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25 novembre 2009: i primi dieci anni della "Giornata contro la violenza sulle donne"

pubblicato da AkiraZhong in: Uomini Donne Politica Società Cultura

Il 25 novembre venne scelto dall’ONU come data internazionale della lotta contro la violenza sulla donna per ricordare la vicenda delle tre sorelle Mirabal, dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente uccise nel 1960.

I diritti delle donne sono diritti umani. I diritti umani universali non sono diritti dell’uomo“. Troppo spesso i diritti delle donne vengono ignorati. E’ per questo che le Nazioni Unite hanno istituito nel 1999 questa giornata internazionale al fine di sensibilizzare governi, istituzioni governative e non, società civile, mezzi di comunicazione di massa.

Quante volte si parla di episodi di violenza che ci fanno rabbrividire e pensiamo che siano tanto lontani da noi? E’ quanto di più sbagliato possiamo fare. In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo.

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Quando lo stupro diventa un gioco, RapeLay

pubblicato da AkiraZhong in: Uomini Erotismo Donne Società Cultura



La scena si apre in una stazione della metropolitana. In una grande città del Giappone. Forse Tokyo, o Kyoto, o magari Yokohama. Una ragazza, minorenne, aspetta il treno. Con l’ingenuità e la malizia di cui un’adolescente è capace, ammicca ad un uomo.

Il potere ce l’ha chi ha in mano il joystick. Nessun alieno colpirà la Terra. Nessuna creatura mutante mangerà la giapponesina. E voi non vi trasformerete in nessun Matzinger o cavaliere o paladino della giustizia per salvarla. Al contrario, il mostro è proprio chi comanda il gioco. “Mostro”, tra l’altro, è un termine appropriato per definirvi. Altre varianti possono essere: maniaco, psicopatico, malato di mente e chi più ne ha più ne metta.

Sto parlando del videogioco intitolato “RapeLay”, gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto”, ultima novità dei passatempo proveniente dal Giappone in cui il giocatore deve stuprare la prima ragazza minorenne che incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre. Pensavate di sapere tutto sulla violenza virtuale? A quanto pare uccidere buoni, cattivi, innocenti, vecchi e bambini, o scatenare guerre termonucleari non basta più. E la Illusion, una società specializzata di Yokohama, ha pensato di non rimanere indietro. Nel 2006 ha lanciato questo nuovo prodotto, destinato al solo mercato nipponico, ma per qualche strano motivo è riuscito a varcare i confini dell’Occidente ed a finire ovviamente su Amazon e eBay, finché le proteste di associazioni e autorità in Usa e Regno Unito non sono riuscite a farlo bandire dai due siti Web.

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Violenza sulle donne: mostra a Firenze

pubblicato da Gaiumi in: Donne Cultura

Violenza sulle donne: mostra a Firenze

Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare ad una Mostra a Firenze sul tema delicato e scottante sulla violenza delle donne. L’evento era a favore del V-Day, organizzazione nata come campagna mondiale per fermare la violenza contro le donne e le bambine. Quest’anno la Campagna di enfasi del V-Day mette in evidenza le atrocità che vengono commesse nella Repubblica Democratica del Congo, dove lo stupro viene usato come arma di guerra per torturare, violare e umiliare donne e bambine. Oltre ad un pesante impatto psicologico, molte sopravvissute rimangono con lesioni genitali ed altre ferite fisiche, oltre a gravidanze non desiderate e infezioni trasmesse sessualmente. C’è un impunità quasi totale nei confronti di questi crimini e non c’è sostegno alle sopravvissute violentate.

Particolare interesse ha destato l’opera dell’Associazione Culturale Delle Meraviglie, un manichino “violentato” con scritte oscene, ferite e simboli sessuali espliciti.

L’Associazione è formata da un gruppo di amici e collaboratori di Veronica Locatelli, regista e montatrice di cortometraggi e videoinstallazioni, scomparsa il 16 luglio scorso precipitando dai bastioni del Forte Belvedere di Firenze. Per accertare le eventuali responsabilità di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza del Forte, la procura della Repubblica di Firenze ha aperto un’inchiesta in cui si ipotizza il reato di omicidio colposo, tenendo conto che già due anni fa si era verificato un incidente analogo, costato la vita a Luca Raso, un ragazzo di 22 anni.

“Questo evento terribile, oltre a privarci di una grande amica, ha secondo noi interrotto un importante e originale percorso creativo, sostenuto da una grande sensibilità umana e da un pensiero sempre lucido, ironico ed estremamente “laterale”.”

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“I was raped”: una T-shirt per smuovere le coscienze

pubblicato da principessa sara in: Donne Politica Società

T-shirt, "I was raped", campagna sociale, Jennifer BaumgardnerQuasi non passa giorno senza dover ascoltare notizie di donne stuprate, accoltellate o minacciate, e il dibattito sulla sicurezza tiene banco ormai su tutta la scena pubblica, tra trovate fantascientifiche come il braccialetto proposto da Rutelli e appelli sulla fortissima necessità di rendere più sicure e vivibili le strade della nostra bell’Italia.

Il problema è serio, le soluzioni difficili da attuare, ma c’è chi non si arrende e decide di provare un’altra strada per tentare di smuovere le coscienze. Sto parlando di Jennifer Baumgardner, una femminista statunitense non nuova a campagne shock a favore dei diritti delle donne. Dopo la maglia su cui campeggiava la scritta “I’ve had an abortion”, questa volta a far parlare sono tre semplici parole “I was raped”, scritte con una bella grafia femminile e poste in una cassaforte aperta.

Jennifer non ha mai subito un abuso, benché l’abbia vissuto da vicino attraverso i racconti di sua sorella, ma ha deciso di mandare avanti questo progetto, per far capire quanto sia diffuso il fenomeno e quanto sia importante rompere quel muro di silenzio e vergogna che isola la maggior parte delle vittime di questo terribile crimine. La T-shirt può essere acquistata su Scarleteen; perché indossarla? Jennifer fornisce queste otto inattaccabili ragioni:

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