Il governo del Sud Africa ha avviato il confronto pubblico sulla nuova legge che, entro il primo dicembre, dovrebbe legalizzare le unioni fra persone dello stesso sesso.

A un anno dalla storica sentenza della Corte Costituzionale, dunque, anche il paese africano si allineerà agli stati con la legislazione più avanzata in materia.

Il progetto del governo, però, si è conquistato una folta schiera di oppositori e critici. Da un lato la chiesa cattolica – ma non quella anglicana – e i settori più conservatori della società, che tuonano contro la perdita dei valori e la minaccia, manco a dirlo, alla solidità della famiglia.

Dall’altro le organizzazioni per i diritti delle persone omosessuali e tutto il movimento glbt, che vede nella legge un compromesso: si ottengono, è vero, i diritti del matrimonio, ma non c’è vera uguaglianza. Come invece chiedeva – anche da un punto di vista simbolico – la sentenza della Corte.

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