tutto lo stivale gli uomini che hanno deciso di rimanere a casa ad occuparsi dei figli e delle faccende domestiche, mentre le mogli vanno al lavoro.
La provincia italiana con più casalinghi è quella di Brindisi, con 41 casalinghi dichiarati, mentre il comune più rispettoso del ruolo è qullo di Pietrasanta, che ha tra le professioni in uso sulla cartà d’identità anche quella del casalingo. Il riconoscimento del ruolo del casalingo si deve a Fiorenzo Bresciani, fondatore dell’Associazione Casalinghi, marito, padre e casalingo da molti anni, che ha condotto la sua militanza personale affinchè il ruolo fosse riconosciuto dal suo comune.
L’uomo casalingo a volte si sente vittima di pregiudizi, soprattutto da parte delle donne, convinte che nessun’altro riesca ad occuparsi di casa e figli bene quanto loro e di stereotipi riconducibili a modelli e ruoli della società che difficilmente tengono oggi, in una società dove le donne sono superwoman, i single sempre di più, e i casalinghi fieri di esserlo.
E ora passo la parola a voi signore e signorine che leggete Pinkblog: che dite, lo vorreste un uomo casalingo di professione, che lavi, stiri, cucini, accompagni i bambini a scuola o preferite l’uomo vecchio stile, quello che va a lavorare e porta il pane a casa, mentre voi continuate a lottare in equilibrio precario tra i mille compiti di una superdonna?
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La favoletta del principe azzurro oramai non convince più nessuno. Per evitare di ritrovarsi ancora con una zucca in mano ed il cuore infranto, Daniela Fusco, autrice emergente di origini napoletane, descrive le 30 categorie maschili che ha incontrato fino ad oggi. Di ciascun uomo riporta caratteristiche, atteggiamenti di coppia e tecniche di fuga.
Con uno stile irriverente, intriso di sfrontata napoletanità e ironia, descrive i suoi principi azzurri, che sono ben diversi da quelli di cui ci hanno sempre raccontato le nostre mamme: il Peter Pan, il Cocco di mamma, la Piattola, lo Zerbino. E tra una categoria e l’altra prende vita Igor, l’uomo perfetto che ogni donna desidererebbe avere al proprio fianco.
Tra ironia, dubbi, sorrisi, senso del grottesco e del ridicolo, e un pizzico di cattiveria, questo libro guida le donne nell’imprevedibile mondo della “singletudine” e stuzzica gli uomini incuriositi dalla possibilità di rivedersi in una delle tipologie, tutte bizzarre ma aderenti alla realtà in maniera fresca e leggera.
“I miei primi 30. Irriverente manuale sul maschio moderno” secondo romanzo della collana Nasiallinsù di Edizioni Graf, vuole dare nuova luce alla visione femminile della vita, a quello sguardo disincantato delle donne costrette a rivisitare in chiave moderna la favola classica a lieto fine. Il libro verrà presentato per la prima volta al pubblico il 23 novembre alle ore 18.00 presso la Feltrinelli di Napoli (via S. Tommaso D’Aquino 70, adiacenze via Roma).
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La seduzione parte dagli occhi. Questa volta chi ammalia non è la donna, ma l’uomo. E’ quanto risulta dal sondaggio effettuato tra i single italiani da Speed Date, l’organizzazione che si occupa di programmare eventi e vacanze per single.
Alla domanda “Qual è la parte del corpo maschile che affascina di più”, il 38% delle italiane risponde gli occhi, al secondo posto il fondoschiena (28%), seguono spalle (16%), bocca (11%) e mani (7%).
Scendendo più in particolare, sono soprattutto le donne del Sud Italia, ben il 40%, che la ritiene la miglior arma di seduzione. Le donne del Centro lo scelgono nel 36% dei casi, mentre quelle del Nord solo nel 24%. Le settentrionali, invece, sono più sensibili al fascino del fisico e costituiscono così il 37% delle single che valutano il fondoschiena la parte più irresistibile in un potenziale partner. Seguono le donne del Centro (35%) e del Sud (28%). Per quanto riguarda, invece, le fasce di età, le più attratte dallo sguardo sono le over 40 (41%), seguite dalle single tra i 30 e 40 anni (30%) e infine dalle ragazze dai 20 ai 30 anni (29%).

Jo Thompson ha 46 anni ed è madre di cinque figli, ha un marito con cui ha un rapporto normale con il quale ha passato gli ultimi 26 anni a crescere i 5 figli, senza avere il tempo di pensare a se stessa. Finché un giorno ha deciso di lasciare tutto e tutti e partire per un giro intorno al mondo.
In un articolo da lei scritto al quotidiano inglese Telegraph, confessa di non aver mai sentito la mancanza delle avventure giovanili, dei viaggi, delle feste, perché l’amore e l’arrivo dei 5 figli ha compensato queste mancanze. Ma un giorno, all’improvviso, trovatasi in piena crisi di mezza età, ha capito che quella non era la sua vita, o forse la vita che avrebbe voluto, e ha deciso di prendersi una pausa dalla famiglia, dal marito, dai figli.
Il 6 settembre, a bordo di Oz-Bus, partirà alla scoperta del mondo: da Londra alla Cappadocia, da Vienna al Taj Mahal, da Parigi a Bali, tutto il mondo aspetta Jo, desiderosa di scoprire nuovi luoghi e assaporare l’avventura del viaggio da single.
Gli amici non approvano la sua scelta, i figli più grandi la accusano di essere egoista e i più piccoli sono preoccupati su chi fornirà loro pranzi e cene, senza la mamma. Il marito disapprova anche lui, e dà la colpa alla menopausa. Voi, che ne pensate della scelta di Jo, la mamma di 46 anni che lascia i suoi figli per un giro intorno al mondo?
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Questa non è una guida al divorzio e neanche una serie di suggerimenti per liberarsi di un marito o compagno, ma una breve lista di quel che fa fuggire un uomo e che alle donne spesso riesce troppo bene: cioè mandare in pezzi un matrimonio. Se quello che volete è tornare single allora andate avanti senza paura. Ma se quello che desiderate è tenervi stretto il vostro uomo, forse sarà meglio evitare certi comportamenti.
Una delle ragioni principali per cui un rapporto si incrina, dicono gli studiosi, è la gelosia sfrenata. Un po’ di gelosia è, sostengono in molti, sana e sintomo di buona salute dell’unione. Dimostra interesse, persino lusinga. Ma quando diventa incontrollata non è più solo malsana, ma fa letteralmente scoppiare: chi la prova, chi la subisce e la coppia in definitiva.
Il sesso come arma di manipolazione poi diventa la più sottile perversione che i sessuologi sconsigliano caldamente: ottenere ciò che si vuole a letto dimostra che il dialogo è diventato quasi impossibile, che siete disposte a tutto pur di arrivare dove volete ma senza tener conto dell’altro. Né più né meno che una violenza al rapporto. Lo stesso vale al contrario: ostentare il fatidico mal di testa quando lui non ci dà o non fa quel che vogliamo, punendolo con l’astinenza, finisce per logorare il rapporto e rendere il sesso mera moneta di scambio.