Il bilancio del primo anno del registro delle unioni civili a Milano

Resi noti i dati delle coppie iscritte nel registro delle unioni civili di Milano: molte iscrizioni, anche se non c’è stato il boom.

di robo

Sono settecentoquattro le coppie che finora si sono iscritte nel registro delle unioni civili di Milano. A un anno dall’istituzione, dunque, poco meno di millecinquecento persone (1408 in totale) hanno registrato la propria unione nel registro. Si tratta nella quasi totalità dei casi di cittadini italiani e di tutti costoro un terzo è composto da coppie dello stesso sesso.

Molto varia l’età di chi si è iscritto. Le fasce più rappresentative sono quella dei venticinque/trentacinque anni e quella dei sessanta/settanta anni. Secondo i colleghi di 02blog, la spiegazione è la seguente:

Nel primo caso si tratta probabilmente di una scelta che anticipa di qualche tempo il matrimonio, nel secondo caso è facile pensare che siano coppie che hanno deciso di non sposarsi ma che trovano nelle Unioni Civili una buona soluzione.

Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare, ha commentato:

Siamo impressionati positivamente, siamo con decisione la città con il registro più ampio. Ed è un cammino, non è stato solo una botta di consensi iniziale e poi niente, ma continua: è diventata un’abitudine. Ora andremo avanti sul terreno dei diritti.

Tra le varie iniziative in cantiere c’è la Casa dei Diritti, una istituzione in cui fare prevenzione e contro la discriminazione di identità di genere e orientamento sessuale, ma anche contro il razzismo, oltre ad avere uno spazio dedicato ai diritti dei bambini.

Per chi poi ha da ridire sul fatto che le coppie dello stesso sesso sono solo un terzo del totale e volesse usare questo dato per far partire una campagna contro il matrimonio ugualitario, consiglio di leggere un bel racconto di Dino Buzzati che narra di un uomo che ha comprato un pesciolino rosso e, per farlo sentire libero, lo mise con tutta la boccia in una grande vasca sì che potesse prima acclimatarsi e poi prendere il largo. Ma il pesce se ne stava nella sua boccia senza approfittare di tutta l’acqua. L’uomo se ne lamentò considerando il pesciolino rosso un po’ stupido. Ma il pesce, che stolto non era, gli disse:

O uomo, come sei poco intelligente, e perdona la mia sincerità. Che strana idea della libertà hai tu! Non è l’uso della libertà che importa, anzi esso è di solito una cosa insulsa e volgarissima. Quello che importa è la possibilità di usarne.

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