Elsa Fornero e la rappresentazione della donna in tv: mi sento offesa

elsa fornero

Sanremo sta creando non pochi problemi alla Rai quest'anno, lo dicevamo ieri. Anche se, naturalmente, vorrei che tutta l'indignazione per Sanremo prendesse corpo anche per tante, ma tante altre trasmissioni televisive, che propongono donnine semi svestite nonché lo stereotipo della donna bella, scema e consenziente.

Ad ogni modo, oggi parliamo del Ministro per le Pari Opportunità Elsa Fornero, che ha detto quanto anche lei si senta offesa da certe trasmissioni. Anche questo ministro, in realtà, ha fatto discutere all'inizio del suo mandato: le sue lacrime erano vere? Erano segno di empatia per noialtri poveracci? Avrebbe fatto meglio a tenersele visto che stanno tartassando nuovamente noi invece delle fasce più ricche?

Storia, no? Eppure il dibattito sta davvero prendendo piede. Se volete dare un'occhiata ad alcuni dei pareri espressi dai telespettatori in merito, vi invito a recarvi dai colleghi di Tvblog, che scritto un post in merito. Per quanto mi riguarda, ho trovato interessante la lettera a Fornero di Giorgia Vezzoli, online sul suo blog Vita da streghe.

L'indignazione è sacrosanta, ma non è sufficiente. Cambiare canale? Voltarsi dall'altra parte? Qui c'è in gioco non semplicemente un palinsesto televisivo da rendere più decente e coerente. Qui c'è in gioco un'idea della donna che somiglia ad una bambola gonfiabile, che firma ancora dimissioni in bianco nel caso in cui dovesse restare incinta, che viene considerata una proprietà e non una persona (in Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni).

Certo, c'è comunque da essere un po' soddisfatte. Invece di darsi pacche sulle spalle e ammiccare, ora in rete, nei blog, negli ambienti della politica si comincia a percepire il reale problema. L'importante, care Pinkies, è non delegare tutto a loro: esigete rispetto, sempre, comunque, dovunque.

Foto | Polisblog

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