Boom di malattie veneree dopo l’abolizione del servizio militare

Boom di malattie veneree tra i giovani italiani dopo l’abolizione del servizio di leva obbligatorio. Tra il 2000 e il 2005 sono aumentati vertiginosamente i casi di sifilide (addirittura +320%) e gonorrea (+33%). A lanciare l’allarme è il Centro Artes di Torino, specializzato nel trattamento della sterilità di coppia, che ha elaborato i dati ufficiali

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Boom di malattie veneree tra i giovani italiani dopo l'abolizione del servizio di leva obbligatorio. Tra il 2000 e il 2005 sono aumentati vertiginosamente i casi di sifilide (addirittura +320%) e gonorrea (+33%).

A lanciare l'allarme è il Centro Artes di Torino, specializzato nel trattamento della sterilità di coppia, che ha elaborato i dati ufficiali di Sia (Società italiana andrologia), Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e Università Cattolica di Roma.

Chi si riteneva fortunato per aver evitato il servizio militare quindi, dovrà ricredersi: il servizio di leva, infatti, era l'occasione per sottoporsi ad una visita andrologica completa, che ora viene rimandata o evitata. 

Ciò rende sempre più difficile la scoperta di eventuali patologie dell'apparato genitale che, se trascurate, possono portare a gravi problemi di fertilità.

La situazione è seria: l'Italia, per tasso di fertilità, è all'ultimo posto tra i Paesi europei, con 60mila coppie che hanno difficoltà a concepire. Secondo il Centro Artes, circa la metà dei casi di sterilità si può ricondurre ad una patologia maschile.

Anche la disinformazione fa la sua parte: da un sondaggio dell'Università La Sapienza di Roma emerge che per il 31% dei ragazzi italiani la sifilide è una malattia che colpiva marinai e scrittori nell'800, mentre per il 42% la gonorrea è un tipo di colite. Sull'Aids le cose vanno meglio, ma per il 4% è una malattia che può colpire solo gli omosessuali.

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