Sei incinta? La Rai ti licenzia se il tuo rendimento cala

Clausola gravidanza Rai

C'è chi sostiene che storie come quella della farfallina di Belen, che generano molta eco e numerosi dibattiti, servano in realtà a distrarci da temi ben più gravi. Ed ecco che a confermare questa teoria arrivano i post che citano la clausola numero 10 del contratto Rai, quella che vedete nella fotografia di apertura del post.

In rete stanno girando molto velocemente e tra i miei contatti si sta scatenando il putiferio. Comprensibile, visto che si tratta della Rai. A pensarci bene, però, è la stessa Rai che da anni ci propina un'idea di donna. La stessa Rai in cui Fiorello ha il suo one man show (meritatissimo, certo) ma la maggior parte dei suoi ospiti sono uomini. La stessa Rai in cui le donne che riescono ad arrivare a programmi importanti sono rarissime e comunque legate a temi da sempre considerati più femminili che maschili (programmi di cucina, green, talk show pomeridiani di pettegolezzi eccetera).

Ci stupiamo forse che la televisione che rappresenta noi italiani contenga un testo come questo? Eccolo, se non riuscite a leggerlo:

Nel caso di sua malattia, infortunio, gravidanza, causa di forza maggiore od altre cause di impedimento insorte durante l'esecuzione del contratto, Ella dovrà darcene tempestiva comunicazione. Resta inteso che, qualora per tali fatti Ella non adempia alle prestazioni convenute, fermo restando il diritto della Rai di utilizzare le prestazioni già acquisite, le saranno dedotti i compensi relativi alle prestazioni non effettuate. Comunque, ove i fatti richiamati impedissero a nostro parere, il regolare e continuativo adempimento delle obbligazioni convenute nella presente, quest'ultima potrà essere da noi risoluta di diritto, senza alcun compenso o indennizzo a suo favore.

Il passaparola sembra sia cominciato grazie al blog #erroridistampa, il blog dei giornalisti precari di Roma, che chiedono, in una lettera aperta al direttore Rai Lorenza Lei, non solo di eliminare il punto 10, ma anche di procedere alla stesura di contratti regolari che corrispondano alle reali mansioni svolte in sede dai giornalisti.

Non so come andrà a finire. Certo che, da blogger e navigatrice accanita, non posso non notare che ormai la trasparenza delle aziende sta diventando una necessità inderogabile. Non si può più nascondere niente sotto il tappeto perché il Web e le donne che lo vivono e costruiscono di giorno in giorno stanno scoprendo il potere del passaparola su temi fondamentali e su diritti irrinunciabili. Ministro Fornero? Che ne dice? Le va di indignarsi anche stavolta e magari più ferocemente?

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